Stativi buoni.
Roy
Stativi buoni.
Roy
Don Verzè escluso dalla gestione dell’ospedale dopo il ‘piccolo inconveniente’ di un miliarduccio di debiti. Il prete volante, ha anche l’aereo privato, s’inventa un espediente degno della più antica scuola clericale, quella, per intenderci, che ha permesso al governo della Chiesa di stare in sella per 2011 anni…! Pensate ai nostri che non riescono a superare l’anno e mezzo senza pericolo di caduta. Mario Cal, il suicida amministratore, ha fatto un bel regalo al prete in cravatta, se di questo si tratta, ma non voglio pensare …, si è addossato ogni colpa per l’ammanco miliardario, ed il buon don Mario, giacca e crocifisso…ringrazia. E allora che fa? Con un piede nella fossa non rinuncia a comandare, non potendo controllare più il complesso sanitario, impone immediatamente una modifica statutaria al CDA dell’università Vita e salute che, di fatto, gli attribuisce tutte le prerogative di nomina. Quindi i primari ed i componenti del CDA verranno designati personalmente dal manager in ‘odore di santità’: l’ospedale S. Raffaele sarà ostaggio di questo diavolo. Alla faccia del dolore per la perdita del suo fidato collaboratore, questo sant’uomo non se ne fotte di nessuno, ma si preoccupa di come uscirsene alla grande e non perdere il potere. Avete capito bene, questo prete di nome, ormai pateticamente alla disperazione, pur di riconquistare il reame, camminerebbe sul cadavere della madre. Spero che scoprano presto le sue colpe e lo mandino in galera, o almeno in un ospizio per disturbati mentali. Se li conosci li eviti mi disse un sacerdote parlando dei suoi colleghi.
Stativi buoni.
Roy
Non vuole essere una discriminazione che in tempi difficili potrebbe anche non essere capita: quando c’era la fame la gente si impegnava nei sacramenti o faceva il carabiniere. Abbiamo avuto preti senza vocazione e carabinieri pronti a sbarcare solo il lunario. Oggi parliamo di politici di destra e sinistra che inquisiti per gravissime imputazioni condizionano profondamente la res publica e ci trascinano in un baratro da cui difficilmente ne usciremo. Un milione e trecentomila persone praticano la politica professionalmente, come un mestiere qualunque, senza etica, alla continua ricerca del lucro ad ogni costo. Non c’è da meravigliarci se poi questa milionata di nulla facenti (pensate che Ciriaco De Mita non ha mai preso la patente, tanto c’eravamo noi a fornirgli auto ed autisti a vita) e tutto il sommerso che li circonda, portando l’economia italiana allo sfacelo con una spesa pubblica da paese del bengodi, non perora certamente i tagli o le riduzioni, anzi, aumenta continuamente prebende e stipendio, con scadenze drammaticamente periodiche, ed ironia della nostra triste sorte, sempre in occasione di irrigidimenti fiscali, cosiddetti lacrime e sangue, dei quali dobbiamo farcene carico noi. Ricapitolando: spendono senza ritegno, si pagano da se stipendi faraonici, non fanno niente di politico o socialmente utile, rubano alla grande e caricano sulle spalle delle famiglie italiane tasse, balzelli ed oneri: pensate che Tremonti aumenta i ticket e le accise sui carburanti mentre il suo amichetto Milanese provvedeva a derubarci. Togliamo gli stipendi, chi vuole fare politica se la deve pagare da se e se solo ci fosse un sospetto di azione illegale, sospensione dalla carica immediata.
Stativi buoni.
Roy
E’ proprio vero, ogni popolo ha il governo che merita: la Grecia lo dimostra ancora una volta. Se i parlamentari hanno portato al fallimento l’economia ateniese, non c’è da meravigliarsi: i commercianti greci hanno pensato di strizzare i turisti ben bene, strategia utile perché con un veloce passa parola si eviti la vacanza nella Repubblica Ellenica. Se tanto mi dà tanto, non capisco, ora, perché gli abitanti della terra di Olimpia si ribellino al proprio governo per le scelte scellerate che li hanno portati alla bancarotta; loro non hanno altre idee se non quella di approfittare, quasi con acrimonia, dei turisti che per amore della loro terra e per dare una mano ad un popolo sfortunato, hanno scelto di spendere il proprio denaro nella terra del Partenone. Ma già, nella logica di chi non sa rinunciare alle proprie abitudini, cioè del presto e subito, questi signori ritengono di dover assolutamente ricostituire le casse, vuote per loro inefficienza, rapinando chi vuol dare una mano. Tutto il mondo è paese, abbiamo assoluto bisogno di grandi quantità di denaro, unica possibilità per dimostrare di esistere, alla faccia della solidarietà e della carità cristiana, fregnacce
per i perdenti.
Stativi buoni.
Roy
La nostra siamo sicuri che sia una democrazia?
“Forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo che la esercita per mezzo delle persone e degli organi che elegge a rappresentarlo”. (Lo Zingarelli)
Democrazia vuol dire poter scegliere, essere liberi di utilizzare le proprie decisioni in piena coscienza, significa vivere secondo le proprie aspettative senza infingimenti.
Noi non eleggiamo chi vorremmo, eleggiamo chi ci dicono di eleggere: la lista è bella e pronta, noi non ne possiamo far parte a meno che non siamo ‘del bottone’ come si dice. Io non sono libero di candidarmi nella lista che più mi piace, questa è pascolo dei capi, pertanto devo solo votare da pecorone chi mi viene indicato e poi andare per la mia strada, salvo subire le scelte e le decisioni dei governanti…auto eletti. Non venite ad obiettare che potrei presentare una mia lista, perché con gli sbarramenti non avrei speranza di rappresentanza, ed inoltre, con il premio di maggioranza, varrei come il due di bastone. Ed eccoci subire le leggi ad personam, gli spostamenti dei ministeri, l’aumento dei ticket sanitari, le continue impennate degli emolumenti dei parlamentari, i loro furti, la loro immoralità; noi zitti e muti se non vogliamo peggiorare. Se incominciamo a metterci di traverso con le Istituzioni, siano magistratura, pubblica sicurezza, enti, prima o poi ci chiudono l’emittente o il giornale se ci va bene, altrimenti potremmo fare qualche anno di carcere e se non siamo troppo sfortunati salveremo almeno figli e familiari. Pensate ad uno sostenuto come Santoro che alla fine ha ceduto e non è detto che sia finita e così per tanti altri che, immagino, ora vi verranno in mente. Signori, questa si chiama Oligarchia. Dovremmo diventare un popolo vero, con un po’ di sangue nelle vene e tanta dignità, un sostantivo quasi sempre addormentato da logiche incomprensibili.
Stativi buoni.
Roy
Aspettando Tremonti in manette subiamo l’ennesimo schiaffo da questo governo indegno. Chi ci salverà da questo signore legato mani e piedi alle associazioni che lo sostengono e che non gli consentono di dimenticare neanche per un secondo che gli interessi dei ricchi vanno difesi? Nessun taglio alla casta, alle spese vergognose di Ministeri ed Enti inutili, anzi la Lega provvede ad aprirne altri perché ormai è entrata appieno nell’orgasmo del potere. Quindi i meno abbienti, al solito, dovranno sostenere i benestanti, gli ospedali offriranno ticket così alti tanto da favorire le cliniche, i poveri raggiungono i 3 milioni di unità, il 13,8% degli italiani è alle prese con il minimo di spesa annuo uguale al 2009, il debito pubblico è salito a 1.897 miliardi di euro….!
Scontrarsi con la razza di chi ha è difficile, sono come dei malati cronici resi pazzi dalla sofferenza della patologia: anche se si accorgono che la nave affonda, si aggrappano al cofanetto dei gioielli che li porterà più velocemente sott’acqua. Veronica Lario, cotanta moglie di simil marito, esce dalla ‘sacralità’ del suo silenzio per essere vicina a Silvio condannato a pagare 560 milioni di euro, forse capaci di ridurre il suo vitalizio. I soldi ‘uber alles’, altro che solidarietà, li prendiamo al sociale, scuole, asili, servizi per gli anziani, ma giammai dalle tasse di chi ha: al contrario di quanto descrive Gesù nel Vangelo, chi ha avrà ancora di più, mentre perderà quello che non ha proprio chi non ha. Sono disgustato dal ministro con la erre moscia, attento a favorire ‘l’amichetto’ Marco, ma insensibile alle esigenze di un paese sofferente da tempo; se non bastasse, la Fiat vende ad un imprenditore chiacchieratissimo qual è Massimo Di Risio, in seri problemi con la Guardia di Finanza, la IRISBUS intanto chiude e 700 famiglie soffrono: ma a loro non interessa.
Stativi buoni.
Roy