mercoledì 28 novembre 2012

Monti incapace per sempre

Il Fatto Quotidiano 

Monti: “Nuove forme finanziamento o sistema sanitario a rischio”

 Monti: “Nuove forme finanziamento o sistema sanitario a rischio”

Il premier, intervenendo in collegamento a Palermo durante l’inaugurazione di un centro biomedico ha assicurato che "il governo è un prezioso alleato" del settore ma che la sanità pubblica è a rischio. "La crisi ha colpito tutti - ha detto - e ha impartito lezioni a tutti. E il comparto medico non è stato esente né immune”.

 

Quanti altri 'comparti' scoprirà l'esimio? Ovviamente, come afferma, 'il governo è un ...prezioso alleato' dei ricchi, delle banche e dei gruppi che rappresenta, lo sapevamo,  che non mancherà di fustigare ulteriormente i poveri e che i suoi amici stiano tranquilli...ogni cosa come sempre...!

Il parolaio matto colpisce ancora, e noi a subirlo indifesi dinanzi alla tracotanza del potere. Napolitano con  le sue truppe, PD, PDL ed UDC,  protegge il fortino, lo squilibrato di Arcore ora inaugura un altra truffa con la sua banda di malfattori rimpinguata da...Briatore, e tutto sembra procedere secondo regola. Che ne parliamo 'a fà...! Gli italiani, stanchi ed avviliti, hanno preso fiato per dare una mano ai Democratici nei gazebo...Non ci sono speranze.

Stativi buoni.

Roy





La storia di tutti noi è maestra di vita...



dagospia.comEMILIO RIVA jpeg

- ALLA DE-RIVA! - IL “RAGIONIERE-FATTORINO” NE HA FATTA DI STRADA - EMILIO RIVA NON AVEVA I SOLDI PER RITIRARE IL DIPLOMA, ORA E’ A CAPO DI UN IMPERO - ACQUISTO’ DALL’IRI L’ITALSIDER DEPURATA DAI DEBITI E FU SUBITO BOOM DI UTILI - FORAGGIATORE BIPARTISAN DELLA POLITICA, E’ ENTRATO COL 10% NELLA “NUOVA” ALITALIA - LA “RIVA FIRE”, HOLDING DI FAMIGLIA, INCASSA L’1,3% DEI RICAVI CONSOLIDATI DEL GRUPPO PER ‘’CONSULENZE’’… - 

"Non mi sembra che lo Stato abbia fatto un brutto affare a cedermi l'Ilva". Così parlava, già nel lontano 2000, il ragioner Emilio Riva da Milano mettendo a confronto le tasse pagate dal suo gruppo alle perdite pregresse dell'acciaio pubblico. Cinque anni prima il «ragiunatt», classe 1926, nato e cresciuto professionalmente tra i rottami di ferro della ditta Colombo dove entra quindicenne da fattorino ed esce da azionista al 30% - ha fatto il grande salto che porterà la sua Riva & C. tra i grandi gruppi della siderurgia mondiale.

 

Non possiamo dimenticare chi era Emilio Riva: un intrallazzatore, un corruttore, un  mistificatore. Ebbene lo Stato italiano si è messo nelle mani di quest'individuo vergognoso, lasciandogli potere decisionale sulle vite di migliaia di tarantini ammalati per causa sua ed ora, messi anche in mezzo ad una strada. Siamo quelli che si lamentano di Monti ma poi andiamo tutti compatti a votare le primarie indette dai carnefici: pensiamo solo che Bersani è l'artefice con Visco di Equitalia. La storia di un paese succube dell'infamia e delle truffe, ci ha reso sempre più deboli, senza dignità: solo spaghetti, pizza e mandolino...!
Stativi buoni.
Roy

lunedì 26 novembre 2012

Re Giorgio I° da Napoli

Il Fatto Quotidiano

Napolitano: “Dopo il mandato tutti sostituibili. Ma si arrivi a fine legislatura”

Il Capo dello Stato chiede "un finale di legislatura costruttivo". Poi parla anche dei tagli: "Sappiamo benissimo che la riduzione del deficit e del debito attraverso misure di sensibile diminuzione della spesa pubblica produce effetti recessivi. Ma a scelte di quel genere - sottolinea - non si può sfuggire"

Giorgio NapolitanoMi sono chiesto come mai un personaggio modesto, senza una storia politica importante, possa essere diventato il Comandante in capo dello Stato italiano per ogni ordine di grado ed di istituzione.

Le capacità più che mediocri di Giorgio Napolitano potevano essere 'anabolizzate' solo dall'inettitudine politica della controparte. L'entrata in campo a gamba tesa, fattaci deglutire come una  grande azione da...statista, in effetti è stata un bel colpo di Stato, bianco perchè il Parlamento, preso dall'orgasmo di rubare a quattro mani, non se l'è sentita di perdere tempo nell'osteggiare, considerata anche l'incapacità di argomentare.

Uno Stato di mediocri che opera tra incapaci.

 

Bce, Banca Mondiale: ‘I prestiti alle banche causeranno nuova crisi dal 2014′Bce, Banca Mondiale: ‘I prestiti alle banche causeranno nuova crisi dal 2014′

E’ il monito del capo economista Kaushik Basu. “E' una montagna di debito e ci sbatteremo contro", ha detto durante un convegno a Helsinki. Ifinanziamenti elargiti ai gruppi europei, tra dicembre 2011 e febbraio del 2012, ammontano in totale a 1.019 miliardi di euro e la tranche più grossa è andata agli istituti italiani

 

Il sondaggio del TgLa7: Pd boom, Pdl al palo. E Renzi premier è meglio di MontiPd boom, Pdl al palo Renzi premier meglio di Monti

Effetto primarie: democratici oltre il 30%, Grillo fermo al 17, azzurri al 16. Continua il crollo di Idv e Udc

Stativi buoni.

Roy







domenica 25 novembre 2012

Un Paese di pazzi

Il Fatto Quotidiano

Primarie centrosinistra 2012: “Alle 13.30 un milione e 300 mila votanti”

Primarie, già più di 1,3 milioni di voti Code ai seggi, si prevede affluenza record

Secondo il Coordinamento Nazionale delle Primarie del centrosinistra si è già ampiamente superato il milione. Cinque i candidati: Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato. Si vota fino alle 20 di stasera. Se nessuno dei candidati raggiunge il 50% più uno dei voti si terrà il ballottaggio, previsto il 2 dicembre.Primarie, già più di 1,3 milioni di voti Code ai seggi, si prevede affluenza record

Io trasecolo, dopo settimane di scioperi, manifestazioni anche cruente, contestazioni al Governo e personali ad ogni ministro, ecco che improvvisamente arriva il sole: ci sono le primarie, io pago per partecipare e mi faccio il culo per iscrivermi. 

Corro al gazebo perchè devo premiare il partito più grande d'Italia che consente il finanziamento ai partiti, la partecipazione alle guerre nel mondo, la depauperazione delle riserve italiane con evasione e spreco. 

Ma l'Italia potrà mai essere un Paese normale?

Stativi buoni.

Roy 

 

 

venerdì 23 novembre 2012

L'euro, un errore...

“Euro troppo forte, difficile uscire dalla crisi”. E Bloomberg “rimpiange” la lira

Gli analisti americani sottolineano che la moneta unica è sopravvalutata del 5,5% rispetto al dollaro, con un evidente danno per le esportazioni europee. Ma essendo più simile al marco tedesco che al nostro "vecchio conio", non è possibile agire sulla leva della svalutazione per migliorare la competitività

“Euro troppo forte, difficile uscire dalla crisi”. E Bloomberg “rimpiange” la lira

Per uscire dalla persistente spirale di incertezza, crisi debitoria, disoccupazione e recessione, l’area euro avrebbe bisogno di una valuta capace di comportarsi come la defunta lira italiana. Ma, sfortunatamente, la moneta unica appare oggi ancora troppo simile al marco tedesco di cui pare replicare la tendenza all’apprezzamento sui mercati con tutte le ovvie conseguenze del caso in termini di crescita e competitività. È la sintesi dell’ultima analisi proposta da Bloomberg sulla base dei dati ricavati dall’Oecd. L’euro, sostiene quest’ultimo, viaggia oggi a un livello superiore del 5,5% rispetto alla media storica di 1,21 dollari. Il che, in rapporto al potere d’acquisto, significa che la moneta unica risulta a oggi sopravvalutata del 2,6% rispetto al biglietto verde.
Il Fatto QuotidianoLa tanto osannata moneta europea, l'Euro, grande invenzione del vecchio continente, capace di combattere il forte  dollaro americano, padrone dei mercati mondiali.
Un errore marchiano di chi pur di apparire quale fautore pioneristico dell'innovazione che per la fretta, la stessa che rese ciechi i figli del gatto, non ha tenuto in giusta considerazione il fattore campanilistico degli stati appartenenti all'Unione. Ad oggi è fin troppo chiaro che non è possibile utilizzare una valuta con capacità d'acquisto diversificate anche perchè ogni Paese appartenente,  ha un suo stato sociale ed un proprio debito interno.
Se poi vogliamo considerare che le autonomie locali fanno la propria politica interna senza tenere in giusto conto quelle degli altri paesi, ecco che le magagne vengono alla luce grandi come grattacieli. 
I nostri campioni in  economia, di governo ed europei, pur di mantenere coerenza con le convinzioni da sempre pubblicizzate ovunque, perseverano nell'errore a discapito della vita dei cittadini. Quando il danno sarà tanto evidente da non poter essere più nascosto, gli stessi che oggi magnificano l'euro, ci spiegheranno anche con grafici e diagrammi perchè la moneta europea sia  frutto di un parto disgraziato di politici dissennati...e noi da bravi pecoroni, abboccheremo.
 
Stativi buoni. 
Roy 

giovedì 22 novembre 2012

...Questo popolo di ladri...

Tobin tax, il governo battuto in aula No alla norma che fa sconti alle banche

Dopo le pressioni degli istituti di credito l'esecutivo aveva tolto i derivati dalla base imponibile
facendo crollare l'incasso atteso della tassa sulle transazioni finanziarie da 1 miliardo a 100 milioni
Ordine del giorno presentato dal Pd passa quasi all'unanimità a Montecitorio: 'Nessuno sia esentato'
Tobin tax, il governo battuto in aula No alla norma che fa sconti alle banche
L’aliquota dello 0,5% sulla "compravendita di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato", dovrebbe generare un miliardo di gettito l’anno per l’erario. Ma non piace ai grandi istituti bancari, che fanno pressione per eliminare la parte della nuova legge che sottopone a tassazione anche gli strumenti finanziari derivati. E trovano sponda nell'esecutivo (articolo di Marco Palombi). La bocciatura arriva però dal Parlamento, che fa passare quasi all'unanimità un
ordine del giorno proposto da Francesco Boccia del Pd .

Un parlamento colluso: si tenta di aprire uno spiraglio alla legalità ed agli interessi degli italiani, ma ecco che arriva l'ordine di scuderia dalle corporazioni, ed i venduti in Parlamento votano contro. Finchè non si farà piazza pulita eliminando le bande di corrotti che siedono nei banchi, in Italia non riusciremo mai ad avere un futuro. 

Matteo Renzi, che molti vedono come il nuovo pulito, è legato mani e piedi con le banche che gli stanno finanziando la campagna e loro stesse finanziate da Paesi esteri ed interessi di potere. Come potremo mai venirne fuori?
Saviano 'dall'alto delle sue informazioni...?' denuncia che il centro sinistra è colluso con la malavita, Casini lo sappiamo bene, è dentro fino al collo in storie con il suocero Caltagirone, Di Pietro prima con interessi CIA, oggi con interessi economici privati e non. Vendola, La Russa e tutti gli altri fanno la propria parte di venduti. Tutti si sono adattati al sistema che subiscono e fanno subire: noi intanto ci lasciamo le penne.
Stativi buoni.
Roy  

mercoledì 21 novembre 2012

Misteri d'Italia

I misteri del cognato di Tremonti

Beltrametti e la gestione di un patrimonio di oltre 50 milioni - Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci

«Ho seminato delle piantine che stanno crescendo bene: una di thè verde e una di thè nero», dice al telefono Massimo Ponzellini, dall’altro capo del filo risponde Giovanni Tremonti: «Che bisogna tener d’occhio». Cosa avranno voluto dirsi lo sapranno loro.
Noi però ci siamo incuriositi, e cercando di capire quali potessero essere i legami fra Ponzellini e il giovane Tremonti salta fuori che il figlio dell’ex ministro, 26 anni, di professione studente, possiede un patrimonio immobiliare di circa 10 milioni di euro.
Giovanni condivide parte del patrimonio con la sorella Luisa; ad amministrare i loro beni è lo zio materno, l’ingegner Felice Beltrametti, attraverso la società Nitrum. Ma Beltrametti è soprattutto l’amministratore della Generale Gestioni, che ha in pancia 133 unità immobiliari (che includono 83 appartamenti, locali commerciali, capannoni), oltre a 62 ettari di terreno. Un patrimonio stimato dall’Agenzia del Territorio di oltre 50 milioni di euro, terreni esclusi.
Il cognato dell’ex ministro è anche proprietario del 10% di questo grande patrimonio, il restante 90% è in mano alla Assiral Finance, un’anonima svizzera domiciliata nella periferia di Friburgo.
L’Assiral non ha uffici, né impiegati, ma solo un indirizzo presso la Fidutrust, anche questa anonima.
Secondo Claude Brodard, fiduciario della zona, la vera convenienza nell’aver scelto Friburgo come sede, «non è tanto negli aspetti fiscali, quanto nel fatto di non far sapere chi è il reale proprietario degli immobili» e di conseguenza nessuno può andare a chiedere dove e come sono stati presi i soldi per comprarli.
Incrociando i dati negli archivi svizzeri, si scopre che l’amministratore unico dell’Assiral Finance è un manager che lavora a Lugano, si chiama Corrado Coltella. In passato ha lavorato per una società americana specializzata in sistemi di sicurezza, e oggi, oltre a figurare in diverse strutture anonime, è anche il proprietario di una società che produce sanitari. Il signor Coltella con noi ha preferito non parlare, ma lui sicuramente sa chi è il proprietario del patrimonio immobiliare amministrato dal cognato di Tremonti.
Il fatto curioso è che Beltrametti ci dice di non sapere chi sia questo Coltella, anche se stanno insieme in un’altra società anonima svizzera, la Nextia, che in Italia si occupa di ristrutturazioni e installazioni di pannelli solari.
Beltrametti ignora anche i nomi dei suoi soci svizzeri dell’Assiral, per conto dei quali amministra 50 milioni di euro in immobili. Ma scavando tra le carte del catasto qualche anomalia si trova.
Nell’89, quando Beltrametti era già amministratore della Nitrum, in società con la sorella Fausta, moglie di Tremonti, accade che un’anonima svizzera di nome Gilbris svolge un’operazione di compravendita immobiliare usando lo stesso codice fiscale della Nitrum.
È una semplice coincidenza? Un errore dell’impiegato del catasto? Sta di fatto che sette anni dopo a diventare amministratore unico della Gilbris (che nel frattempo ha cambiato nome in Securalarm, anche questa anonima) è lo stesso Corrado Coltella amministratore unico dell’Assiral, l’anonima proprietaria del 90% dell’impero immobiliare gestito proprio da Beltrametti.
L’ingegnere però non ricorda neppure con quanti degli immobili ereditati dai genitori è entrato nella Generali Gestioni, né chi erano i suoi soci in quel momento. È anche vero che quando ti occupi di una decina di società italiane, e siedi nei cda di altre svizzere, può essere complicato ricordare il nome dei tuoi soci.
Felice Beltrametti dal 1994 è anche presidente della Veco Business Service, un’altra anonima con sede a Lugano, che ha un oggetto sociale poliedrico: dall’organizzazione conferenze e congressi all’offerta di domicilio e ospitalità alle società anonime. Nel consiglio di amministrazione della Veco, a fianco di Beltrametti, c’è sempre Corrado Coltella, e fino al 1997 troviamo anche Stefano Camponovo, di professione fiduciario.
Beltrametti però questo nome non lo ricorda. Stefano Camponovo fino al 2009 è stato nel Cda di un’altra fiduciaria, crocevia di varie indagini della Procura di Milano: la Doge Sa.  I magistrati se ne sono occupati per una maxi evasione fiscale emersa nell’ambito dell'inchiesta sul crac Italtease. La Doge è poi finita nelle carte dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito. Nel 2008 Belsito (all’epoca membro del cda Fincantieri) si rivolge alla Doge per consulenze finalizzate alla creazione di società all’estero dove trasferire denaro dall’Italia. Dalle indagini sui conti dell’ex tesoriere emerge che Belsito effettuava versamenti di denaro alla Lega giustificandoli come fondi personali destinati ad “alimentare le casse del partito”. Gli investigatori si erano insospettiti perché avevano riscontrato che quei versamenti fatti da Belsito erano superiori ai suoi redditi. Le indagini condotte in quegli anni sul tesoriere e sulla Doge, pur suscitando perplessità, non si conclusero con ipotesi di reato. Quattro anni dopo, i magistrati della Procura di Milano scoprono che Belsito reinvestiva in Tanzania i soldi pubblici che arrivavano alla Lega.
Stativi buoni
Roy