mercoledì 21 settembre 2011

Dio salvi...l'Europa

La Grecia è in stato fallimentare, non da oggi, ma dal momento stesso in cui ha deciso di entrare a far parte della moneta unica. Non è possibile che economie povere, l’ho già detto più volte, possano , improvvisamente, con alchimie finanziario/economiche, cambiare. Questo non è accaduto e non accadrà se non per un'inversione di rotta del proprio Pil a fronte del ritrovamento sul territorio di oro o diamanti, di ingenti quantità di petrolio o di chissà quale altra inimmaginabile risorsa interna. Oggi fra le bizze di una Germania che davanti ai grandi appuntamenti della storia, come le è sempre accaduto, perde la bussola, di una Francia sempre ‘furbissima’ brava a sfruttare la povertà degli altri, o di un Regno Unito che per ragioni divine ritiene di essere il più in gamba di tutti, i nodi di una politica espansionistica organizzata dall’Europa, fondata sull’Unione di…chiacchere, arrivano al pettine: uno dietro l’altro, dai più deboli in poi, i paesi del vecchio continente vengono meno e si frantumano davanti alle realtà delle cose, alla faccia degli analisti ed i finissimi studiosi/pensatori della libera economia creativa. La Grecia ha due modi per salvarsi, o viene aiutata con finanziamenti a fondo perduto da tutti gli stati del mondo, o si venda il Partenone alla Cina o all’India per fare fronte ai debiti di bilancio nascosti da politici corrotti ed idioti. Finanziarie strumentali che mandano la gente in mezzo alla strada, spremiture all’osso dei risparmi, imbalsamazione di una nazione, non potranno che accelerare il processo disgregativo dell’economia e creare un quarto mondo in Europa. A questo presto ci aggiungeremo noi, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e così via. Solo Dio potrà salvarci dalla mano dell’uomo, ma continuiamo a raccontarci fregnacce.

Stativi buoni.

Roy