giovedì 29 gennaio 2015

In Italia non contano i drammi, ma gli interessi del Palazzo...

Matteo Renzi e Sergio Mattarella

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Sergio Mattarella è forse l’unico dei candidati alla Presidenza della Repubblica meritevole del ruolo: persona seria, scevro dal protagonismo televisivo, uomo dalla schiena dritta che fa paura a chiunque abbia scheletri da nascondere o almeno da far dimenticare.

Trovo strano che Matteo Renzi, dopo averne parlato male, lo abbia indicato;  credo sia stata una finta per annullare Amato, ma il furbo Berlusconi pare l’abbia preso in contropiede, e pur di non lasciargli mano libera con il vero candidato nella mente del piccolo toscano, rischia con Mattarella, confidando nella sua serietà ed irreprensibilità, per potersi affrancare dalle sue condanne.

Vedere tanto spreco di “speciali” su giornali e televisioni, Berlusconi che va e viene da Palazzo Chigi, giornalisti che corrono di qua e di là, interviste, contatti, mi lascia veramente disgustato: se ci fossero tre famiglie che dormono in macchina, che fanno la fila alla Caritas, o al ponte più vicino per suicidarsi ormai in preda alla disperazione, non credo ci sarebbe neanche un milionesimo di tanto impegno.

Il nostro è un Paese fatto così, straordinario al negativo, i problemi veri non contano se non c’è un ritorno.

I drammi, la disperazione, il dolore, le lacrime, lasciano il tempo che trovano, roba da deboli, da fastidiosi individui che rompono le palle davanti ad “esigenze” dello Stato veramente importanti ma altrettanto inconfessabili, perché luride, cosparse da un coltre di melma, e raccontate con l’enfasi dell’inutile, con l’esaltazione di parole vuote che non significano nulla.

Il campione della vacuità è questo ragazzotto toscano che si gonfia mentre racconta fandonie e stronzate, mentre racconta i segnali, quelli soliti della luce in fondo al tunnel di vanesio Monti o  del delicato Letta.

Siamo questo, purtroppo, non è un caso se abbiamo una storia da raccontare sempre più falsa: i nostri rappresentanti non votano contro le multinazionali del gioco, contro la diminuzione di stipendi e pensioni d’oro, sono quelli che per una scopata si trascinano dietro in voli di stato, una trafficante di cocaina, mentre attendono la grazia per “peccatucci veniali”.

Stativi buoni.

Roy






mercoledì 28 gennaio 2015

Napoli città colta e speciale...

Angelo Picone, Paola e Ciro Nazzaro.

Angelo Picone, detto ‘o Capitano, è il giovane artista che domenica ho conosciuto in occasione di una sua esibizione, tanto inattesa, quanto spettacolare.

‘O Pazzariello napoletano, è una figura di grande umanità che raccogliendo nel proprio animo la potenza di un amore estremo e drammatico per la propria terra, racconta in una poesia di strofe in rima baciata le storie di ognuno, con l’enfasi di un grande autore ed il sorriso di un uomo eternamente innamorato, per una passione sempre viva, continuativamente rinnovata.

Attenziò..Battagliò…E’ asciuto pazz’ ‘o padrone…

La “Sparata” che Angelo Picone e la sua compagnia  rappresenta nella “sua isola” di Vico Pazzariello a Napoli, ricorda la “guerra” pacifica che già nel ‘700 imbastivano le fantasie napoletane sbeffeggiando i colonizzatori,  con le divise borboniche o francesi ricoperte da cornetti e figurine.

La napoletaneità più vivace, dimostrava forza ed insubordinazione che giammai ha fatto un passo indietro, e la Napoli educata, colta e smaniosa di accarezzare ed abbracciare chiunque la ami, prepotentemente induce alla lettura delle sue pagine più belle attraverso questi gesti che solo l’Antica Partenope riesce a trasmettere.

Un quartiere ripulito ed ornato offre cibo, arte e cuore, con Angelo e la sua Perzechella, e quanti si adoperano per distruggere antichi retaggi d’infiniti inganni, che da sempre tentano di annientare qualcosa che è tanto grande da rasentare il soprannaturale con la sua bellezza, la sua luce, la sua storia…i suoi figli.

Stativi buoni.


Roy

Angelo Picone: www.vicopazzariello.it






martedì 27 gennaio 2015

La Waterloo di Matteo Renzi....

La battaglia di Waterloo (Belgio)
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Il fantastico statista toscano, dal basso della sua arrogante visione della politica, sta preparando l’elezione del Presidente della Repubblica come se stesse allestendo una partita al Monopoli.

Ha preparato il suo candidato burattino, pensando di non essere disturbato da conduttore, come se il governo dovesse essere oramai, partita esclusiva per sè e le sue manie.

Pensa di poter replicare l’era berlusconiana, non pensando che proprio perché questa è già esistita, non potrà ripetersi a breve, e se lo sarà, ci vorrà un personaggio con i numeri non con le chiacchere.

Credo che la prima Waterloo che subirà, il nostro miracolo fiorentino, sarà proprio questa elezione.

Scoprirà, finalmente, che se gli hanno lasciato condurre il gioco fino ad oggi, le cose sono cambiate: Berlusconi ha avuto il tempo e la fortuna di riorganizzarsi, mentre la sua minoranza sta diventando sempre più nutrita.

La sua stella sta per affievolirsi, e se veramente pensa di portare a casa un risultato, beh, i fatti mi smentiranno, ma penso che avremo un Presidente che non gli piacerà.

La seconda Waterloo avverrà subito dopo, quando il suo governucolo cadrà, e lui, certo di restare primo ministro a vita, non sarà mai più qualcuno.

Stativi buoni.


Roy




lunedì 26 gennaio 2015

E' più ignobile l'Isis o un governo che affama, distrugge, uccide...?

un povero che raccoglie frutta marcia
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L'Isis decapita, in Italia mamme abortiscono per riscuotere dall'assicurazione, uccidono i propri bambini, altre ed altri sfregiano con l'acido, Matteo Renzi s'interessa dell'Italicum e della votazione del Presidente della Repubblica, aumenta le tasse, le assicurazioni.

Il prezzo della benzina non scende nonostante il barile di petrolio costi quasi sei volte meno di un anno fa.

E la gente soffre e muore.

Non so se  l'Isis è più cruenta, so che mentre i tagliatori di testa si filmano da soli, i drammi creati dal governo attuale e quelli passati, vengono filmati da altri.

Intanto dopo aver creato una crisi mondiale con le truffe delle banche americane, l'Europa intera si è preoccupata di foraggiare con miliardi e miliardi di euro gli istituti di credito, gli  stessi che hanno affossato aziende e famiglie.

La Grecia, ingannata dai suoi politici che parlavano di debito al 3%, mentre era del 20%, poteva essere salvata con € 80 mld, ma la Germania e gli europei dell'austerità non se ne sono fottuti, perché la fame di un popolo non conta davanti agli interessi della finanza: forse ora i furbi capiranno d'esserlo stato per troppo tempo.

Per non dimenticare.

E'una frase fatua che amiamo fare nostra: si va alle Fosse Ardeatine, si pensa agli stermini, si da spazio alle commemorazioni. 

Non costa nulla, poi passa...

Stativi buoni.

Roy




giovedì 22 gennaio 2015

Un Italia più vergognosa sarebbe difficile da immaginare...


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La nuova maggioranza è formata dal pregiudicato e Renzi:  “pecunia non olet”…i soldi non hanno odore…!

Qualunque sia il socio, l’importante sono i risultati e questi sono stati messi a punto ordinatamente con il patto del Nazareno che ha causato una  fibrillazione ad Alfano che è tornato a miti consigli.

Con questa maggioranza è difficile farli fuori, Salvini e Grillo ormai emarginati, saranno solo spettatori di quanto accadrà: la signora dell’Ikea, la Finocchiaro, andrà al Quirinale e Renzi inserirà tranquillamente la norma salva Berlusconi sospesa.

Il nuovo Presidente della Repubblica s’affretterà a graziare il quasi ottantenne che vede già l’eternità!


Lo schifo è stato solo rallentato, ma dopo le prove di trasmissione dell’Italicum(?), avremo una forte accelerazione nelle cose repubblicane e, cari signori, preparatevi a soffrire.

Stativi buoni.
Roy



mercoledì 21 gennaio 2015

Siamo in balia di un buffone e non ne usciamo...



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Matteo Renzi scimmiotta se stesso parlando in uno pseudo inglese maccheronico, al vertice  mondiale di economia svizzero, lasciando Luca Lotti e Maria Elena Boschi di sentinella in Parlamento.

«Il futuro dell’Italia è oggi . Non saremo più solo un bel museo».

 

Ormai si ripete, ha già usato le frasi ad effetto più volte, e quindi si parla addosso.


Lasciategli fare promesse, enunciare sogni, sganciare paroloni, ed è felice!

Intanto nulla è come sembra: Berlusconi lo sfrutta per poter rientrare in Senato e riesumare Mediaset con un piede nella fossa, lui aggiusta le banche e tenta di far approvare una legge elettorale che lo mantenga per sempre al governo.

L’Italia, nel senso dei bisogni degli italiani, non c’entra, noi siamo solo  comparse nella magica rappresentazione scenica dell’ego renziano, serviamo perché se no, non esisterebbe il paese, ma solo questo.

Ovviamente gli interventi riformisti sono pari a zero, e chi dice il contrario è in mala fede: Matteo Salvini si dà da fare sui problemi veri, e perciò prende voti, mentre Renzi non ha nessuna idea, e manco gli interessa averla, sulle soluzioni dei drammi…questo non serve…!

Stativi Buoni.
Roy










martedì 20 gennaio 2015

Matteo Salvini, il nuovo imbroglio...


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Matteo Salvini è la nuova frontiera di salvezza del popolo italiano, alla ricerca strenua di un riferimento della politica...(?)

Il secondo imbonitore nordista, si chiama, ma guarda il caso, Matteo, forse una malattia che colpisce i “portatori”: accortosi dello sbandamento berlusconiano, e considerato l’inesistente peso di Alfano e compagnucci, si è catapultato in televisione, praticandola più dei registi, ed a colpi d’assenteismo assoluto nel Parlamento europeo, come il suo omonimo, ha incominciato a riempirci di fandonie.

Le cose giuste le sappiamo dire tutti, è facile; metterle in atto è ben altra cosa.

Ma lui si è fatto promotore del referendum contro la Fornero, che ha penalizzato i lavoratori, quelli che a chiacchere difende, mentre ne licenzia ben 71 tutt’insieme, negli uffici leghisti.

In proporzione, Sergio Marchionne è un principiante!

La Corte Costituzionale non ha ammesso il referendum: "vaffanculo"...il francesismo televisivo di Salvini..in Tv..ovvio...!

Fino a due anni fa inneggiava alla distruzione del sud, alla secessione, ma da quando è segretario di partito, ha cambiato strategia ed ha pensato di prendersi il potere invece dei problemi.


Ed allora via gli emblemi di Alberto da Giussano, al diavolo le lotte “bossiane”, quel che conta è vincere, quando ci capiterà un’altra volta…?

Stativi buoni.
ROY