martedì 21 dicembre 2010

Padoa Schioppa

E' vero che ogni morto diventa un eroe, ma che La7 lo voglia ancora vivo è proprio troppo.
Al TG di oggi durante la panoramica sugli intervenuti al funerale dell'ex Ministro, mentre andavano i primi piani di volti "sconvolti" del repertorio politico, ad un certo punto è passato anche Padoa Schioppa, sorridente, forse per l'occasione che gli veniva concessa: partecipare al proprio funerale. Ennesima dimostrazione di come veniamo turlupinati dalla televisione, è stato un errore da poco per gli interessati, ma poco ci vuole per imbrogliare il telespettatore, che ancora dice: l'ho sentito al TG.
Figuriamoci ora le prese di posizione contro Wikileaks che trasmettendo documenti ufficiali, deve essere crocifisso: non chi ha fatto ma chi lo scopre.
Queste le logiche di un mondo finto, dove Fini si spaccia per una brava persona che insabbia, appena gli danno occasione, la morte di Calipari; dove Casini, accortosi che perdeva pezzi rispolvera il suo senso civico, e crede nella durata della legislatura. Insomma basta, ma toglietevi di torno.
Buona serata.

Roy

lunedì 20 dicembre 2010

Il Santoro furioso

Ahimè la sinistra italiana ha perso i buoi e cerca le funi: il malanimo di questo giornalista è tutto rappresentato nei servizi del programma fazioso come mai ed oltremodo osceno per le ragioni ed i modi. Non è sopportabile che un signore utilizzi la televisione pubblica per perorare sue aspettative od interessi. Anno Zero, di nome e di fatto, ormai in un baratro di acrimonia, non trasmette manco per un attimo un senso di equità giornalistica, ed anzi, forte anche di rappresentazioni scellerate di uomini di destra, vedi La Russa, persegue pervicacemente un disegno che non appassiona manco quelli della sinistra più becera, tanto è esagerata ed incredibile la disamina nei servizi. Perseguitare un parlamentare che per quanto opinabile è pur sempre una persona, con una storia che per quanto difficile, nulla centra con l'azione di voto nell'ultima fiducia al governo. Controllare i conti, sfottere la mamma di 90 anni, creare zizzania nel paesino dell'onorevole, al solo desiderio di fargli pagare la mancata defenestrazione di Berlusconi, ha del grottesco oltre che dell'infame. La destra italiana mostra tante carenze in quest'occasione per la sua incapacità di fronteggiare con la stessa moneta le tante trasmissioni di sinistra, e badate bene, non faccio il tifo per Berlusconi, ma quando mi accorgo che il conflitto di interessi è unilaterale fintamente, mi capita di dissentire.
Stativi buoni

Roy

domenica 19 dicembre 2010

La madonna argentina

 






Evita Peron morì il 26 luglio del 1952; questa signora di umili origini riscattò anni di inciviltà e di mal governo nella sua patria, l'Argentina.

 Donna bellissima, fu amata dal popolo che aveva aiutato oltre le proprie forze, così teneramente da essere paragonata a Maria. 

Evita fu statista vera, tutto fu sacrificato al bene comune, perfino la sua salute, che non le consentì di vivere oltre 33 anni. 

Il pensiero che va, in un momento di riflessione interiore aiutato dal periodo d'Avvento, raccoglie attimi di spiritualità così intensa da dimenticare la pochezza che ci circonda: quelli che contano sono mal rappresentati da un'orda di figuri che interpretano un ruolo che non gli si addice.


Gli uomini di governo e d'opposizione mi disgustano; nessuno e ribadisco nessuno, riesce a volare alto, nessuno rappresenta realmente le istanze della povera gente, degli indifesi, dei malati, degli indigenti, degli invisibili. Nel 2010 muoiono nella civilissima Italia per il freddo, persone all'addiaccio; giovani mettono a fuoco la Capitale, 5000 auto restano 18 ore in autostrada senza che nessuno presti aiuto, bruciano vivi in casa perchè non possono permettersi un pò di calore: ed i nostri rappresentanti stanno a guardare, pensando alle elezioni o ad accordi interessanti per il prosieguo della legislatura. Non c'è niente da fare, purtroppo, il demonio ha terreno fertile, ed Evita che ci guarda forse è felice d'essersene andata così in fretta.
Buona giornata.

Roy

giovedì 16 dicembre 2010

Le alchimie inventate da Mastella

Vi ricordate come nacque l'UDEUR? Improvvisamente, nel 1999, Clemente Mastella uscì alla ribalta parlamentare con quattro gatti in cerca di visibilità ed egli stesso di potere contrattuale. L'espediente ha consentito al buon Clemente di tirare avanti fino al 2008 quando dietro ispirazione berlusconesca, fa cadere il governo Prodi con i suoi tre felini che poi diventano due, ma guadagnandoci uno spazio con la destra al parlamento europeo. Questo è il massimo raggiunto dall'inventore dell' imbroglio, però diamo atto alla fantasia partenopea che ha lanciato l' ignobile moda. Tutti coloro che meditano il diritto di un posto al sole hanno fondato un partito senza voti di cui sono divenuti segretari nazionali, un pò come se a casa mia mi nominassi colonnello, mio fratello capitano e mia madre sergente. Ma loro ci credono, avvertono l'importanza del ruolo, si organizzano, creano nuovi soggetti politici, si imbellettano e pensano di essere diventati qualcuno: finalmente i giornali verranno a chiedere i risvolti del futuro politico del Paese. Noi li abbiamo eletti, li abbiamo rimpinzati economicamente, e loro tronfi, organizzano cazzi che non sono nostri. Il popolo italiano fatto di pecore e beccaccioni, tardivamente si sveglierà e trovandosi al cospetto di questi ridicoli, si contorcerà dalle risate. Amare, però nel momento in cui penserà che se Fini, Rutelli, Berlusconi, Bersani, Casini sorvolano, le aliquote fiscali sono ai massimi europei, il debito pubblico è salito ancora di più come la disoccupazione; gli "onorevoli" che vanno in TV soffrono i problemi economici del povero cittadino che non riesce ad arrivare al 15 del mese, come se fossero determinati da una malattia, non dall'euro fortissimamente voluto e mai contrastato.

Vulitivi bene.

Roy

mercoledì 15 dicembre 2010

La Campania eccellente

Napoli sinonimo di lassismo, incapacità di governare, ruberia e spazzatura. Quando leggiamo della città più bella del mondo, proviamo una stretta al cuore per come si riesca, per l'azione di pochi banditi, a distruggere anche la storia, la cultura, la bellezza. Arrivare su via Caracciolo, fermarsi a pranzo in un ristorantino lungo mare, godere del profumo luminoso del sole di Napoli è un'esperienza che per quanto possa ripetersi, resta sempre unica, come unico è il napoletano, compendio di cuore ed intelligenza, saggezza ed arguzia. In un mare di negatività disegnata, fa piacere sapere che la Campania ha inventato un'operazione di rilancio del trasporto pubblico acquistando treni e mezzi di trasporto che possono essere utilizzati con il biglietto Unico, idoneo alla fruizione di qualsiasi opportunità di movimento pubblico sul territorio regionale. Altre regioni stanno copiando il sistema che ha dato grandi risultati al pendolarismo campano, problema irrisolto in molte zone d'Italia. Salerno, altra perla italiana ha fatto scuola con la propria organizzazione amministrativa, tanto che funzionari di amministrazioni settendrionali hanno fatto stages nel Comune del sindaco De Luca. Smettiamola di piangerci addosso e liberiamoci dalla mala erba come la Iervolino per esempio, dotiamoci di politici capaci ed onesti, scremiamo il pubblico impiego dalle metastasi degli imbroglioni perdigiorno, sinteticamente: vulimmoce bene.

Roy

martedì 14 dicembre 2010

Vincenti e perdenti

Definizioni in uso fra coloro che hanno avuto il piacere di trovarsi in situazioni sociali vantaggiose per capacità o per fortuna: o meglio per tutte e due, se è vero che l'una non esisterebbe se non ci fosse l'altra. Una vita condizionata da un benessere selvaggio, fa perdere di vista l'essenza stessa del reale, una permanenza forzata nell'agio non ci rende migliori, anzi, causa una paralisi parziale del cervello che non riesce a discernere il bene dal male assoluto, ma solo quanto serva per migliorare la propria situazione economico sociale, unico bene capace di far dimenticare la noia del quotidiano, così diversa dall'ansia generata dai disagi della vita vissuta.
Ieri ascoltando un intervento del direttore del Giornale, Sallusti, mi sono accorto che il berlusconismo è veramente un malanno ai cui virus è difficile reagire.
Mario Adinolfi, PD, giornalista, lamentava che lo Stato non permette che un cittadino operaio, se pure fortunato ad avere un lavoro, possa pagare tranquillamente il fitto o, ancora più difficile, il mutuo, e questo capita anche a persone 40enni: Sallusti tagliava corto definendo, con disprezzo, fallito chiunque si trovi in queste condizioni. Una volta un Vescovo in un'omelia domenicale, definì Gesù Cristo il più grande fallito della storia; fallire nonostante l'impegno, non è sinonimo di meschinità, è atto di sofferenza dura, è provare sempre più la resistenza, mettere in dubbio il carattere, discutere le capacità. L'uomo è tale per la voglia indistruttibile di rialzarsi, di mordere con forza la vita, di perseguire i propri ideali senza scoraggiamenti, di riprendere a combattere anche da posizioni di netta inferiorità. I cosiddetti vincenti devono dimostrare tutto ciò, e, credetemi, ho visto solo suicidi quando questi signori sono caduti.
Stativi buoni.

Roy

lunedì 13 dicembre 2010

la caduta dei sindacati

Nessuno si accorge o nicchia apposta, che stiamo ritornando ai tempi dei latifondi o delle industrie americane che facevano della propria forza economica la logica della contrattazione operaia: cioè nessuna contrattazione, o bere o affogare. Questo bel tomo canadese, perchè mi pare che di italiano non abbia niente, in due botte, in pochi mesi ha annullato secoli di lotte operaie, secoli di scioperi cruenti, di bastonature, uccisioni, minacce. La gente che ha combattuto sacrificando la propria vita, quella dei familiari, degli amici, dei compagni, si trova in un attimo tutto vanificato; un'azienda, la più prestigiosa ed anche la più sostenuta da sempre, la FIAT, si mette di traverso sfruttando vilmente un momento drammatico per gli operai a rischio continuo di licenziamento, e fa valere la propria forza di preminenza sui poveri: attacca senza dichiarare guerra, come fecero i giapponesi a Pearl Harbor, sfruttando l'incapacità di reazione per manifesta inferiorità. I giapponesi vinsero la battaglia ma persero drammaticamente la guerra; Marchionne, invece, quando si accorgeranno che è un manager finto, potrà essere al massimo defenestrato, con principesca buonauscita che gli farà dimenticare presto il dolore di essersi ritrovato un idiota. Purtroppo non gli potremo scaricare nessuna bomba addosso, tanto per fargli provare un pò di affanno come capita agli operai che già non riuscivano a tirare avanti con il poco, a confronto con la realtà nuova determinata dall'AD FIAT. Prima che le strategie in risposta ai dictat torinesi possano incanalarsi su una strada di violenza, sarebbe bene che il governo entri in gioco rimediando alle brutture cui stiamo assistendo; prenda posizione e dimostri una volta per tutte che nessuno può arrogarsi, di punto in bianco, il diritto di annullare anni e anni di battaglie sindacali, generatrici di lutti e tragedie in virtù di un traguardo incommensurabile: la dignità.

Stativi buoni.

Roy