lunedì 3 agosto 2015

L'Italia che sarà...

La vestale di Renzi, il ministro Boschi, quando l'intervistano, parla per "copia incolla" secondo un protocollo già pronto, per rispondere a qualsiasi domanda ovvia sul governo.

Il vocabolario dei renzini stretti di Matteo, è uguale a quello dei calciatori, senza differenze: intervistare Orfini, Faraone o Pina Picierno, è lo stesso.

Si incomincia con i posti di lavoro che sono aumentati, bugia, si ribadisce che sono state fatte riforme come mai è accaduto, meno male, si continua ad elogiare il governo che decadrà nel 2018, sfera di cristallo...!

Ora hanno individuato il nemico, quello necessario per terrorizzare: Berlusconi con i comunisti, i renziani con Grillo e Salvini.

Se non voterete il Pd, bela la Boschi, finiremo nelle mani del M5S e della Lega...!

Come se avesse parlato di Hitler e Noriega.

Purtroppo per il presidentissimo di tutto, anche gli italiani, notoriamente portatori di anello al naso, hanno capito di che pasta sia l'ultimo regalo di Giorgio Napolitano, ed i sondaggisti che paghiamo per Renzi, gli hanno comunicato che se non si tornerà presto alle elezioni, almeno nei prossimi mesi del 2016, il suo consenso scenderà a livelli di non ritorno.


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E allora, cara Maria Elena, a voglia di ripetere il compitino, il tuo tempo sta finendo, e speriamo che il futuro ci permetterà di uscire da quest'incubo che ha spento i nostri sogni.

Stativi buoni.

Roy

venerdì 31 luglio 2015

...Italia, terra di servi...

"Corriere della Sera, mercoledì 25 marzo 2015
Provincialismo. Scelte discutibili: il concorso per amministratore delegato dell'Auditorium di Roma che prevede "conoscenza di base" dell'italiano, il logo per la capitale "Rome&you" e anche il sito "VeryBello!".

Dovendo scegliere il nuovo amministratore delegato dell’Auditorium di Roma, il sindaco Ignazio Marino ha fornito una prova ulteriore della vacua anglomania che si è impadronita del nostro ceto dirigente, politici in prima fila. Data l’importanza dell’incarico (e di riflesso della retribuzione: 200 mila euro), nulla da obiettare sul fatto che si allarghi la ricerca oltre i confini nazionali, provvedendo a pubblicizzare il bando con un’inserzione sul Financial Times.

Lascia invece esterrefatti che tra i requisiti di ammissione, come ha notato Paolo Fallai sulle pagine romane del Corriere, vi sia – testuale – «possedere un’ottima conoscenza della lingua inglese e una conoscenza dell’italiano». Per la precisione, andando avanti nella lettura, si scopre che, per dirigere una delle più importanti istituzioni culturali della Capitale (e del Paese), basta avere una semplice conoscenza «di base» dell’italiano.
Siamo alle solite insomma. Per sembrare evoluti e moderni, non ci limitiamo a chiedere come è ovvio la conoscenza dell’inglese, ma che questa sia – a Roma! – nettamente superiore alla conoscenza dell’italiano. Dietro la apparente anglofilia fa capolino quel diffuso e ridicolo provincialismo che caratterizza tanti altri episodi del genere. Dalla scelta del nuovo logo della Capitale, Rome&you, all’intitolazione del sito per gli eventi legati all’Expo lanciato dal ministro Dario Franceschini: VeryBello! È un uso dell’inglese letteralmente insensato, giacché i turisti vengono da noi perché l’Italia è l’Italia, e non per certe provinciali mascherature english.
Dovremmo semmai fare in modo che, nelle nostre città d’arte, coloro che hanno a che fare con i turisti conoscano almeno un inglese di base. Ma su questo è ancora notte fonda, soprattutto a Roma. Qui può perfino accadere che una turista, avendo subìto un furto, vada in un centralissimo commissariato per la denuncia e si trovi di fronte dei poliziotti che, non capendo una parola del suo inglese, le dicano perentoriamente: «Lei è a Roma e deve parlare in italiano». Davvero uno strano modo, non c’è che dire, di favorire il turismo.
Nella speranza che il sindaco Marino riesca ad affrontare efficacemente il problema dell’inglese (non) parlato ai piani bassi, diciamo così, della Capitale, torniamo un momento a quello che giustamente richiede sia parlato ai piani alti dell’Auditorium ma – ecco il punto – a scapito dell’italiano. Torniamoci perché c’è qualche altra cosa nel bando che non convince.
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All’aspirante amministratore delegato si chiedono requisiti pertinenti, tipo l’esperienza decennale nel management di istituzioni culturali, e altri del tutto vaghi od ovvi, dalla moralità necessaria a svolgere le proprie funzioni fino alla «intelligenza emotiva». Ma a suscitare perplessità è soprattutto ciò che si legge a proposito del colloquio che dovranno sostenere i candidati che abbiano superato la preselezione e tra i quali saranno individuati i cinque della rosa finale (sarà poi il sindaco a scegliere uno di loro): «I madrelingua inglesi saranno tenuti a dimostrare la conoscenza base della lingua italiana».
Si noti che non è invece previsto alcunché di analogo per i madrelingua tedeschi, francesi, giapponesi e via elencando, che pure è del tutto lecito aspettarsi facciano domanda. Tanto valeva, allora, scrivere nel bando che il prossimo amministratore delegato dell’Auditorium dovrà essere anglofono, no?
Giovanni Belarde

sabato 25 luglio 2015

Un Italia falsa e corrotta ci lascia sgomenti...

Diego Della Valle 

La cultura dell’umano dovrebbe vivere oltre il finito, una sinestesia che vorrebbe immagini diverse dagli stimoli falsi e tendenziosi che la secolarizzazione, novella dea dell’effimero innalzato a fondamento delle coscienze, crea e distrugge a seconda degli impulsi raccolti da mode ed usi che nulla hanno a che vedere con il Creato.

Dopo un avvento imperioso quanto improvviso di una cultura lontana ed irreale, che
attraverso esigenze di pochi trasfonde il falso dal vero, siamo naufragati in un mare melmoso che non salva più nessuno: restiamo vittime di ideologie personalistiche che chiedono rispetto senza darne.

Giornalisti d’immagine si preoccupano, dalle pagine di allegati del Corriere della Sera, di quanto sia ingrassato un attore, se la cellulite faccia capolino sulle cosce della bellissima d’un tempo, o di quanto incida il tempo sulle rughe di qualcun altro.

Diego della Valle, uomo ricchissimo e potente, indossa una panciera per dissimulare un ventre pingue.

Vittima di questo sistema, crede di essere un uomo libero, ma resta incatenato da esigenze globalizzate che non fanno parte della cultura di questo paese, bensì di una visione distorta dell’essere, lontana da valori e verità.

Per chiarezza:  la sinistra impone incivilmente idee di pochi che cozzano brutalmente con tradizioni ataviche ed  

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egoismi e viltà alimentano errori ed orrori insinuatisi profondamente nell’animo umano, incapace, ormai, di alcuna difesa.

Stativi buoni.

Roy



venerdì 24 luglio 2015

Un idiota alla Luiss...

Adele Brunitto di Aversa, Campania, con il papà dirigente ministeriale, ha vissuto sei anni a Washington, tornata in Italia, la poverina, si è inscritta alla Luiss, carissima università romana, per laurearsi, prima nella storia della scuola a pagamento della Confindustria, all’età di 21 anni…!

Miracolo…!

Il direttore dell’Ateneo ha così proferito: finalmente anche il sud potrà dire di avere cervelli ad alto livello…!


Devo dire di essere prevenuto con le scuole private, sempre sensibili al denaro, ai ruoli, al potere.

Considerato, pertanto,  che la Luiss creata da un organo che fa del denaro e dei rapporti al vertice dello Stato,  un punto d’onore, sia  estremamente  sensibile a chi comanda, mi sembra alquanto opinabile lo squillo di trombe per un avvenimento “Cicero pro domo sua”.

Purtroppo questo direttore è ben poca cosa nei confronti di Cicerone che difendeva la sua casa confiscata davanti al collegio pontificale, ma la gravità delle dichiarazioni di quest’individuo strano, sta nello stabilire che con la laurea in “Management”…(?) dell’esimia fortunata italo-americana-napoletana, finalmente anche la Campania e forse il sud, potranno affermare di non essere solo terra di camorra e ‘ndrangheta, ma anche produttiva saltuariamente, di qualche intelligenza…!

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Grazie signor direttore, lei si che è umano, avrebbe detto Fantozzi: ci faccia il piacere, però, vada tranquillamente dove sa…

Stativi buoni.

Roy


giovedì 23 luglio 2015

Giorgio Napolitano, la causa di tutti i mali...

A ROMA C’È LA MAFIA MA NON CI SONO ELEMENTI “UNIVOCI” PER SCIOGLIERE IL COMUNE.

IN CAMPANIA C’È UN PRESIDENTE DA SOSPENDERE MA SI VA AVANTI.

IN PIEMONTE FIRME FALSE MA PAZIENZA.

                                             LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI?

Filippo Facci: “Roma, Torino, Napoli: va tutto bene, e infatti questo non è un articolo critico, è solo un rilievo olfattivo: cos'è questa puzza?”.

“La legge Severino funziona solo se applicata a cittadini di Arcore sotto il metro e ottanta di altezza”…


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Dove ci ha portato l’incostituzionale operato di Giorgio Napolitano?

Sembrava un momento, una scelta opinabile ma da annoverare in uno scadenziario: restavamo in trepida attesa perché ‘a nuttata passasse…!

Non è passata, l’incubo continua in un mestissimo rigurgito delle regole: i magistrati decidono quando utilizzare dati in possesso da tempo per intervenire ad orologeria, interpretando le leggi che dovrebbero applicare.


Stabiliscono la loro valenza che può significare  a giorni alterni, a secondo delle esigenze di copione.

Poi ci sono le etiche di Renzi e dei suoi galoppini: se intercettano un generale (Adinolfi) che parla in segreto con il fiorentino, nulla quaestio, se Crocetta viene fatto segno di un’illazione (fino a prova contraria) deve dimettersi…

Insomma siamo vittime e carnefici allo stesso tempo: ci lamentiamo del debito pubblico in continua ascesa, della spesa fuori controllo, delle tasse, dell’assoluta strafottenza circa le esigenze prioritarie di vita, della sicurezza…però continuiamo a sostenere il Pd, un partito che ritiene preminente il problema delle unioni civili come dimostra l’apertura del proprio sito, superando ineffabilmente disoccupazione, suicidi, alloggi e disperazione…

Stativi buoni.

 

Roy



lunedì 20 luglio 2015

L'Italia di Renzi, cameriere d'Europa...


Matteo l’idiota, diminuirà le tasse, mentre nelle more, permette che il debito stratosferico italiano continui a crescere di 80 miliardi negli ultimi mesi: nei prossimi anni si dovranno coprire 100 miliardi, e nessuno sa dove s’andranno a prendere.

Allora che fa…?

La miglior difesa è l’attacco: non ci sono soldi, quindi ci s’inventa che si faranno miracoli, la “rivoluzione copernicana” l’ha chiamata…!


Mi vergogno di essere  italiano, mi vergogno che all’estero ci prendano per i fondelli a causa di Renzi: Federica Mogherini, altra decerebrata renziana,  che non conta nulla come alto rappresentante europeo della politica estera, provvede in clima d’austerità,  a scialacquare 3 milioni…per l’allestimento delle tavole da pranzo di Bruxelles: la Casa Bianca ne ha spesi € 300.000,00, 10 volte in meno.

Impegnata, com’è, da Gran Maestro di 

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Casa, ai tavoli importanti c’è andata la vice, che guarda un po’, è tedesca.

Ci sfottono e ci sbertucciano senza ritegno, e questo ridicolo fiorentino scelto da Giorgio Napolitano e confermato da un Parlamento incostituzionale, continua a navigare a vista, senza un progetto inerente alle esigenze vere del Paese.

Mentre i media asserviti al governo continuano a pompare la “notiziona” delle tasse in via d’estinzione, in Libia rapiscono i nostri tecnici, i fucilieri continuano il loro purgatorio, il debito sale ed i servizi diminuiscono: ma  che aspettiamo a scendere in piazza e mandare via questi “mariuoli”... ?

Stativi buoni.

Roy





venerdì 17 luglio 2015

Un Europa egoista pensa d'essere unta dal Signore...

Ho visto il volto di Angela Merkel trasfigurarsi davanti alle lacrime di una ragazzina libanese da quattro anni  integrata tedesca, più per la rabbia di essersi trovata coinvolta in una situazione difficile, dalla quale sarebbe uscita comunque perdente, che per il dolore di chi improvvisamente si vedeva crollare il mondo addosso.

La politica, l’economia, la finanza, “dei” di un mondo perverso al quale, fortunatamente,  non tutti vogliono soggiacere: i cosiddetti perdenti, nuova definizione secolarizzata per una scelta miope ed egoista, alla quale non esiste appartenenza definitiva di nascita, ma solo convinzione idiota fondata sul vantaggio momentaneo.


A Treviso si combatte contro i profughi, c’è chi non ci sta ad essersi indebitato per pagare il  mutuo di una casa “sporcata” dalla presenza di queste persone, meno umane di chi sta meglio.

Siamo una manica di stupidi italioti, votiamo ladri e delinquenti che ci derubano dalla mattina alla sera senza dire una parola, con chi è più debole, invece, esce tutta la nostra forza di codardia.

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Purtroppo non c’è fine alla vergogna, e noi siamo questo, un popolo di servi pronto a tradire per un piatto di lenticchie.

Stativi buoni.

Roy