martedì 17 febbraio 2015

Uno Stato ingravescente...

Trento
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Quando il potere supera le visioni di giustizia ed equità per meri scopi utilitaristici di gruppi di pressione, la democrazia diventa una parola priva di significato reale, utilizzabile esclusivamente per sfoghi dialettici, che ancora sembrano attuabili.

Delegare le Province Autonome di Trento e Bolzano, già più volte accusate di essere fatte segno di privilegi economici e finanziari da parte dello Stato, alla Giustizia e al Fisco, è in realtà una silente  autonomia secessionistica, pericolosa per l'unità e l'equilibrio del Paese.

La segreteria regionale della FLP del Trentino Alto Adige, ben relazionando con il suo segretario Giuseppe Vetrone, ogni Organo Istituzionale, ha segnato con lo scritto riportato, l'immagine di un Governo di parte, distrattamente colpevole nei confronti di ogni italiano.


Lettera Aperta . 

Fermate lo scempio Istituzionale! 

Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signor Ministro delle Riforme, Signor Ministro degli Affari Regionale e delle Autonomie, Signori Senatori ed Onorevoli, come ben noto, tra pochi mesi ed esattamente entro il prossimo 30 Giugno scade il termine della delega di cui in oggetto per il passaggio di competenze della giustizia ordinaria, tributaria, amministrativa, nonché delle Agenzie Fiscali dallo Stato alle Province Autonome di Trento e di Bolzano. 

Sin dall’inizio la scrivente Federazione Lavoratori Pubblici ha considerato un incomprensibile “errore” e quasi un’inspiegabile ed eccessivo “cedimento” quella previsione legislativa sopra evidenziata, che intende trasferire tali delicatissime funzioni, competenze, nonché l’organizzazione degli Uffici e la gestione del personale dallo Stato alle predette Autonomie.

Un errore perché secondo noi, se è legittimo delegare gli oneri e le spese in una partita di giroconto sul dare-avere nei rapporti finanziari e di regolazione contabile tra lo Stato e le Autonomie speciali, anche in relazione al loro contributo in materia di partecipazione al risanamento dei conti dello Stato, non è possibile, invece, delegare loro funzioni ed attività così strategiche, importanti e delicate quali la Giustizia ed il Fisco in quanto solo lo Stato centrale può garantire quei valori costituzionalmente tutelati attinenti l’indispensabile uguaglianza, trasparenza, neutralità e terzietà nei confronti di tutti i cittadini e le imprese, dalla Sicilia al Brennero, che tali funzioni necessariamente richiedono. 

Forse non è stata ben compresa l’ampiezza, la portata e la complessità insita nella delega concessa e né tantomeno sono stati tenuti nel debito conto gli innumerevoli e delicatissimi risvolti sul piano organizzativo, funzionale e giuridico. 

Difatti, venendo meno l’indispensabile neutralità e terzietà dello Stato nell’assolvimento delle funzioni in materia di Giustizia e di Fisco, è inevitabile che entrino in gioco, invece, soprattutto in tema di Fisco, i diffusi interessi politico-economici che permeano il tessuto produttivo provinciale, e quindi i condizionamenti e la discrezionalità della politica locale sulle verifiche e sui controlli fiscali, anche in considerazione della rilevante presenza e partecipazione delle Province autonome di Trento e di Bolzano nel settore delle attività economiche e finanziarie (che in tal modo rivestirebbero contestualmente il ruolo di controllore e controllato). 

Parimenti, nel settore giustizia, la gestione a livello locale può far venir meno quell’indispensabile tutela e riservatezza delle indagini giudiziarie sulle Amministrazioni locali: i funzionari potrebbero passare informazioni o documenti alla struttura che li ha dislocati negli Uffici Giudiziari. Quanto sopra premesso, intendiamo richiamare la Vostra attenzione sulla “bulimia” di potere delle Province Autonome di Trento e Bolzano, che ha già condotto alla spoliazione di competenze e funzioni della Regione Trentino Alto Adige, ridotta purtroppo ad un Ente dispensatore di vitalizi e benefit di vario genere. 

Un esempio per tutti: il 18 febbraio 2004 si verificò in Consiglio Regionale una sorta di rivoluzione istituzionale. 

Venne di fatto soppressa la carica di Presidente della Regione, quale organo separato e distinto dai presidenti delle due Province e fu invece attribuita tale carica ai presidenti delle medesime Province che rimangono in carica a turno, secondo una prassi ormai conosciuta come “staffetta.” 

Fra le prime conseguenze di questa mutazione di ruoli, ci fu il rilascio di deleghe dalla Regione alle Province, in materie che nel primario interesse dei cittadini del Trentino Alto Adige non potevano essere frazionate fra le due Province, con l’aggravante che attualmente il Presidente della Regione è nel contempo Presidente della Provincia e quindi con chiari potenziali conflitti di interessi.


 Noi continuiamo a chiederci: perché lo Stato sta “smobilitando”, riducendo sempre più la sua pur labile presenza ed abbandonando questi territori dell’Autonomia? 

Sono solo interessi politici, e di che tipo, a smuovere questo ritiro? 

Di questo si è discusso recentemente in un affollato convegno organizzato a Trento dalla nostra Federazione. Hanno partecipato Magistrati, Dirigenti, Politici, Amministratori e Cittadini. 

Quasi tutti, hanno manifestato forti perplessità e criticità sul passaggio di deleghe alle Province Autonome, sull’eventuale futuro gestionale di quelle materie sopra enunciate e della possibile avversità di tutte le altre Regioni Italiane che in ciò vedrebbero l’ennesimo privilegio alle Autonomie Speciali di Trento e Bolzano. 

Pertanto, Illustrissimi Signori, pur consci della difficilissima congiuntura economicosociale in cui versa il nostro Paese che senz’altro richiede in via prioritaria il Vostro impegno, Vi chiediamo di intervenire energicamente per rivedere e fermare questo progetto che noi riteniamo scellerato nonché foriero di contraddizioni e di inevitabili contenziosi sia sul piano sociale che Istituzionale, prima che sia troppo tardi … 

Trento li, 13.02.2015 

Cordiali Saluti. 

Per la Segreteria Regionale F.L.P. 
               Giuseppe Vetrone

     


lunedì 16 febbraio 2015

I "grandi" ci hanno condotti nel baratro...


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I nostri “scienziati” europei, Francia in primis, aggredirono immediatamente Gheddafi per fottergli i pozzi petroliferi; il buon Silvio che qualche mese prima, era agosto 2010, gli aveva baciato l’anello in eurovisione a Roma, fornì le basi aeree per bombardare, in linea con la nostra tradizione di traditori.

Ovviamente la “moda” era quella d’approfittarsi dell’Africa che dopo la defenestrazione di Hosni Mubarak, era a portata di bomba: partì la “primavera araba”, e tutti se ne riempirono la bocca.

Gheddafi fu trucidato nell’ottobre del 2011 dai sobillati, e il Presidente francese Sarkozy godè di una grande vittoria sul nulla, ma gli doveva servire ad alzare i sondaggi che lo vedevano perdente.

Il disastro voluto da un grande Paese europeo qual è la patria di Voltaire, secondo le logiche a cui vorrebbero abituarci, è la verità, chi contesta è terrorista…!

Dopo 4 anni abbiamo la guerra in casa, i nostri malandati politici al governo (guardate Angelino Alfano, il verme che esce dalla mela) non sanno che pesci prendere.

Settant’anni di abitudine alla viltà, quella perpetrata durante la guerra e l’altra consumata spacciandola per voglia di pace e democrazia, ci hanno condotti ad un passo dal baratro: nessuno ancora, capisce che il momento è seriamente compromesso, ed un idiota in calzoni corti della provincia di Firenze, abituato a fare il bulletto con cariatidi e nanetti della politica, volete che ci salvi dalla Jihad?

Questi “esercitano il massimo sforzo” come recita la parola araba, sono abituati alla sofferenza ed a combattere, non temono la morte, e sono spietati: tutto quanto non ci è consono, esclusa la ferocia che amiamo praticare con chi non può difendersi…!

Si stanno finanziando con i rapimenti ed i pozzi petroliferi, e noi li agevoliamo in ogni punto: non facciamoci illusioni, senza gli Usa non ne usciamo, siamo disabituati alla sofferenza, ed il pugile che teme, perde.

Stativi buoni.


Roy




sabato 14 febbraio 2015

Il Paese delle marionette...



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Matteo Renzi è nato con la camicia: trova davanti a sé rimbambiti, Berlusconi, creduloni, Verdini, alienati, Grillo, psicopatici, Sel, sociopatici, Salvini.

Gli hanno liberato il Parlamento andandosene, pensando ad una grande invenzione, mentre facevano il gioco del nemico: vi ricordate le battute “lette” sul libretto rosso di Mao?

“Se il nemico ti “prende” alle spalle, non agitarti, faresti il suo gioco…!”

Il combattente bravo lo si vede davanti all’avversario bravo; questi personaggi da cartoni animati che animano le Camere, non li inviterei manco per un caffè, figuratevi qual è la mia considerazione sul profilo intellettivo.

Lasciare il campo libero è da idioti.

Guardiamo Fitto, lui non si fa mettere nel sacco togliendo il disturbo a Berlusconi che invece, gli serve per rigenerare il partito sostenuto da smidollati e cazzisti che si sentono “garantiti” dall’ex cavaliere.

Vedremo un Berlusconi che dovrà adeguarsi al gruppo del pugliese che, statuto alla mano, è irremovibile: salvo un’ennesima fondazione di partito, molto sconsigliabile, Fitto condurrà i giochi e gli altri subiranno.

Lasciando da parte le chiacchiere fondate sul nulla, guardate in viso questi “marpioni” della poltrona e ditemi se non sembrano dei marziani che non hanno né arte e né parte, figuriamoci se avrebbero mai saputo contrastare un altro idiota come loro, con il coltello dalla parte del manico.

Senza una rivoluzione dove avranno donde quelli con le palle, questi mezzi uomini potranno solo continuare ad affossare il Paese.

Stativi buoni.

Roy






venerdì 13 febbraio 2015

Siamo sporchi e ne andiamo fieri...

C’è una signora che lavora per “Libero” relegando il quotidiano al misero ruolo di diarietto del pettegolo.

Selvaggia Lucarelli ci spiega che chi parla in italiano, è fuori moda e quasi non ha diritto alla parola.

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L’Istituto Portoghese proprietario di vari appartamenti, sta provvedendo a sfrattare gente anziana e malata di tumore: c’è bisogno di rendere fruibili le proprietà vaticane ai giovani del Portogallo, ha proferito un sacerdote con tanto di tonaca…!

La Spagna da pierino europeo è da tutti osannata per gli obiettivi raggiunti nella crescita economica: + 2% all’anno..!

Pochi sanno che il risultato è stato ottenuto licenziando e tagliando servizi agli spagnoli: certo, se da una famiglia di 5 persone vengono cacciati figli e moglie, il conto in banca del superstite migliorerà , e di tanto…

Ormai siamo giunti ad una secolarizzazione insopportabile, gli emarginati, i poveri, i meno abbienti, sono “scarti sociali” senza importanza per la società che anzi, deve subirli.

I media ci parlano di Pil, default, avanzo primario, Troika, finanza, spread; fonti d’interesse e discussione: la morte di 400 africani, di un bambino non accettato in ospedale, gli sfratti, la disperazione ed i suicidi, restano notizie curiose, non importanti.

La Germania cresce, il Pil italiano è ancora a zero nonostante il “miracolo toscano” e  i parlamentari si picchiano in aula per accontentare il capobranco che con la fretta impedisce lo studio di quanto si voti.

Siamo questo, ne andiamo fieri, e chi non lo capisce non ha diritti: resta quel povero sottosviluppato di cui ci parla la “signora” Selvaggia(?)Lucarelli, un incolto che chiama cinquantenne la donna appena ingrigita, perché non sa dire  Milf (Mother i’d Like to Fuck), lo squallido acronimo anglo americano, di cui evidentemente la modaiola giornal..aia, non conosce il significato…!

Stativi buoni.


Roy




giovedì 12 febbraio 2015

Le cartelle non sono pazze, solo furbe...

Un avvocato avellinese segue le dinamiche ingiuste che un governo insensibile alle grida d'aiuto che salgono dai drammi del quotidiano, perpetra anche con evidenti ottusità, ai danni dei meno abbienti.

L'articolo firmato Roberto Vetrone è l'esempio dello scontro tra chi costruisce e chi distrugge, in un'Italia dei poteri che nulla condividono per il bene del Paese.



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Non sono bastate la pronuncia della Corte di Cassazione, le richieste di annullamento di atto illegittimo, nè la risoluzione emanata attraverso la Direzione Affari Legali e Contenzioso della stessa Agenzia delle Entrate di Roma a tutti gli uffici territoriali sparsi sul territorio italiano per far cambiare idea all’Agenzia delle Entrate di Avellino. Infatti, ancora continuano ad arrivare agli utenti, gli avvisi di pagamento - non dovuti - per la registrazione delle sentenze di modico valore. A luglio 2014 la Corte di Cassazione, aveva stabilito che l’esenzione per la registrazione delle sentenze di modesto valore (fino a 1.033,00 Euro) andava esteso anche alle decisioni di appello presso il Tribunale dei provvedimenti del Giudice di Pace. L’anomalia avellinese, si era avuta con l’interpretazione restrittiva della normativa vigente; sia il Tribunale capoluogo che l’Agenzia delle Entrate di Avellino, nel grado di appello delle sentenze di primo grado, avevano creduto che anche le cause di poco valore dovessero essere registrate; facendo così pagare ad uno dei due contendenti per il principio della “obbligazione in solido” una somma che andava dai circa duecento ai trecento euro. Eppure con circa quattro mesi di ritardo a novembre 2014, la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa e la risoluzione n. 97, aveva invitato tutti gli uffici a rispettare la legge: « …l’art. 46…nel suo significato ampiamente comprensivo…si riferisce genericamente alle cause ed alle attività conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede € 1.033,00 ciò che abilita l’interprete a ritenere che il legislatore abbia voluto fare riferimento, ai fini dell’esenzione…alle sentenze adottate in tutti i gradi di giudizio». Ma l’Ente creditore di Collina Liguorini, con la sua attività ha attivato un circuito ancora più preoccupante per i cittadini irpini: l’incubo della cartella esattoriale. Che si è materializzata in questi giorni con la richiesta di pagamento da parte di Equitalia. Per Fabio Benigni, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino« la vicenda, del tutto paradossale, rappresenta un esempio di inefficienza della pubblica amministrazione che non considera le esigenze degli utenti che si trovano vessati da comportamenti contrari ai canoni costituzionali di buon andamento ed imparzialità. Tali principi - continua Benigni - che dovrebbero caratterizzare il funzionamento degli uffici pubblici e che costituiscono la base per garantire l'esistenza di un sistema amministrativo che si possa ispirare al rispetto pieno ed incondizionato della legalità, subiscono continue violazioni.  Questa situazione  contribuisce ad alimentare il senso di sfiducia del cittadino nei confronti delle istituzioni e della pubblica amministrazione».

Roberto Vetrone, avvocato.






mercoledì 11 febbraio 2015

Il governo delle tasse che non conosce il risparmio...



Spese parlamentari, nel 2015 Montecitorio costerà 1 miliardo di euro






A tanto ammonta la previsione di spesa per l'anno in corso. 
Nonostante i tagli e i risparmi. 
Colpa soprattutto delle uscite per i deputati e i dipendenti. A cominciare dalle loro pensioni. 
Che continuano a crescere vertiginosamente.

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Il governo della repubblica della maremma ha partorito l'ultima invenzione: il fisco s'intrufolerà anche nelle cassette di sicurezza, per scovare gioielli e preziosi vari.

Chissà perché quando si sta a casa ognuno riesce a valutare con lucidità che la mossa migliore sarebbe quella di evitare sperperi per risparmiare, e le voci da tagliare sarebbero infinite, ma il politico al governo, dovendo rispondere ai tanti interessi che lo tengono  in Parlamento, deve barcamenarsi, perdendo immediatamente di vista il bene del Paese e le sue promesse di sfaceli quando fosse giunto al potere.

E le cose, purtroppo per noi, sono cambiate come le "scatolette di tonno" di Grillo. 

Pensioni, stipendi, fitti, appalti, Expo, Mose, tangenti...niente accade.

Quante lacrime invece si versano quotidianamente: sfratti di malati terminali, di poveri vecchi, di persone indigenti, ed altre mostruosità che ognuno potrebbe elencare.

Il problema si traduce, però, negli scontri in Forza Italia o nella legge elettorale: davanti alla vergogna di una morale rivisitata ad uso e consumo, resta solo...l'oblio!

Intanto il Pd aumenta in percentuale nei sondaggi, ed allora mi chiedo: perché mi affanno a scrivere...?

Forse per abitudine.

Stativi buoni.

Roy









martedì 10 febbraio 2015

Europa?...Parola magica....


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Come no, Mare Nostrum è stato sostituito da Triton, la nuova invenzione europea per il salvataggio di povera gente disperata: Salvini ed altri cazzisti,trovano disdicevole interessarsi alla vita altrui. t

Ma la spesa europea, sette volte inferiore a quella che l’Italia erogava da sola, serve solo a lavare coscienze nere ed a scoprire, ancora, che l’Unione non esiste e mai lo è stata.

Ieri ho scritto di quanto si sentano indicati dal Signore alcuni "utenti" della politica; ma voler decidere anche  chi sia degno di vivere, beh, cari signori, mi sembra da "Colosseo".

Purtroppo la fauna oltranzista nostrana è molto numerosa, oltre che assortita: Mario Capanna il famigerato ultra sinistrorso dei tempi che furono, ritiene che dopo tante battaglie per il proletariato, oggi se ne può andare a fanculo se tenta di fargli ritoccare il beneamato ed usurpato vitalizio.

Se acquisito, dice il buon Mario, nessuno deve toccarlo…!

E giù improperi con il povero Giletti…

Siamo fantastici, parliamo degli altri, ma guai se ci toccano il nostro: volete togliere le pensioni d’oro? Fate pure dice Capanna ma guai a voi se toccate la mia…!

E allora, Matteo Renzi capisce che l’Italia è alla canna del gas, ma lascia che la benzina resti a prezzi assurdi.

La sinistra applaude Mattarella e Corte dei Conti che stigmatizzano la corruzione, ma in Parlamento sono due anni che non vota la legge che la potrebbe rallentare.

Stativi buoni.

Roy