venerdì 6 novembre 2015

La corruzione è un virus incurabile...


Il Cardinale Pell, chiamato da 



Bergoglio 



per mettere ordine nelle 



finanze 




vaticane, ha pensato bene di 


farlo 



spendendo, in sei mesi, 501 


mila euro…!



La segreteria di Pell ha messo 



fra le 



spese vaticane anche gli abiti 



che 



solitamente i porporati pagano 



in 



proprio: il fornitore, la storica 



sartoria 



Gammarelli, li fornisce 



“ordinatamente” 



per € 2508…



Lavelli da € 4600 l’uno, 



tappezzerie per 



€ 8000 e mobilio per € 47000…!



Povero Papa Francesco, si 



scontra 




quotidianamente con “poveri” 



che 




vivono da “mille e una notte”: 



qualcuno, 



un disturbato Ferrara, dice che 



sono 



“principi”, ed è giusto che 



vivano 



così…! 



E Bergoglio, che è un Re, caro 



Ferrara, 



perché vive umilmente in un 



appartamento di mq 50…?



Oh, è proprio difficile spiegare 



l’ovvio. 



Gente abituata a 100, proprio 



non ci 



arriva a capire che ogni 



ricchezza, 



pervenuta  in qualsiasi modo, 



non può 



determinare differenze fra 


uomini, 


specie se questi hanno fatto 


voti che 


vanno al di là della vita laica, 


per 


affidare se stessi ad un’Entità 


Superiore 


che non fa sconti: scegliere il 


sacerdozio 


perché racconta lo sviluppo di 


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it


un’esistenza meramente 


sociale, 


evitando di passare tra spirito 




giuramento, non può essere 


una 


ragione. 


Ma è così, purtroppo, anche 


chi 


ha ricevuto la “chiamata” 


mente, tutti 


lo 


fanno, ed una società corrotta 



si 


disgrega lentamente 



mostrando il 



proprio volto mostruoso, 



mentre ogni 


valore, qualsiasi speranza, 



perde 


significato.



Stativi buoni.



Roy



martedì 3 novembre 2015

Essere cattolici, significa avere l'anello al naso...?

La lotta alla trasparenza di Papa Francesco ostacolata da gruppi segreti vaticani che s’approfittano delle donazioni, creando fondi segreti di milioni di euro, viene raccontata da due libri d’inchiesta dei giornalisti Nuzzi e Fittipaldi, che con “Via Crucis” e “Avarizia”, mettono a nudo ragioni e modi d’essere,  fin qui  considerati vergognose illazioni.

I lavori, dice Bergoglio, fatti senza autorizzaazioni e preventivi non si pagano!

Vengono con la fattura, Santità, e noi paghiamo!

Noo, dice il Papa, ci vuole chiarezza!

Ed infatti, Caritas e fondazioni, pur nella loro benefica azione, non chiariscono mai con puntuali bilanci pubblici, l’utilizzo delle risorse che la gente fornisce in virtù di una fede che si riscontra mal riposta. 

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Il Papa stesso viene registrato a sua insaputa durante riunioni a porte chiuse, e la testa affondata nella  sabbia, non aiuta certo a scoprire i furbacchioni  in abito talare che s’approfittano dei buonisti stupidi e ciechi. 

Gli arresti delle due “gole profonde” Vallejo e Chaouqui, hanno messo in luce alcuni dei mali che la Chiesa produce nelle casse dello Stato italiano e dei singoli:  i soldi dell’ospedale “Bambino Gesù”, finanziato annualmente dall’Italia con 50 milioni, vengono spesi anche per la ristrutturazione dell’attico di 750 mq di Tarcisio Bertone. 

Mai rendicontato l’8/ooo che arriva anche senza che il contribuente lo sappia, per gli errori dei caf.


Il patrimonio immobiliare vaticano, intanto, vale 4 miliardi di euro, ma poco si è fatto per dare un alloggio ai poveri. 

Roma, inoltre,  è sotto l’egida di uno stato straniero: Bergoglio indice un Giubileo fuori programma, stabilisce chi debba essere il sindaco, ed il Prefetto Tronca, nuovo commissario, come primo atto d’insediamento, va a baciare l’anello e forse, a prendere ordini.

Come sempre, abbiamo bisogno di un padrone.

Stativi buoni.


Roy

mercoledì 28 ottobre 2015

A chi fa paura Valentino Rossi...?


Il Codacons fa ricorso alla Fmi per sanzionare Marquez e Lorenzo per comportamento antisportivo.
La velocità con cui la direzione di gara ha comminato a Valentino Rossi quella sorta di squalifica, imponendogli di partire ultimo al Gran Premio di Valencia, la corsa che deciderà il vincitore del campionato Moto Gp 2015, ha qualcosa di diabolico, un non so che di malefico, atto a determinare l'uscita dai giochi del più grande pilota di moto d'ogni tempo. 

Il passaggio del testimone dall'italianissimo Giacomo Agostini che ne ha vinti 15 di mondiali,  all'italianissimo  Valentino Rossi che ne vincerebbe 10, crea parecchi mal di pancia, e forse, avere uno specchio di fronte, qual è Valentino, che ricordi agli altri che significhi la parola Campione, nella sua essenza di carattere, personalità, concentrazione e squisita espressione tecnica, oltre al fatto di trovarsi di fronte ad un uomo serio e di valori, mai sbruffone, susciti quell'odio profondo che Marquez e Lorenzo stanno dimostrando. 
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Questi due bastardini, e sì che vivono pericolosamente la propria esistenza, avrebbero dovuto crescere in modo diverso, avrebbero dovuto imparare e godere della fortuna di correre con una leggenda dalla quale attingere insegnamenti ineguagliabili, ed invece no, come diceva Confucio, distruggere chi è più bravo è il metodo dei pusillanimi d'esaltarsi.

Gli spagnoli, salvando la pace di qualcuno, vorrebbero fare terra bruciata intorno al campione di Tavullia, si sono accordati in un patto scellerato (l'acredine di Lorenzo contro Valentino in difesa di Marquez, la dice lunga) per contrastare il campione, ma la sorte e la genialità di Valentino, l'avranno vinta, e forse anche l'amore e la riconoscenza dei veri piloti che corrono il mondiale, saranno un valore aggiunto che nessun Marquez o Lorenzo riusciranno a scalfire.
Stativi buoni.
Roy