martedì 14 giugno 2016

L'Italia governata a furor di terrore...



Ormai siamo prigionieri del politicamente corretto di sinistra; 

bisogna adeguarsi agli ordini, e se Germania e Renzi, insieme a Napolitano, raccontano che l'Europa è la salvezza e chi non ci sta muore, ci accorgiamo come la ribellione non sia contemplata.

SOGNO O SONDAGGIO? 

BANCHE ED HEDGE FUNDS SI RIUNISCONO A LONDRA PER VALUTARE IL “DOPO-BREXIT”: 

COLOSSI COME MORGAN STANLEY E GOLDMAN SACHS DOVREBBERO EMIGRARE IN FRANCIA O GERMANIA.

CAOS SONDAGGI: 

RISULTATI INCERTI, PREVISIONI IMPOSSIBILI.


I colossi della finanza della City commissionano sondaggi per capire che 

aria tira sulla Brexit, ma i risultati sono diversi a seconda del metodo 

usato. 

L’incertezza regna sovrana: la partita si giocherà sul filo del rasoio…


Stativi buoni.

Roy


sabato 11 giugno 2016

Un' Italia e la Rai, occupata da Matteo Renzi, il ragazzo di Rignano sull'Arno...

Alberico Giostra, Gr 1 Rai


Matteo Renzi ieri si è rifatto a Confindustria, dopo i fischi a Confcommercio, dove i giovani imprenditori, cioè i figli di qualcuno, l'hanno applaudito.

Ovviamente immaginare che questi ragazzotti non facessero il tifo per uno di loro, esempio di successo nonostante l'assoluta incompetenza, sarebbe pleonastico.

Ormai Renzi ha capito che non serve a niente come statista, e allora punta forte sui poteri che possano sostenerlo, alla faccia di ogni riforma platealmente sbagliata.

Alberico Giostra è un giornalista (?) che ogni mattina a Radio 1 Rai, alle 5.30, inizia la sua rassegna stampa, cioè la raccolta dell'insieme delle pubblicazioni, che potrebbero essere integrate da blog o altre fonti web.

Il povero, invece di fare il proprio lavoro con assoluta equidistanza, raccontando esclusivamente i titoli e magari leggendo parte degli articoli, ama soffermarsi sulla testata che se a suo dire non è rappresentativa, debba essere considerata come l'espressione malata di giornalisti visionari che fanno campagna elettorale per questo o quello, badando, intanto, di non interferire minimamente con i giornali governativi.

E si che l'Unità, finanziata e risorta per intervento diretto del governo, è sfacciatamente, diremmo fastidiosamente, attenta a reclamizzare positivamente qualsiasi iniziativa di Matteo Renzi o dei suoi ministri, e il Tempo, il Messaggero e quasi tutto l'arco cartaceo di comunicazione, oltre ovviamente la Rai.

Ma il giornalista Giostra, di nome e di fatto, fa girare a suo piacimento le notizie del Manifesto o de Il Fatto Quotidiano, di Libero e  Il Giornale, sulla ruota del disturbo mentale, rendendo questi quotidiani assolutamente inattendibili.

Noi non siamo espressione di nessun partito o ideologia, ma riportiamo con dignità di pensiero qualsiasi notizia, esaltandola o denigrandola, a seconda del caso, senza spiegare che, se l'assassino è un amico, è stata la vittima a pugnalarsi da sola.

Ci piacerebbe che la Rai, palesemente di parte, e volgarmente asservita, facesse uno sforzo per imparare almeno qualche regola deontologica, visto che viene pagata dagli italiani, anche quelli che non voterebbero Matteo Renzi.

Stativi buoni.

Roy

martedì 7 giugno 2016

La differenza fra il Pd e gli altri sta nell'acredine con cui perde...



Oggi è martedì 7 giugno, siamo a due giorni dalla batosta della sinistra, e dopo aver ascoltato i cosiddetti politologi con le loro personalissime elucubrazioni, ci piacerebbe puntualizzare.

La migliore, va senza dire, è quella del ragazzotto di Rignano sull'Arno che ha visto le vittorie del Pd tutte al 40%, non riflettendo che in tutt'Italia ha perso in media il 20%. 

Prima di tutto vorremmo che fosse chiara la nostra assoluta equidistanza da qualsiasi partito, movimento o ideologia.

Nessuno ha interessi o fondamenti tali che vorrebbe fossero predominanti verso chicchessia;

non abbiamo orti o medaglie da appuntare, aspettative economiche o di carriera.

Sperando che quanto esposto sia un punto fermo anche nella mente del lettore, crediamo che a Roma la Raggi abbia già vinto: nessun voto della Meloni potrebbe convogliare su Giachetti, mentre qualcuno di Marchini, specialmente tra i vicini all'idea del Nazareno, andrà al Pd.

Casa Pound, non ha molto, ma tra astensionismo e voto al M5S, darà certamente una mano.

I numeri sono chiari: Raggi più Meloni già bastano; 

i voti spuri dovrebbero essere di Sel e fuoriusciti dal Pd.

Milano è un numero al lotto, mentre Torino potrebbe fare il botto con il M5S visto che Fassino ha già fatto il pieno alla prima tornata.


A Bologna la scelta è tra una leghista, Lucia Bergonzoni, e il piddino Virginio Merola.

Il Movimento di Grillo è al 16,59 %, mentre il resto dei contendenti, tolto il 7%  e il 10,43 % di due liste civiche di sinistra, restano quasi zero.

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Noi pensiamo quindi, che proprio le liste di sinistra nate contro, affosseranno il Pd, e i grillini voteranno lega per non far vincere Renzi.

Stativi buoni.

Roy

sabato 4 giugno 2016

Il più grande in un mondo di omuncoli...



Un uomo, Muhammad Ali, sintesi di dignità, coraggio e altruismo.

Il campione di ogni tempo, lo è stato perché ha dimostrato che nell'essere umano c'è Dio, finché non si dà spazio  al Demonio che è sempre la strada più semplice, quella che porta frutto più velocemente.

Cassius Clay, così si chiamava prima della sua adesione all'Islam, aveva impressionato il mondo quando, a diciotto anni, vinse la medaglia d'oro alle  Olimpiadi di Roma.

Un ragazzo volitivo che dimostrò subito quello che sarebbe stato; 

un uomo solo, in un'epoca fortemente razzista contro il Paese davanti al quale ogni popolazione tremava: difese se stesso e i suoi ideali e quelli dei neri, rischiando anche la propria incolumità fisica mentre gli toglievano il titolo mondiale di campione dei massimi, per la sua coerenza e il suo coraggio di dire no.

Tenne duro non mollò di un centimetro, e alla fine ha vinto lui.

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Oggi tutti, specialmente chi lo osteggiava, imbastiscono lodi e ricordi, perché anche se tanti non lo ammetterebbero mai, ha contribuito a rendere grande l'America.


Il pugilatore resterà nella storia come Martin Luther King e Malcom X o Nelson Mandela: perché essere uomo non è da tutti, ma quello che è peggio, e che non tentiamo neanche.

Stativi buoni.

Roy

lunedì 30 maggio 2016

Un Italia di cui vergognarsi...

Un operaio di Amadori, l'azienda che ci propina i suoi prodotti, 
mentre urina sui poveri  animali seviziati.

https://fattodavoi.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2016/05/13227002_10208977310259330_3693690359618980435_n-84x150.jpg Un ragazzotto senza cultura e lumi della ragione continua ad imperversare sul territorio italiano, procurando danni e macerie, mentre un parlamento incostituzionale pieno di gentaglia che pensa solo ed esclusivamente ai fatti propri, gli tiene il sacco, si proprio il sacco dell'Italia intera.

I media del Paese asserviti senza ritegno a Matteo Renzi, continuano a propinarci le fandonie alto sonanti che questo primo ministro "appezzottato" continua a proferire: secondo lui ha riformato l'Italia piena di "gufi", mentre il "tempo" dei fannulloni è finito....

Intanto la gente continua suicidarsi perché non ce la fa più;

https://fattodavoi.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2016/05/Meloni-cartellone-150x113.jpgi cadaveri di Milano di stanotte,  trovati dalla figlia quattordicenne tornata da scuola, o quelli in Valtellina, non preoccupano Matteo Renzi, né che uno su otto italiani devono restituire il bonus di € 80, perché, udite udite, sono troppo poveri...! 

a Reggio Calabria Renzi è scappato davanti alla folla che gli lanciava le monetine: le ultime che ho, diceva una donna fra le lacrime.




Ma l'ebete, o siamo noi gli ebeti, continua a cantarsela e a suonarsela.

https://fattodavoi.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2016/05/13138780_1656680804448505_5609415722142428293_n-150x113.jpgGli effetti della riforma del lavoro li conosciamo, ma era una tragedia annunciata: senza l'art. 18, ovviamente non esistono più contratti a tempo indeterminato, visto che si può licenziare ad horas, e una volta finiti gli incentivi di Stato, non ci voleva un genio per capire che tutto sarebbe tornato come prima.

Peggio di prima, invece, mentre lo scienziato che abbiamo osannato quale grande capo di stato, Giorgio Napolitano,  oggi fa la campagna elettorale per il suo galoppino che ha cambiato quella Costituzione che ai tempi di Berlusconi, se riformata, avrebbe creato troppo potere nelle mani di uno solo!

Ah, vile Giorgio, se il potere resta nelle mani di uno solo della sinistra, va bene?



Siamo un popolo di menefreghisti vigliacchi: il vescovo di Ventimiglia, oggi e solo oggi, dona il terreno della Curia per i "poveri" rifugiati!

E i poveri e basta, signor Vescovo, quelli che ha sempre visto per le strade, che dignità hanno?

Come mai signor Vescovo non ha preso questi provvedimenti mentre gli extracomunitari vivevano in una tendopoli che il sindaco ha sfrattato?

Le risposte sono ovvie, non ci smentiamo mai;

quella ragazza di Roma arsa viva si sarebbe salvata se qualche demente di automobilista si fosse fermato a soccorrerla, ma non è nelle nostre corde, quelle stesse che manifestano Napolitano e il Parlamento. 

Perché, italiani cari,  la regola base in questo paese delle banane, è farsi i fetenti cazzi propri.

Stativi buoni.

Roy

venerdì 27 maggio 2016

L'Italia extracomunitaria pro cooperative...


Ormai gli extracomunitari li andiamo a prendere a casa propria, ci stiamo sostituendo agli scafisti: li salviamo davanti alle coste libiche, e invece di riportarli a riva in Libia, ce li portiamo a casa.

Non sappiamo se questa sia una strategia umanitaria o criminale.

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Se fosse la prima, beh, non vediamo perché non creare lì stesso un centro accoglienza uguale a quelli italiani, senza generare ulteriori problemi di vivibiltà, sicurezza e criticità internazionali.

Se come pensiamo, sia la seconda, allora smettiamola di prendere per il naso gli italiani, facendo diventare mostri razzisti e xenofobi alcuni, e santi altri.


Il fatto è che il "politicamente corretto" della sinistra è solo un’enorme truffa per un popolo restio alle rivoluzioni, abituato al cosiddetto “quieto vivere” che significa invece “sono una pecora”.

Il governo ci marcia con le sue cooperative marce che lucrano sulla pelle di questi poveracci; 

ha ragione l’Austria che non si fida di noi. 

Loro hanno capito bene il meccanismo: Renzi con le sue quotidiane stronzate, fa passare per azioni speciali quelle della nostra marina militare. 

Alfano risponde a Salvini che la differenza fra loro è la vita e la morte! 

Angelino infatti, pensava alla vita dei suoi amici che gestiscono le cooperative, che morirebbero se gli togliessero l’affarone.

Smettiamola di voler credere a questi personaggi, perché così  dimostriamo di essere complici di tutti coloro che delinquono grazie alle scelte disgraziate di una sinistra vergognosa.


Stativi buoni.

Roy





venerdì 20 maggio 2016

Marco Pannella muore e si scatena l'ipocrisia più immonda...


Marco Pannella, l’uomo delle sfide eterne, non è più. 

Si è portato con sé le battaglie per l’aborto e il divorzio.

Osteggiato sempre e certamente poco accetto, in vita veniva ricordato per i suoi eccessi: il brigatista rosso Toni Negri e la porno diva Ilona Staller onorevoli della Repubblica seduti in Parlamento tra i banchi dei radicali.

A parte queste amenità che sembrerebbero la pagliuzza evangelica davanti alla pletora che infesta le Camere attuali, Pannella è stato quello che ha fatto tutto ciò in cui credeva, senza remore o interessi economici, stigmatizzando, anzi, i ladroni ed i parassiti della politica.

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Ovviamente gli imprenditori della Cosa Pubblica non hanno mai visto di buon occhio chi gli ricordasse che esistono anche i problemi sociali, quelli che interessavano al Marco radicale, come la detenzione o la giustizia.

Manco il Papa che predica, ma non ci pare che intervenga praticamente con il patrimonio edilizio vaticano nella vicenda extracomunitari, ha rappresentato un valido competitore: Pannella ha rischiato più volte la vita per perorare le sue cause, è divenuto un punto di riferimento alla disperazione dei detenuti, non è mai cambiato di una virgola in sessant’anni di vita dedicata alla Polis.

Ha perfino sbugiardato la furbetta Bonino senza che nessuno ci facesse caso perché ormai accreditata  dal civilissimo politicamente corretto di cui bisogna approvvigionarsi per entrare nelle stanze dei bottoni.

Escluso pertanto dai salotti importanti, come si dice, si possono contare i suoi inviti televisivi o  le presenze sui giornali, se non per la cronaca di qualche digiuno, perché scomodo e forse sgradevole, ecco che improvvisamente tutti si stracciano le vesti nel giorno della scomparsa di questo signore.

Ipocrisia e spudoratezza la fanno da padrone in queste ore, tutti i media escono in sperticati elogi di grandezza dell’uomo di Stato che sfortunatamente non hanno insignito con la nomina di senatore a vita, non gli hanno intitolato strade o parchi naturalistici, o qualche francobollo.

Il fatto è che si sono tolti dalle palle una mina vagante, capace di sputtanarli pubblicamente quando meno se l’aspettassero, il resto sono le solite chiacchiere stucchevoli alle quali siamo avvezzi e ormai temprati dalle puttanate quotidiane di Matteo Renzi.

Stativi buoni


Roy