lunedì 26 novembre 2012
Re Giorgio I° da Napoli
Bce, Banca Mondiale: ‘I prestiti alle banche causeranno nuova crisi dal 2014′
Il sondaggio del TgLa7: Pd boom, Pdl al palo. E Renzi premier è meglio di Monti
domenica 25 novembre 2012
Un Paese di pazzi
Primarie centrosinistra 2012: “Alle 13.30 un milione e 300 mila votanti”
Secondo
il Coordinamento Nazionale delle Primarie del centrosinistra si è già
ampiamente superato il milione. Cinque i candidati: Pierluigi Bersani,
Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato. Si vota fino
alle 20 di stasera. Se nessuno dei candidati raggiunge il 50% più uno
dei voti si terrà il ballottaggio, previsto il 2 dicembre.
Io trasecolo, dopo settimane di scioperi, manifestazioni anche cruente, contestazioni al Governo e personali ad ogni ministro, ecco che improvvisamente arriva il sole: ci sono le primarie, io pago per partecipare e mi faccio il culo per iscrivermi.
Corro al gazebo perchè devo premiare il partito più grande d'Italia che consente il finanziamento ai partiti, la partecipazione alle guerre nel mondo, la depauperazione delle riserve italiane con evasione e spreco.
Ma l'Italia potrà mai essere un Paese normale?
Stativi buoni.
Roy
venerdì 23 novembre 2012
L'euro, un errore...
“Euro troppo forte, difficile uscire dalla crisi”. E Bloomberg “rimpiange” la lira
Gli analisti americani sottolineano che la moneta unica è sopravvalutata del 5,5% rispetto al dollaro, con un evidente danno per le esportazioni europee. Ma essendo più simile al marco tedesco che al nostro "vecchio conio", non è possibile agire sulla leva della svalutazione per migliorare la competitività

Per uscire dalla persistente spirale di incertezza, crisi debitoria, disoccupazione e recessione, l’area euro avrebbe bisogno di una valuta capace di comportarsi come la defunta lira italiana. Ma, sfortunatamente, la moneta unica appare oggi ancora troppo simile al marco tedesco
di cui pare replicare la tendenza all’apprezzamento sui mercati con
tutte le ovvie conseguenze del caso in termini di crescita e
competitività. È la sintesi dell’ultima analisi proposta da Bloomberg sulla base dei dati ricavati dall’Oecd. L’euro, sostiene quest’ultimo, viaggia oggi a un livello superiore del 5,5% rispetto alla media storica di 1,21 dollari. Il che, in rapporto al potere d’acquisto, significa che la moneta unica risulta a oggi sopravvalutata del 2,6% rispetto al biglietto verde.
Un errore marchiano di chi pur di apparire quale fautore pioneristico dell'innovazione che per la fretta, la stessa che rese ciechi i figli del gatto, non ha tenuto in giusta considerazione il fattore campanilistico degli stati appartenenti all'Unione. Ad oggi è fin troppo chiaro che non è possibile utilizzare una valuta con capacità d'acquisto diversificate anche perchè ogni Paese appartenente, ha un suo stato sociale ed un proprio debito interno.
Se poi vogliamo considerare che le autonomie locali fanno la propria politica interna senza tenere in giusto conto quelle degli altri paesi, ecco che le magagne vengono alla luce grandi come grattacieli.
I nostri campioni in economia, di governo ed europei, pur di mantenere coerenza con le convinzioni da sempre pubblicizzate ovunque, perseverano nell'errore a discapito della vita dei cittadini. Quando il danno sarà tanto evidente da non poter essere più nascosto, gli stessi che oggi magnificano l'euro, ci spiegheranno anche con grafici e diagrammi perchè la moneta europea sia frutto di un parto disgraziato di politici dissennati...e noi da bravi pecoroni, abboccheremo.
Stativi buoni.
Roy
giovedì 22 novembre 2012
...Questo popolo di ladri...

Dopo le pressioni degli istituti di credito l'esecutivo aveva tolto i derivati dalla base imponibile
facendo crollare l'incasso atteso della tassa sulle transazioni finanziarie da 1 miliardo a 100 milioni
Ordine del giorno presentato dal Pd passa quasi all'unanimità a Montecitorio: 'Nessuno sia esentato'
facendo crollare l'incasso atteso della tassa sulle transazioni finanziarie da 1 miliardo a 100 milioni
Ordine del giorno presentato dal Pd passa quasi all'unanimità a Montecitorio: 'Nessuno sia esentato'
L’aliquota
dello 0,5% sulla "compravendita di azioni e altri strumenti finanziari
partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato",
dovrebbe generare un miliardo di gettito l’anno per l’erario. Ma non
piace ai grandi istituti bancari, che fanno pressione per
eliminare la parte della nuova legge che sottopone a tassazione anche
gli strumenti finanziari derivati. E trovano sponda nell'esecutivo (articolo di Marco Palombi). La bocciatura arriva però dal Parlamento, che fa passare quasi all'unanimità un
ordine del giorno proposto da Francesco Boccia del Pd .
Un parlamento colluso: si tenta di aprire uno spiraglio alla legalità ed agli interessi degli italiani, ma ecco che arriva l'ordine di scuderia dalle corporazioni, ed i venduti in Parlamento votano contro. Finchè non si farà piazza pulita eliminando le bande di corrotti che siedono nei banchi, in Italia non riusciremo mai ad avere un futuro.
Matteo Renzi, che molti vedono come il nuovo pulito, è legato mani e piedi con le banche che gli stanno finanziando la campagna e loro stesse finanziate da Paesi esteri ed interessi di potere. Come potremo mai venirne fuori?
Saviano 'dall'alto delle sue informazioni...?' denuncia che il centro sinistra è colluso con la malavita, Casini lo sappiamo bene, è dentro fino al collo in storie con il suocero Caltagirone, Di Pietro prima con interessi CIA, oggi con interessi economici privati e non. Vendola, La Russa e tutti gli altri fanno la propria parte di venduti. Tutti si sono adattati al sistema che subiscono e fanno subire: noi intanto ci lasciamo le penne.
Stativi buoni.
Roy
ordine del giorno proposto da Francesco Boccia del Pd .
Un parlamento colluso: si tenta di aprire uno spiraglio alla legalità ed agli interessi degli italiani, ma ecco che arriva l'ordine di scuderia dalle corporazioni, ed i venduti in Parlamento votano contro. Finchè non si farà piazza pulita eliminando le bande di corrotti che siedono nei banchi, in Italia non riusciremo mai ad avere un futuro.
Matteo Renzi, che molti vedono come il nuovo pulito, è legato mani e piedi con le banche che gli stanno finanziando la campagna e loro stesse finanziate da Paesi esteri ed interessi di potere. Come potremo mai venirne fuori?
Saviano 'dall'alto delle sue informazioni...?' denuncia che il centro sinistra è colluso con la malavita, Casini lo sappiamo bene, è dentro fino al collo in storie con il suocero Caltagirone, Di Pietro prima con interessi CIA, oggi con interessi economici privati e non. Vendola, La Russa e tutti gli altri fanno la propria parte di venduti. Tutti si sono adattati al sistema che subiscono e fanno subire: noi intanto ci lasciamo le penne.
Stativi buoni.
Roy
mercoledì 21 novembre 2012
Misteri d'Italia
I misteri del cognato di Tremonti
Beltrametti e la gestione di un patrimonio di oltre 50 milioni - Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci
«Ho seminato delle piantine che stanno crescendo bene: una di thè verde e una di thè nero», dice al telefono Massimo Ponzellini,
dall’altro capo del filo risponde Giovanni Tremonti: «Che bisogna tener
d’occhio». Cosa avranno voluto dirsi lo sapranno loro.
Noi però ci siamo incuriositi, e cercando di capire quali potessero essere i legami fra Ponzellini e il giovane Tremonti salta
fuori che il figlio dell’ex ministro, 26 anni, di professione studente,
possiede un patrimonio immobiliare di circa 10 milioni di euro.
Giovanni condivide parte del patrimonio con la sorella Luisa; ad amministrare i loro beni è lo zio materno, l’ingegner Felice Beltrametti, attraverso la società Nitrum. Ma Beltrametti è soprattutto l’amministratore della Generale Gestioni, che ha in pancia 133 unità immobiliari (che includono 83 appartamenti, locali commerciali, capannoni), oltre a 62 ettari di terreno. Un patrimonio stimato dall’Agenzia del Territorio di oltre 50 milioni di euro, terreni esclusi.
Il cognato dell’ex ministro è anche proprietario del 10% di questo grande patrimonio, il restante 90% è in mano alla Assiral Finance, un’anonima svizzera domiciliata nella periferia di Friburgo.
Giovanni condivide parte del patrimonio con la sorella Luisa; ad amministrare i loro beni è lo zio materno, l’ingegner Felice Beltrametti, attraverso la società Nitrum. Ma Beltrametti è soprattutto l’amministratore della Generale Gestioni, che ha in pancia 133 unità immobiliari (che includono 83 appartamenti, locali commerciali, capannoni), oltre a 62 ettari di terreno. Un patrimonio stimato dall’Agenzia del Territorio di oltre 50 milioni di euro, terreni esclusi.
Il cognato dell’ex ministro è anche proprietario del 10% di questo grande patrimonio, il restante 90% è in mano alla Assiral Finance, un’anonima svizzera domiciliata nella periferia di Friburgo.
L’Assiral non ha uffici, né impiegati, ma solo un indirizzo presso la Fidutrust, anche questa anonima.
Secondo Claude Brodard, fiduciario della zona, la vera convenienza
nell’aver scelto Friburgo come sede, «non è tanto negli aspetti fiscali,
quanto nel fatto di non far sapere chi è il reale proprietario degli
immobili» e di conseguenza nessuno può andare a chiedere dove e come
sono stati presi i soldi per comprarli.
Incrociando i dati negli archivi
svizzeri, si scopre che l’amministratore unico dell’Assiral Finance è un
manager che lavora a Lugano, si chiama Corrado Coltella. In
passato ha lavorato per una società americana specializzata in sistemi
di sicurezza, e oggi, oltre a figurare in diverse strutture anonime, è
anche il proprietario di una società che produce sanitari. Il signor
Coltella con noi ha preferito non parlare, ma lui sicuramente sa chi è
il proprietario del patrimonio immobiliare amministrato dal cognato di
Tremonti.
Il fatto curioso è che Beltrametti ci
dice di non sapere chi sia questo Coltella, anche se stanno insieme in
un’altra società anonima svizzera, la Nextia, che in Italia si occupa di ristrutturazioni e installazioni di pannelli solari.
Beltrametti ignora anche i nomi dei suoi soci svizzeri dell’Assiral, per conto dei quali amministra 50 milioni di euro in immobili. Ma scavando tra le carte del catasto qualche anomalia si trova.
Beltrametti ignora anche i nomi dei suoi soci svizzeri dell’Assiral, per conto dei quali amministra 50 milioni di euro in immobili. Ma scavando tra le carte del catasto qualche anomalia si trova.
Nell’89, quando Beltrametti era già amministratore della Nitrum, in società con la sorella Fausta, moglie di Tremonti, accade che
un’anonima svizzera di nome Gilbris svolge un’operazione di
compravendita immobiliare usando lo stesso codice fiscale della Nitrum.
È una semplice coincidenza? Un errore dell’impiegato del catasto? Sta di fatto che sette anni dopo a diventare amministratore unico della Gilbris (che nel frattempo ha cambiato nome in Securalarm, anche questa anonima) è lo stesso Corrado Coltella amministratore unico dell’Assiral, l’anonima proprietaria del 90% dell’impero immobiliare gestito proprio da Beltrametti.
L’ingegnere però non ricorda neppure con quanti degli immobili ereditati dai genitori è entrato nella Generali Gestioni, né chi erano i suoi soci in quel momento. È anche vero che quando ti occupi di una decina di società italiane, e siedi nei cda di altre svizzere, può essere complicato ricordare il nome dei tuoi soci.
È una semplice coincidenza? Un errore dell’impiegato del catasto? Sta di fatto che sette anni dopo a diventare amministratore unico della Gilbris (che nel frattempo ha cambiato nome in Securalarm, anche questa anonima) è lo stesso Corrado Coltella amministratore unico dell’Assiral, l’anonima proprietaria del 90% dell’impero immobiliare gestito proprio da Beltrametti.
L’ingegnere però non ricorda neppure con quanti degli immobili ereditati dai genitori è entrato nella Generali Gestioni, né chi erano i suoi soci in quel momento. È anche vero che quando ti occupi di una decina di società italiane, e siedi nei cda di altre svizzere, può essere complicato ricordare il nome dei tuoi soci.
Felice Beltrametti dal 1994 è anche presidente della Veco Business Service, un’altra anonima con sede a Lugano,
che ha un oggetto sociale poliedrico: dall’organizzazione conferenze e
congressi all’offerta di domicilio e ospitalità alle società anonime.
Nel consiglio di amministrazione della Veco, a fianco di Beltrametti,
c’è sempre Corrado Coltella, e fino al 1997 troviamo anche Stefano
Camponovo, di professione fiduciario.
Beltrametti però questo nome non lo ricorda.
Stefano Camponovo fino al 2009 è stato nel Cda di un’altra fiduciaria,
crocevia di varie indagini della Procura di Milano: la Doge Sa. I magistrati se ne sono occupati per una maxi evasione fiscale emersa
nell’ambito dell'inchiesta sul crac Italtease. La Doge è poi finita
nelle carte dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex tesoriere della Lega
Nord, Francesco Belsito.
Nel 2008 Belsito (all’epoca membro del
cda Fincantieri) si rivolge alla Doge per consulenze finalizzate alla
creazione di società all’estero dove trasferire denaro dall’Italia.
Dalle indagini sui conti dell’ex tesoriere emerge che Belsito
effettuava versamenti di denaro alla Lega giustificandoli come fondi
personali destinati ad “alimentare le casse del partito”. Gli
investigatori si erano insospettiti perché avevano riscontrato che quei
versamenti fatti da Belsito erano superiori ai suoi redditi. Le indagini
condotte in quegli anni sul tesoriere e sulla Doge, pur suscitando
perplessità, non si conclusero con ipotesi di reato. Quattro anni dopo, i
magistrati della Procura di Milano scoprono che Belsito reinvestiva in
Tanzania i soldi pubblici che arrivavano alla Lega.
Stativi buoni
Roy
martedì 20 novembre 2012
Italia paese d'infami

“Investitura” dall’estero e voto con il proporzionale: e il Monti bis è servito
Il professore si accredita come "garante" della nostra tenuta economica-finanziaria. Intanto si consolida una "base" politica interna nel partito di Montezemolo. E la nuova legge elettorale vira in modo da assicurare il suo ritorno anche senza l'investitura popolare. Napolitano: "L'italia non si discosti dal cammino segnato"
Un disegno eversivo cominciato un anno fa con la complicità fra Berlusconi, Napolitano e Monti.
Una dinamica da colpo di Stato fu effetuata grazie al lavoro certosino dei media italiani ed esteri che davano grande credibilità a Napolitano, uomo delle potenze straniere che avevano a cuore gli interessi dei poteri forti internazionali (club Bildenberg) a cui son iscritti Monti e compagni, contrari alla politica berlusconiana troppo personalistica, lontana dalle riforme che interessavano la finanza e gli operatori economici locali ed esteri. Il complotto continua, il sacco glielo hanno tenuto Bersani, Casini, Belusconi e tutti i sistemi istituzionali. Oggi qualcosa si è rotto perchè Silvio non ha avuto quanto cercava, ma perdendo forza, oramai si trova in difficoltà: anche se volesse denunciare pubblicamente i patti scellerati, chi gli crederebbe? Sputtanato dai fatti e da se stesso, si barcamena: le sue aziende soffrono perchè gli affari internazionali, come quelli con Gazprom del 'compagno, mo' ce vò, di merende Putin', non bastano più e quelli nostrani languono, visto che conta meno.
Intanto i feudatari si muovono, organizzano il nostro futuro, contano già i nostri voti e si spartiscono quel poco che resta ancora da spartire.
Noi, servi sciocchi, ariamo, paghiamo le decime ed osanniamo.
Stativi buoni.
Roy
lunedì 19 novembre 2012
L'Italia del malaffare
Gabanelli a Di Pietro: “Renda pubblici i movimenti sul conto corrente dell’Idv”
“Se vuole, Di Pietro può rendere pubblici i movimenti sul conto corrente del partito e la cosa finisce lì“. Così, durante l’ultima puntata di “Report”, su Rai Tre, risponde Milena Gabanelli ad Antonio Di Pietro sulla vicenda degli immobili del leader dell’Idv.
La giornalista propone una breve rassegna dei servizi televisivi sulle
proprietà del politico e commenta: “Non siamo stati noi a dire che Di
Pietro ha cinquantaquattro o cinquantasei case, ma quarantacinque
proprietà che includono case, terreni, cantine e garage”. E aggiunge:
“Il punto però è il valore di queste proprietà. E il fatto che per nove
anni Di Pietro, la moglie e la fidata Silvana Mura hanno gestito 50 milioni di rimborsi elettorali senza che il bilancio fosse mai mostrato agli altri membri del partito”
19 novembre 2012
Case Di Pietro, gaffe di Belisario: ‘Siamo scappati dalla sede Idv di via Merulana’
“Appena abbiamo avuto la possibilità di scapparcene dalla casa di via Merulana, abbiamo trovato un’altra sede nel centro storico di Roma, vicino alla Camera e al Senato”. E’ l’espressione adottata da Felice Belisario, senatore Idv, nel rispondere alla domanda posta da Bruno Vespa sulle polemiche che hanno investito il partito di Di Pietro. Il conduttore di “Porta a Porta” (Rai1)
chiede più precisamente se il leader dell’Italia dei valori abbia fatto
bene ad acquistare case e ad affittarle al partito. La risposta di
Belisario suscita ilarità tra gli ospiti in studio, ma il parlamentare
immediatamente corregge il tiro. “Non intendevo dire “scappare”"-
puntualizza con imbarazzo – “ma “andare via”. Prima pagavamo 54.000 euro
e oggi ne paghiamo 230.000, non c’è niente di strano e certamente Di
Pietro non si è arricchito”.
Ieri sera, Domenica 18 novembre, ho assistito sgomento alla trasmissione della Gabanelli su Rai 3.
Mi sentivo imbarazzato per la mia incapacità di pensare che si potesse essere tanto immorali. Milanese, dirigenti dei Ministeri italiani, parlamentari come La Russa, Belisario, Della Vedova, Viesti, sogghignavano quando spiegavano al giornalista di Report che non poteva fare nulla, è la legge...che non c'è, e mai ci sarà con questi rappresentanti in Parlamento. Esseri abominevoli che si approfittano dei nostri soldi, mentre anziani cercano nella spazzatura o muoiono di freddo perchè non hanno soldi per il riscaldamento. Chissà se i fulmini del Cielo ci possono aiutare; si sono talmente radicati nel putridume che solo saltuariamente qualche errore grossolano di qualcuno della cricca li fa cadere nelle maglie della giustizia, che come sappiamo è ad orologeria e scarsamente affidabile. Siamo come quei paesi dell'America latina corrotti che galleggiano sul malaffare.
Stativi buoni
Roy
Mi sentivo imbarazzato per la mia incapacità di pensare che si potesse essere tanto immorali. Milanese, dirigenti dei Ministeri italiani, parlamentari come La Russa, Belisario, Della Vedova, Viesti, sogghignavano quando spiegavano al giornalista di Report che non poteva fare nulla, è la legge...che non c'è, e mai ci sarà con questi rappresentanti in Parlamento. Esseri abominevoli che si approfittano dei nostri soldi, mentre anziani cercano nella spazzatura o muoiono di freddo perchè non hanno soldi per il riscaldamento. Chissà se i fulmini del Cielo ci possono aiutare; si sono talmente radicati nel putridume che solo saltuariamente qualche errore grossolano di qualcuno della cricca li fa cadere nelle maglie della giustizia, che come sappiamo è ad orologeria e scarsamente affidabile. Siamo come quei paesi dell'America latina corrotti che galleggiano sul malaffare.
Stativi buoni
Roy
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Mi sono chiesto come mai un personaggio modesto, senza una storia politica importante, possa essere diventato il Comandante in capo dello Stato italiano per ogni ordine di grado ed di istituzione.

