mercoledì 2 febbraio 2011

L'idiozia di Bocchino

Assistendo stamane ad Omnibus de La 7, ho constatato quanto abusato sia il titolo di "onorevole" per un parlamentare. Italo Bocchino, eletto nel listino PDL deputato della Repubblica italiana, ha rappresentato, se ce ne fosse ancora bisogno, la pochezza intellettuale e comportamentale di cui è portatore sano. Interrogato per primo, seduto accanto a La loggia del PDL, dopo aver profferito considerazioni inutili e straripetute, ha continuato ad opprimerci con la sua presenza ridicola, leggendo forzatamente un quotidiano per manifestare il suo completo disinteresse per tutto quanto si fosse poi risposto e discusso fra gli astanti: moderatore incluso. Come un bimbo capriccioso si è incaponito nello squallore di un atteggiamento offensivo ed inutilmente protratto; se riteneva inutili i successivi interventi perchè, dopo la sua inarrivabile arringa, tutto è noia, avrebbe almeno dovuto considerare di andare via: ma l'ostentata azione scostumata di bimbo bizzoso, evidentemente gratificava quell'impronta di materia grigia che gli resta per ricordarci che non ha ancora raggiunto l'elettroencefalogramma piatto. L'idiozia di questo piccoletto in guerra con il mondo, in medicina viene detta arresto o alterazione dello sviluppo del cervello; dopo una vita di sbeffeggiamenti subiti, per una natura non proprio benevola, il puffo occhialuto offende a destra e a manca per rivincite che nessuno gli ha mai accordato. Credo che i giornalisti seri debbano evitare simili individui, altrimenti dimostreranno una volontà malata di sfruttamento di minorati.

Stativi buoni.

Roy

lunedì 31 gennaio 2011

Bocchino: lo dice la parola stessa

Questo piccolo grande uomo, alla stregua di Dustin Hoffman nel western, improvvisamente, da illustre sconosciuto, se non per le mazzate elettorali subite nella sua Napoli, diventa punto di riferimento del gruppo, anzi gruppitiello, finiano: finiano significa appartenere ad un club il cui rappresentante, la stella cometa, è un signore di nome Gianfranco Fini. Pensate, Fini, un signor nessuno che se non avesse goduto di un apprezzamento, direi leggero, di Silvio Berlusconi, nel 1994, sarebbe morto e sepolto nella propria insulsaggine. Bene, Bocchino, ormai cresciuto finanche in altezza fisica, porta la voce al posto di Fini:...! E allora, ripete spesso il buon Ezio Greggio in striscia la notizia, di che vogliamo parlare? Hanno accocchiato lercie figure in ogni conta, ma passeggiano mantenendo atteggiamenti sornioni, di chi la sa lunga ed ha molte frecce al proprio arco: ma quali frecce, ma quale arco, il signor Bocchino non riuscirebbe manco a tenerlo in mano un arco, figuriamoci a tenderlo. Purtroppo Berlusconi deve rispondere oltre dei peccati più evidenti, anche della consacrazione di gente come Casini e Fini, uomini di grande spessore politico, abili esclusivamente nell'odiare chi gli ha dato vita, ormai specchio della propria inconsistenza.
Dio ci salvi dai vigliacchi.

Roy

sabato 29 gennaio 2011

Il coefficiente di pericolo sociale

Subiamo l'ennesimo attacco giudiziario per far cadere il governo di destra e ricordiamo l'avviso di garanzia a Berlusconi nel 1994 mentre presiedeva un consiglio mondiale sulla criminalità, determinando il primo sputtanamento universale di uno stato, voluto al suo interno da un potere che prima di tutto avrebbe dovuto salvaguardare il buon nome dell'Italia; i magistrati e la sinistra in genere, non hanno in gran considerazione il bene comune. Il tornaconto ad ogni costo: muoia Sansone con tutti i Filistei. All'apertura dell'anno giudiziario anche i relatori si lamentano della mole inevasa di atti, si determina una selezione per importanza e gravità, ma postilla: se si tratta di Berlusconi scoperto con le dita nel naso, aprire fascicolo immediatamente e tralasciare tutto. Alla luce delle sommosse così vicine nel mediterraneo, sarebbe opportuno chiedersi, lo dico anche ai sapientoni del nuovo polo, se l'Italia sia a rischio; ma già noi siamo i più bravi, figuriamoci, ma quale rischio corre un paese così dritto che si accartoccia su se stesso per una faccenda di sesso: siamo un popolo di disturbati, con manie moralistiche. Pensate che c'è un coefficiente che rappresenta uno stato di pericolo sociale, questo segnale ci avverte che siamo vicini a possibilità di insurrezioni e gravi agitazioni nel paese: disoccupazione nella crisi economica, disagio sociale, incertezza del futuro fanno lievitare il pericolo che si avvicina a quota 40, campanello d'allarme di possibili sommosse. L'Italia in questo momento ha raggiunto il coefficiente 34.
La domanda sorge spontanea: ma non sarebbe opportuno interessarsi dei problemi veri invece delle..puttanate?
Stativi buoni.

Roy

venerdì 28 gennaio 2011

i globalizzati della politica

C’è una globalizzazione mondiale della politica: più o meno tanti malati che operano per il proprio ego, il ritorno economico o per entrambi.

Dovunque ti giri scopri questi capi di stato o di governo o ad alti livelli nella pubblica amministrazione, idonei per uno studio neuro psichiatrico. Hanno tutti un’esigenza straordinaria di gratificante appagamento ed un’ acredine mascherata, passerebbero sul cadavere dei figli, figuriamoci quanto sono attenti ai problemi del cittadino. Ah, poi tutti moralisti quando si tratta dell’avversario: pensate a quel bell’uomo della Boccassini, giudicata dal CSM, ma cane non mangia cane, per atti osceni, assolta perché questa rossa astiosa ha invocato la privatezza, la stessa alla quale Berlusconi non ha diritto. Oggi il Procuratore Generale nella sua relazione annuale ha descritto i problemi gravissimi di intasamento della giustizia e dell’abilità “magistrale”, mò ce vò, nel far uscire le notizie segretate per il proprio uso e consumo: questi abilissimi investigatori, mai hanno scoperto come facessero i giornalisti ad avere i verbali chiusi in cassaforte. Ma via libera ad una indagine universale su pruriti sessuali, purchè si riesca una volta per tutte, a liberarsi del cavaliere, che per la sua dabbenaggine infantile, meriterebbe parecchi paccheri.

Stativi buoni.

Roy

martedì 25 gennaio 2011

Fiat- Chrysler

Bè certo è carinissimo, Marchionne dopo essere riuscito ad avere il 25% gratuitamente di una azienda decotta, ponendo sul piatto la disponibilità Fiat ad utilizzare per la casa americana la propria tecnologia, sta mettendo in essere un progetto di rivitalizzazione delle due aziende in difficoltà, incredibile da credere: una commistione fra i modelli già in produzione Chysler ed accessori Fiat. Una fabbrica di mostri, con questa nuova invenzione del manager che tutti ci "invidiano", si è scoperta l'acqua calda; ma tant'è, Obama gli ha dato fiducia perchè non aveva santi da appendere, non come la Merkel che ha capito il bluff Opel, ed il caro AD pensa che o è bravissimo lui o gli americani e gli italiani portano l'anello al naso. Ma fa lo stesso perchè senza soldi, promettendo qua e là, noi gli paghiamo un altro anno di cassa integrazione, gli teniamo in caldo gli operai e lui se la mena con gli USA sperando in nuovi contributi sulla parola.
Per me questo è Marchionne, un finto che fa progetti finti ed imbroglia la gente.
Vedremo.

Roy

lunedì 24 gennaio 2011

Il Vescovo di Padova

Monsignor Mattiazzo, equilibratamente ha detto il suo pensiero su questi soldati che muoiono nelle cosiddette missioni di pace. Parlando con chi c'è e c'è stato ho capito che questi ragazzi vanno in guerra: si spara e si è sparati, ma si guadagnano € 6000,00 mensili, utili per il mutuo e per organizzare il proprio futuro. Altro che pace, il Ministro La Russa trova disdicevole che si scoprano gli altarini: ci prendono per il naso perchè vorrebbero che gli italiani coprissero le macchinazioni del governo, con il proprio consenso; tutto alla luce delle...ombre: proiettili all'uranio che provocano tumori, imboscate, mine, conflitti a fuoco. Poi quando si muore, godono tantissimo nel farsi pubblicità con i funerali di stato, ai quali partercipano con il viso triste e la mano poggiata sulla bara, salvo poi resistere fino alla Cassazione per non pagare risarcimenti : al diavolo questi valorosi davanti al denaro. Ipocriti dell'ultima ora. Anche nel film di Checco Zalone, che bella giornata, Rocco Papaleo, militare, spiega così la ragione delle missioni all'estero.
Però si esce dal coro che vuole Borsellino, Saviano ed i morti in Afghanistan eroi contro la propria volontà: la moda è questa. Il Vescovo è in minoranza e pertanto, dovrà uniformarsi, se non vuole ritorsioni.

Stativi buoni.

domenica 23 gennaio 2011

Boccassini, Saviano e Castelli

Bè Saviano sputa nel piatto in cui mangia: la Mondadori di Berlusconi gli edita i libri, ma lui preferisce che venga distrutta dai magistrati, ai quali dedica una laurea honoris causa in giurisprudenza, dell'università di Genova. Non ho capito i meriti speciali di questo scrittore che genera guai a chiunque osi contestarlo, la moda è che lui sia un eroe: informatissimo sulla camorra e su chiunque abbia un nesso con essa, anche il più insignificante; ripeto, ancora una volta, ma come fa ad essere così informato? Comunque prima o poi lo sapremo, fatto sta che il " geniale " napoletano non ha capito che se si lascia a dei magistrati lo spazio per decidere a priori, senza ragione, di controllare qualcuno, perchè presto delinquerà, questi preveggenti con o senza sfera di cristallo, potrebbero decidere di fare altrettanto con noi. La gravità secondo me è questa, saremmo controllati a prescindere, perchè invisi o antipatici, e pensate, in un paesino dove tutti si conoscono, quante faide giudiziarie potrebbero innescare giudici paesani. Il sottosegretario Castelli, invece, merita una risposta alla sua arrogante convinzione di essere superiore ai meridionali perchè in Italia solo il nord paga le tasse e produce più PIL: dati statistici dimostrano che la più grande evasione fiscale è prodotta dal settendrione d'Italia ed essere più ricchi, vorrei spiegare, ovviamente senza essere capito, non determina il grado culturale e sociale di un territorio; semmai potrebbe agevolarlo, ed infatti, vedo Castelli, i suoi amici leghisti e chiunque lo condivida, doppiamente colpevoli per la scarsezza d'evoluzione mentale ed operativa raggiunta.
Ma saglitivenne.

Roy