lunedì 14 settembre 2015
Matteo Renzi, l'Obama della maremma...
Un volo di Stato che costa
€ 173.000, alla faccia della revisione di spesa, del debito pubblico, delle
auto blu vendute per fare cassa: con un sol colpo, l’idiota fiorentino, va in
America a…vedere la finale…!
Fosse stata fra la
Williams ed un’italiana, forse, sotto un profilo tecnico, poteva avere un suo
interesse sportivo per il cittadino;
Michele Emiliano, il governatore
piddino della Puglia, ha sbottato: “mi sarebbe piaciuto vedere la finale fra
due pugliesi, ma il dovere istituzionale me lo impedisce”…!
E questo è niente!
L’ometto della “Ruota
della fortuna” ha già impegnato una “cifra” per un aereo presidenziale che non
faccia scali…insomma, Obama, ma chi cazzo è…?
Beh, i sondaggi sembra,
incomincino a tirare le somme: sei i punti di scarto fra Pd (33%) ed il M5S
(27%), e forse, ci toglieremo di torno questo ragazzotto democristiano con le
manie di grandezza.
Chi non lo capisce, o è in
mala fede, o è un imbecille.
Stativi buoni.
Roy
sabato 12 settembre 2015
Siamo vittime di noi stessi...
Ho letto un articolo di Maurizio Donelli scritto per Sette, il settimanale del Corriere Della Sera, in cui intervistava
un ragazzo di 26 anni, friulano di nascita, chef del ristorante La Siriola a San Cassiano, in Val Badia.
La stella Michelin che Matteo Metullio annovera nel curriculum, lo rende
certamente un opinionista affidabile, quando si parla di cucina, ed i suoi natali
friulani, lo qualificano ancora più per la schiettezza con la quale, senza peli
sulla lingua, descrive la truffa che la
televisione perpetra quotidianamente, inculcando messaggi falsi che descrivono
una professione difficile, di sacrificio
e dedizione, come fosse un diploma dopo un corso in dieci lezioni…!
Ovviamente, dice Metullio, è solo un metodo per fare soldi: lui,
infatti, si è rifiutato di partecipare da ospite a Masterchef.
www.ilbollettinoirpino.blogspot.it
La società oramai, è prigioniera della televisione che specula sul dolore, sulla musica o sullo
spettacolo;
tutto quanto, una volta era
frutto di studio ed impegno per anni ed
anni di gavetta, oggi lo si pretende dopo qualche comparsata televisiva, in cui
devi dimostrare di essere capace anche d’imbrogliare, per estromettere l’altro
competitore, e non disdegnare di passare sul cadavere di chicchessia.
Allargando al quotidiano, perché meravigliarci di Renzi (lo ricordate
alla Ruota della Fortuna con Mike Buongiorno?), dei suoi compagni di merenda, e
di tutti quelli che oggi vogliono fare fortuna senza sudare: un po’ di finanza creativa, qualche truffa qua e là, ed il
gioco è fatto.
I fessi restano a casa, i furbi, nuova regola di questi anni, sono
quelli che continuano sul tavolo da gioco.
Stativi buoni.
Roy
martedì 8 settembre 2015
Se tutto è marcio, come ci salveremo...?
Matteo Renzi ha sempre redatto bilanci irregolari quando era sindaco di
Firenze;
la Corte dei Conti, riscontrando “gravi anomalie”, invita l’attuale
sindaco Nardella a “ripristinare gli equilibri”.
Il 22 maggio ed il 31 luglio scorsi, la Corte ha recapitato due ordinanze al Comune toscano, per le quali
dovrà rimuovere, entro 60 giorni, le irregolarità e ripristinare gli equilibri
di bilancio.
Quisquilie, penserà il parolaio che governa il Paese, che volete che sia
se qualcuno mette nero su bianco, e spiega agli italiani che truccava i
bilanci?
Proprio per questo sta preparando la legge che depenalizza ulteriormente
il falso in bilancio.
In Italia vogliamo debellare l’evasione, ma facciamo di tutto per
evitarlo;
Berlusconi era un dilettante ed anche uno meno fortunato rispetto al
ragazzino tutto chiacchiere: i media erano schierati contro e gli facevano pelo
e contropelo anche mentre dormiva.
Questo signorino, invece, è il capo di un partito che per anni ci ha
rotto gli zebedei con la sua presunzione di moralità.
Per cui tutte le baggianate inutili che Renzi s’è inventato da primo
ministro, non sono messe in discussione;
chi l’ha fatto, seppur timidamente, vedi Cgil, è stato emarginato:
abbiamo un ministro del Lavoro, Poletti, che era tazza e cucchiaio con Buzzi di mafia
capitale, o Casamonica, ma continua imperterrito, a gestire la carica senza che
nessuno gli rimarchi nulla.
Il padre del capo del governo, inquisito, e nessuno dice niente, lui
stesso con vari scheletri nell’armadio, non sconvolge...!
Ipocrita sinistra!
S’è interessata perfino delle lenzuola di Silvio Berlusconi, ma oggi
tace, manifestando in modo chiaro ed incontrovertibile la propria intollerabile
falsità, e chi non lo ammette, beh, si faccia un esame di coscienza.
La doppiezza è la filosofia che il Pd ha sdoganato, omologato e resa
accettabile: il Vaticano, che predica bene, razzola in…Bulgaria…!
Che volete, è vero che bisogna aiutare gli altri, ma anche se stessi :
lo stabilimento Faac, cancelli elettrici della Curia bolognese, chiude la sede
di Bergamo per trasferirsi all’estero.
Qui guadagnava, ma lì molto di più…!
Che brava la Chiesa quando gestisce i lasciti…!
E Gabrielli, il prode della Concordia, uomo forte che ha lasciato il
segno, come De Gennaro, non ha mai visto momenti di stanca: ex Dc, prodiano,
berlusconiano, è stato in Digos, Sisde e Protezione Civile.
Come De Gennaro, questo signore sembra inamovibile, anche dopo
l’indubbio scivolone Casamonica, che ci ha reso l’idea di come si possa essere “protetti”
pur essendo incapaci: l’importante, alla
Renzi, è farlo credere.
Fosche nubi, però s’addensano sul Prefetto di ferro: ricostruzione in
Abruzzo e centri d’accoglienza immigrati.
Dall’aprile 2011 al dicembre 2012, il commissario, ancora, Gabrielli
affronta gli sbarchi dalla Libia, in modo sospetto tanto che finisce anche
nell’indagine “Why Not” di De Magistris, che pertanto, non aveva futuro: a
questi livelli, e De Gennaro insegna, è difficile farli cadere, molto
difficile, visto le cose che sanno…
Stativi buoni.
Roy
venerdì 4 settembre 2015
Io soffro, tu soffri, voi levatevi dai cogl...
Sui social c’è un perbenismo
di maniera che s’offende per la violenza di questa foto, anzi minaccia chiunque
l’avesse ancora proposta, di mancanza d’umanità, di volgare utilizzo a
sproposito solo per colpire l’immaginario.
Senza il rispetto dovuto a chi
si sarebbe impressionato ed avrebbe potuto incominciare a pensare che forse, la
realtà offra dei risvolti che fanno a cazzotti con le sue ultime foto sulla spiaggia,
sulla barca o mentre consuma, fra amici festanti, l’ultima aragosta brutalizzata
da viva in acqua bollente.
L’ipocrisia ributtante di una
società che non ama guardarsi dietro, si scontra con le immagini dei meno
fortunati, dei dannati che solo per caso entrano violentemente nelle loro vite
dorate, atte solo alla comprensione falsata del dolore, del quale se ne fotte
compiutamente, e di cui non vuole
sentire l’odore.
Quando ciò avviene per una
vicinanza ormai ineluttabile, scatta l’indignazione: noi amiamo dare opinioni,
come quando si descrive un film che ci
ha fatto trascorrere una bella serata, e basta.
www.ilbollettinoirpino.blogspot.it
Non esageriamo, però, teneteli
a distanza questi diversi, noi d’altra parte che ci possiamo fare, se sono
degli sfigati?
Vi ricordate come li definiva
il vice della Fornero, quelli che si laureavano tardi e non trovavano lavoro…?
Noi stiamo bene, abbiamo il
lavoro, i soldi, gli amici, una bella casa…perché dobbiamo essere disturbati da
questi…migranti…?
Siamo proprio una bella
società di merda…!
Stativi buoni.
Roy
giovedì 3 settembre 2015
Il male assoluto non ha nè patria nè confini...
Un
bambino, un bimbo accasciato come fosse un bambolotto, portato con braccia caritatevoli che hanno avvicinato il
corpicino alle coscienze, ormai abbrutite, per un egoismo avviluppato che non
lascia spazi.
Sono io,
è mio figlio, è la mia anima che si dispera e che grida a Dio pietà: pietà di
me, di noi, di quel bimbo che non aveva una mamma che piangesse struggendosi in
un abbandono di lacrime amare, ormai impossibili da versare.
Signore
dammi forza e volontà per distruggere il maligno che è in noi, perdonami perché
anche io ho colpa e vergogna, anche io sono parte del tuo vituperio.
Roy
Matteo Renzi, un incubo che non vuole sparire...
Siamo
immersi in un’Italia virtuale dove le chiacchiere la fanno da padrone:
annunciare, evocare, twittare, augurare, sono le regole del buon governo,
secondo Matteo Renzi, il pupazzo di mastro Geppetto…
Saluti,
abbracci, auguri, ai gufi, i nuovi orizzonti del non fare;
poi
il “job act” una trovata idiota scritta in inglese perché possa avere la sua
giusta valenza: inteligence, contractors, welfare, kermesse…per chi è “oltre”…
Ah,
la disoccupazione è diminuita dello 0,..lo dice Poletti, il ministro a cena con
i mafiosi romani: chissà se qualcuno si ricorda che la legge sul lavoro tanto
osannata, ha solo stabilito che i contratti precari possono essere convertiti
in definitivi, perché di definitivo non c’è più niente, il lavoratore potrà
essere licenziato in qualsiasi momento, e l’azienda per tre anni potrà fruire
di agevolazioni fiscali.
Per
cui, il lavoratore sarà licenziato, e se ne occuperà un altro che farà godere
il datore di lavoro delle agevolazioni: quindi nuovo disoccupato e nessun
incremento…!
Intanto,
il puffo, per prepararsi il terreno delle prossime elezioni, alla Berlusconi,
parte con l’annuncio d’impatto
elettorale come il bonus.
Via
la Tasi…!
Senza
coperture definite, ma solo enunciate secondo la regola, vorrebbe farci credere che avverrà un taglio delle tasse
improponibile.
Dato anche il momento critico per la manovra sui conti, che potrebbe portare l’Iva al 25%, si prevede una riduzione corposa della spesa pubblica: e allora, quali saranno le coperture...?
Dato anche il momento critico per la manovra sui conti, che potrebbe portare l’Iva al 25%, si prevede una riduzione corposa della spesa pubblica: e allora, quali saranno le coperture...?
Beh,
se c’è ancora qualcuno che apprezza questo misero mistificatore, della
provincia fiorentina, io non ci posso fare niente, se non consigliare: curati…!
Stativi
buoni.
Roy
martedì 1 settembre 2015
Fiat e Ferrari, ciò che eravamo e che non siamo più..
Fiat 1100 Gran Luce del 1960
Sergio Marchionne, un canadese molto
fortunato, sta dilapidando con determinazione un patrimonio culturale,
economico ed affettivo, senza pari, oltretutto costato agli italiani, cento
anni di contributi e di fiducia.
Spiegare il significato di un’azienda
che ha generato un’intera società, formandola ed erudendola, donandole attesa
nel futuro, facendo crescere l’Italia come il territorio che genera lavoro nel
rispetto dei propri figli, è facile solo per chi è cresciuto nei valori che
oggi si tende a ghettizzare.
http://ilbollettinoirpino.blogspot.it/2015/08/avellino-citta-dei-soprusi.html
Invece, le aspettative della finanza
creativa, delle invenzioni e dei trucchi, ci vedono ai primi posti per
dirigenti e tecnici che non capiscono nulla d’industria, relegandola a mero perseguimento dell’utile, fondato su
licenziamento ed abbattimento delle spese, ultimo baluardo di felicità.
Non è così!
L’azienda, l’industria, l’impresa, era
un’entità vivente, essa rappresentava i suoi operai con le loro affezioni, i
loro dubbi, le loro speranze: al diavolo l’utile fine a se stesso, se poi non
corrispondeva all’animo umano, quello che ci spinge e costringe, quello che ci
regala attimi di gioia e di dolore, ma che, sempre, ci rende veri e ci
trasforma in Patria.
Stativi buoni.
Roy
Iscriviti a:
Post (Atom)














