martedì 17 maggio 2016

L'integrazione secondo il Vaticano: "armammoce e jatece"...


I beni della Chiesa valgono 2000 miliardi, poco meno del debito pubblico italiano.

Secondo il gruppo  Re, il 20% del patrimonio immobiliare italiano è di proprietà del Vaticano;

però il Papa continua a predicare accoglienza e integrazione senza fare un passo per dare il buon esempio.

Quando è tornato dall’isola di lesbo in Grecia, si è portato con sé una famiglia di extracomunitari che ha provveduto a sbolognare da qualche parte.

Non vorremmo peccare , ma Bergoglio deve pure fare pace con il cervello che ultimamente, vedi la stigmatizzazione circa l’amore per gli animali ed i vicini, non ci sembra lucidissimo.

E’ facile parlare di integrazione, ma i suoi missionari che fanno in Africa, integrano le popolazioni indigene con se stessi o diventano africani?

www.ilbollettinoirpino.blogspot.it

Il fatto è che non è realizzabile e né opinabile cambiare le tradizioni culturali, religiose, comportamentali o alimentari di chicchessia.

A nostro avviso il mondo deve mantenere intatte le diversità come è nella natura delle cose: le persone non sono pacchi, non si possono globalizzare come se fossero tanti negozi alimentari che diventano supermercato.

L’uomo è anima e coscienza;

entità che non sono plasmabili, salvo ritornare potentemente allo stato iniziale.


Come non è stato possibile esportare la democrazia, così non sarà mai possibile ascoltare gli umori che trasmettono i battiti del cuore: vi siete mai chiesti come mai persone che hanno cambiato nazione e stile di vita per 50 anni, non hanno altro che li sostenga nel quotidiano se non il sogno di tornare  a casa propria?

Stativi buoni.

Roy


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