venerdì 12 novembre 2010

l'unità d'Italia compie 150 anni

Io mi sento italiano, ma veramente, non so chi lo avverta così profondamente, perchè vedo un'acredine furiosa nelle discussioni, nei dibattiti, in qualsiasi occasione di confronto.
Tutti contro tutti nelle situazioni topiche quando dovremmo essere uniti: un pò come fanno gli americani, mi vedrei impegnato a fare mio il problema altrui e quindi accantonare le antipatie o i preconcetti. La natura e la nostra inconsistenza ci stanno provando da tempo, i problemi sono tanti e quel popolo di bistrattati che risponde al nome, spesso offensivo, di extracomunitari o clandestini, si impegna per noi prima nei lavori umili che nessuno, anche il più povero vuole fare, e poi nel dare una mano per riaggiustare il distrutto: mi riferisco alle frane ed agli alluvioni che stanno provocando morte e distruzione. Ed allora, perchè nessuno vuole risolvere il problema spazzatura napoletano, che non è una colpa campana ma un'esigenza generata da contingenze incomprensibili? L'unione di un paese è la sua disponibilità ad accollarsi come si fa in famiglia, il problema di qualche sua parte: perchè capiamo che a chiunque può capitare un'evenienza veneta, un terremoto, un dramma ma poi non vogliamo che Napoli scarichi la spazzatura al di fuori dei suoi confini? La spazzatura è la peste che descrisse il Manzoni se non viene controllata, ma se un paese libero e forte dimostrasse la propria grandezza, basterebbe spalmare anche un camion per comune d'Italia e non buttare i soldi e la dignità in Svezia o in Germania. Si darebbe così il tempo e la possibilità di organizzare lo smaltimento in loco con quel che si decide, termovalorizzatori, thor od altro, ma senza ansie e guerre sociali.
Pensiamoci e facciamo autocritica, il 150° anniversario sta per arrivare.
Vulimmoce bene.

Roy