giovedì 15 novembre 2012
...ma Tonino...nicchia..

Idv, Silvana Mura indagata per falsa testimonianza per il sito di Di Pietro
Secondo Maurizio Bardi, piccolo editore di Pontremoli e fondatore dei siti .org e .it col nome dell'ex pm, la tesoriera avrebbe mentito sulla vicenda che riguarda il dominio web del primo, e contribuito così a far riconoscere un risarcimento di 500mila euro al leader Idv
L’allarme maltempo si sposta al Sud
Carabinieri al lavoro nelle zone della Maremma colpite dalle inondazioni
Napolitano: serve più prevenzione

Cosenza, appalti a cooperativa del boss in cambio di voti: arrestati consiglieri
Ai domiciliari Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, ex sindaco ed ex assessore del comune di Rende. I due, il primo è attualmente consigliere provinciale Pd il secondo si era autosospeso, sono accusati di corruzione e corruzione elettorale. Esclusa dal gip l'aggravante mafiosa
Omosessualità, in Usa le chiese dei cow boy: “La curiamo con l’ippoterapia”
Intanto, le associazioni Lgbt americane pensano al contrattacco tra iniziative e campagna di informazione. La Pan American Health Association, ente di controllo delle politiche sanitarie dei vari Paesi del continente americano: “Queste cure fanno del male. L’omosessualità non è una patologia"
Stativi buoni.
Roy
mercoledì 14 novembre 2012
Germania uber...Italia
Germania-Italia: 3-0 nell’industria alimentare
Secondo una ricerca elaborata da Nomisma i tedeschi ci battono per l'esportazione dei prodotti alimentari, con un fatturato che è circa il triplo del nostro per formaggi, latticini, spezie ma anche per carni preparate e derivati del pesce

Anche questo dobbiamo sopportare: va bene che la Germania ci bacchetti per i nostri conti e che Frau Merkel con pugno di ferro provi a dettare la linea dell’Unione Europea, ma che il nostro Paese esporti meno prodotti alimentari del colosso teutonico mi sembra inaccettabile. Eppure è quanto risulta dall’ultima ricerca elaborata da Nomisma che per questo settore guarda le prestazioni non solo dell’Italia ma appunto anche di Germania e Francia.
Non sono vantaggi competitivi per l’Italia né la qualità, che grazie ad un clima migliore è innegabile, ma neppure la differenziazione dei prodotti molto più numerosi, o peggio ancora non porta concreti risultati quel tanto sbandierato Made in Italy che dovrebbe rappresentare il grimaldello di ogni attività commerciale. Insomma l’industria alimentare tedesca funziona meglio di quella italiana e di gran lunga, basti pensare che il suo fatturato è quasi il triplo
rispetto a quanto riusciamo a fare noi per molte categorie di prodotti,
dai formaggi e latticini, al caffè e le spezie; mentre è più del triplo
per carni preparate e derivati del pesce.
Vinciamo di gran lunga solo per quanto riguarda le conserve e i vini.
Lo studio di Nomisma prova a spiegare questa debacle cercando di
analizzare gli aspetti strutturali del nostro sistema agroalimentare. Il
primo elemento messo in evidenza è il fattore dimensionale. L’industria alimentare è fortemente polverizzata sul territorio
per cui le aziende con più di 50 addetti sono meno di 900 e pesano per
l’1,5% del complesso. Invece in Germania sono di nuovo il triplo. Sempre
sul fronte nostrano il 60% del fatturato è riconducibile alle società
con più di 50 dipendenti, in Germania per l’85%. Si sottolinea questo
dato non per amore di gigantismo o sognando multinazionali capaci di
influenzare il pianeta con le proprie scelte. Piuttosto è il fatto che
imprese di dimensioni maggiori sono spesso meglio strutturate e capaci
di presidiare mercati distanti. L’altro fattore di difficoltà nel nostro
Paese riguarda la dotazione infrastrutturale – tema
ricorrente – ma che mai come in questo settore abituato a spostarsi
sulle imponenti ruote dei camion incide. In termini di rete autostradale misurata per 1.000 km quadrati di superficie la Germania è terza in Europa e l’Italia 22esima, così diventa inutile scendere in campo e Frau Merkel vince facile.
di Massimiliano Carbonaro
Stativi buoni.
Roy
martedì 13 novembre 2012
Ferdinand Karl Piëch
"...gli interni ed i rivestimenti di stoffa, che devono essere pratici e resistenti all'usura, fanno parte di un atteggiamento tipicamente tedesco; mentre invece gli italiani la vedono diversamente: per loro le stoffe o il tetto dell'auto devono essere soprattutto belli, la durata è invece secondaria".
Il Presidente del Consiglio di Controllo della Volkswagen, nettamente contrario alla filosofia di Sergio Marchionne, ha pensato di dare una mano ai giovani europei. Indice un bando per assunzione di giovani menti da ogni parte Europa, per l'inserimento nella produzione della Casa automobilistica . Eccitante in un periodo difficile una dichiarazione simile, furba e lungimirante: qual è il momento migliore per organizzarsi mentre tutti gli altri sono fermi? La crisi è una grande piattaforma di lancio per chi ha idee e voglia di fare; i soldi non ci sono per i poveri o per chi ne ha pochi, ma quelli che erano ricchi prima della cosiddetta crisi, adesso lo sono ancora di più. Hanno lucrato, infatti, sulle disgrazie degli altri che hanno svenduto o abbandonato. Il caso Fiat è emblematico: mentre Marchionne ha fermato la produzione aspettando tempi migliori, BMW, Porsche, Mercedes, ma più di tutti Volkswagen, raddoppiano. Il mercato dà ragione alle tedesche che volano, e torto al canadese che dorme.
La preoccupazione che vorrei esporre è determinata da questa posizione tedesca del lavoro: servi della finanza tedesca, anche grazie ai banchieri che ci governano, lo diventeremmo doppiamente. Perdendo i nostri ragazzi quale risorsa, l'Italia non avrebbe più futuro ed inoltre anche a livello internazionale, ci riuscirebbe sempre più difficile contrastare il paese, la Germania, che sfama le nostre famiglie. Il programma di Piech è allettante ma io ci intravedo una trappola mortale dalla quale poi sarebbe difficile liberarsi, anche cambiando cento governi. Il principio italiano dovrebbe essere quello di fare da soli, non aspettare le emigrazioni, ma fornire il lavoro agli italiani come fanno in Germania ed evitare di impoverirci ulteriormente rinunciando alla ricerca ed alle idee; questo però è un discorso per chi ama il proprio Paese e non per chi lo immagina come una mucca da mungere.
Renato Di Maria
Monti c'è riuscito: il debito pubblico è € 2000 mld
Finalmente
il governo che ha 'fatto bene' e che PD, UDC e frange del PDL non
disdegnerebbero se volesse continuare anche dopo le elezioni 'REGOLARI'
del 2013, ha dato il colpo di grazia.
Stamane
il Ministro Topo Gigio, Giarda, schermendosi alla domanda del
giornalista sui risultati del suo governo, gongolava nel descriversi
parte integrante di una squadra di 'campioni' che ...tutti ci
invidiano...!
Io sono allibito, mi sembra di essere su Marte: Monti è ancora il più gradito fra le amebe...sic!
I
sondaggi o sono pilotati a mestiere o evidentemente gli italiani
meritano quello che hanno. Il debito pubblico è salito da quando questa
banda di lestofanti è stata insediata dai caporioni Napolitano e
Berlusconi, del...6%...! Abbiamo perso € 19.5 mld, mancano ancora € 4.5
mln. per raggiungere i fatidici € 2000 di debito pubblico...!
E lui ride.
Stativi buoni.
Roy
domenica 11 novembre 2012
Gli inutili idioti
Ieri
si sono riuniti i 'parlamentari' irpini per fare il punto della
situazione sulla probabile iattura dell'eliminazione di Avellino
capoluogo.
Già il fatto d'aver visto questi signori, così ben amalgamati, salvo qualche 'onesta' defezione, ci allarga il cuore: dopo tanti anni trovarli tutti insieme faceva girare la testa....Però mancava Ciriaco con il fido scudiero nipote Giuseppe; ma l'uno era giustificato per l'età ed anche per una distinzione 'giusta' di ruoli che nulla avevano a che vedere con i 'giovincelli' in riunione per una motivazione agognata da sempre, l'altro perchè, incapace d'esprimersi correttamente in assenza dello zio, avrebbe potuto andare incontro a delle brutte figure: deve accaparrarsi l'elettorato sannita per la sua candidatura parlamentare, mica inimicarselo...! Poi, è mancato, ma non è morto, per carità, Pugliese che offeso perchè mai invitato, ha 'giustamente' declinato l'invito: le ragioni dell'incontro non erano così fondamentali....sic!
Milanese, in odore di manette, c'è stato; anche lui ha voluto contribuire: grazie al proprio menefreghismo ha permesso che qualcuno, furbissimo, con interesse di parte, scevro dall'intuire ragioni regionali di convenienza economica, strutturale, di sviluppo e burocratica che avrebbero esaltato l'intero territorio, sinteticamente al modo DC, mentre il torpore possedeva i colleghi irpini, operava subdolamente la propria azione di convenienza elettorale.
E così Clemente Mastella da Amalfi, e Viesti, attenti alle logiche che hanno studiato negli anni del 'futti compagno' sono intervenuti al grido 'muoia Sansone e tutti i Filistei': solita strategia democristiana. Per accaparrarsi voti riconoscenti di elettori ignari che avrebbero ringraziato i propri carnefici, hanno esaltato l'odio che li corrobora da sempre nei confronti del nemico De Mita. Il povero Mastella, però, ancora una volta è stato usato: De Mita ha coronato il sogno di una vita. Dopo di me il nulla. Donare il capoluogo della provincia avellinese alla città di Benevento, senza requisiti e 'spostata' rispetto ai paesi irpini lontani anche 100 chilometri, significa regalare Comuni alle province o perfino alle regioni limitrofe.
Ritornando ai 'nostri' riuniti che vigliaccamente non si assumono responsabilità, credo sia d'obbligo stabilire il grado di disgregazione morale di questi 'signori' mai visti che hanno goduto sinora di prebende ed onori non dovuti. De Mita ha ritenuto di incontrare a Roma i vari 'colleghi' Casini, Veltroni, Buttiglione per presentare l'inutile libro scritto da altri, senza ricordarsi di una città vituperata; Rotondi ha sempre votato chi gli ha dato il posto e, quindi, liceat; Iannaccone non riesce a centrare i problemi, ma devo dire che si impegna; Sibilia, condannato alla nascita da se stesso, incautamente si è disinteressato di quanto accadeva sotto il proprio naso nella commissione senatoriale che lo comprendeva quale componente.
Oggi tutti rispondono nervosamente della propria manifesta incompetenza cercando di scaricare colpe e responsabilità, tentando d'utilizzare ancora il popolo, ma senza grandi risultati. Solo i giornali danno una mano alle amebe, vedi Ottopagine, ma oramai catalogati, non riscuotono grandi successi: il cittadino attento non ha più pazienza. I risultati li vedremo alle prossime elezioni.
Se ora volessimo votare il peggiore, in testa a tutti metterei il sindaco Galasso che fregandosene del 62% che l'ha scelto, delle prebende demitiane e del problema capoluogo, ha provveduto al commissariamento di Avellino, come se fosse Reggio Calabria, rendendo ancora più ragionevole la decisone governativa di penalizzazione della nostra Città.
Renato Di Maria
Stativi buoni.
Roy
Già il fatto d'aver visto questi signori, così ben amalgamati, salvo qualche 'onesta' defezione, ci allarga il cuore: dopo tanti anni trovarli tutti insieme faceva girare la testa....Però mancava Ciriaco con il fido scudiero nipote Giuseppe; ma l'uno era giustificato per l'età ed anche per una distinzione 'giusta' di ruoli che nulla avevano a che vedere con i 'giovincelli' in riunione per una motivazione agognata da sempre, l'altro perchè, incapace d'esprimersi correttamente in assenza dello zio, avrebbe potuto andare incontro a delle brutte figure: deve accaparrarsi l'elettorato sannita per la sua candidatura parlamentare, mica inimicarselo...! Poi, è mancato, ma non è morto, per carità, Pugliese che offeso perchè mai invitato, ha 'giustamente' declinato l'invito: le ragioni dell'incontro non erano così fondamentali....sic!
Milanese, in odore di manette, c'è stato; anche lui ha voluto contribuire: grazie al proprio menefreghismo ha permesso che qualcuno, furbissimo, con interesse di parte, scevro dall'intuire ragioni regionali di convenienza economica, strutturale, di sviluppo e burocratica che avrebbero esaltato l'intero territorio, sinteticamente al modo DC, mentre il torpore possedeva i colleghi irpini, operava subdolamente la propria azione di convenienza elettorale.
E così Clemente Mastella da Amalfi, e Viesti, attenti alle logiche che hanno studiato negli anni del 'futti compagno' sono intervenuti al grido 'muoia Sansone e tutti i Filistei': solita strategia democristiana. Per accaparrarsi voti riconoscenti di elettori ignari che avrebbero ringraziato i propri carnefici, hanno esaltato l'odio che li corrobora da sempre nei confronti del nemico De Mita. Il povero Mastella, però, ancora una volta è stato usato: De Mita ha coronato il sogno di una vita. Dopo di me il nulla. Donare il capoluogo della provincia avellinese alla città di Benevento, senza requisiti e 'spostata' rispetto ai paesi irpini lontani anche 100 chilometri, significa regalare Comuni alle province o perfino alle regioni limitrofe.
Ritornando ai 'nostri' riuniti che vigliaccamente non si assumono responsabilità, credo sia d'obbligo stabilire il grado di disgregazione morale di questi 'signori' mai visti che hanno goduto sinora di prebende ed onori non dovuti. De Mita ha ritenuto di incontrare a Roma i vari 'colleghi' Casini, Veltroni, Buttiglione per presentare l'inutile libro scritto da altri, senza ricordarsi di una città vituperata; Rotondi ha sempre votato chi gli ha dato il posto e, quindi, liceat; Iannaccone non riesce a centrare i problemi, ma devo dire che si impegna; Sibilia, condannato alla nascita da se stesso, incautamente si è disinteressato di quanto accadeva sotto il proprio naso nella commissione senatoriale che lo comprendeva quale componente.
Oggi tutti rispondono nervosamente della propria manifesta incompetenza cercando di scaricare colpe e responsabilità, tentando d'utilizzare ancora il popolo, ma senza grandi risultati. Solo i giornali danno una mano alle amebe, vedi Ottopagine, ma oramai catalogati, non riscuotono grandi successi: il cittadino attento non ha più pazienza. I risultati li vedremo alle prossime elezioni.
Se ora volessimo votare il peggiore, in testa a tutti metterei il sindaco Galasso che fregandosene del 62% che l'ha scelto, delle prebende demitiane e del problema capoluogo, ha provveduto al commissariamento di Avellino, come se fosse Reggio Calabria, rendendo ancora più ragionevole la decisone governativa di penalizzazione della nostra Città.
Renato Di Maria
Stativi buoni.
Roy
venerdì 9 novembre 2012
...quando la barca affonda...I Topi scappano...
SFIDA ALL’OK CORALLO - BOMBASTICA AUTODIFESA DI MILANESE (CHE METTE IN MEZZO GIULIETTO) - “POTEVO DECIDERE IO LE NOMINE? CON UN MINISTRO CHE ALL’EPOCA SI AUTODEFINIVA “UNO DEI MINISTRI PIÙ POTENTI DEL MONDO”? CON UN DIRETTORE GENERALE DEL TESORO IL QUALE È DIVENTATO OGGI MINISTRO DELL’ECONOMIA? A ME TOCCAVA SOLO IL COMPITO DI EVITARE FRIZIONI TRA I VERTICI E SEGNALARE NOMINE CHE RISULTAVANO “INOPPORTUNE””….
Lo schifo di questi individui è che non hanno limiti congetturali: si addormenta la cosa finchè non interviene qualcosa che li scagioni.
Evidentemente quel 'maschione' ex Ministro del piffero, non ha ritenuto 'l'amico' Milanese insostituibile; forse è stato già estromesso dalla vita'affettiva' del 'grande pensatore economico' e quindi giù botte.
Dei due chi è il migliore?...Credo si equivalgano.
Stativi buoni.
Roy
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