Ieri
si sono riuniti i 'parlamentari' irpini per fare il punto della
situazione sulla probabile iattura dell'eliminazione di Avellino
capoluogo.
Già il fatto d'aver visto questi signori, così ben
amalgamati, salvo qualche 'onesta' defezione, ci allarga il cuore: dopo
tanti anni trovarli tutti insieme faceva girare la testa....Però
mancava Ciriaco con il fido scudiero nipote Giuseppe; ma l'uno era
giustificato per l'età ed anche per una distinzione 'giusta' di ruoli che
nulla avevano a che vedere con i 'giovincelli' in riunione per una motivazione agognata da sempre, l'altro
perchè, incapace d'esprimersi correttamente in assenza dello zio,
avrebbe potuto andare incontro a delle brutte figure: deve accaparrarsi l'elettorato sannita per la sua candidatura parlamentare, mica inimicarselo...! Poi, è mancato, ma
non è morto, per carità, Pugliese che offeso perchè mai invitato, ha
'giustamente' declinato l'invito: le ragioni dell'incontro non erano
così fondamentali....sic!
Milanese, in odore di manette, c'è stato; anche lui ha voluto contribuire: grazie al proprio menefreghismo ha permesso che
qualcuno, furbissimo, con interesse di parte, scevro dall'intuire ragioni regionali
di convenienza economica, strutturale, di sviluppo e burocratica che
avrebbero esaltato l'intero territorio, sinteticamente al modo DC, mentre il torpore possedeva i colleghi irpini, operava subdolamente la propria azione di convenienza elettorale.
E così Clemente Mastella da Amalfi, e Viesti,
attenti alle logiche che hanno studiato negli anni del 'futti compagno'
sono intervenuti al grido 'muoia Sansone e tutti i Filistei': solita strategia democristiana. Per accaparrarsi voti
riconoscenti di elettori ignari che avrebbero ringraziato i propri
carnefici, hanno esaltato l'odio che li corrobora da sempre nei confronti del nemico De Mita. Il povero Mastella, però, ancora una volta è stato usato: De Mita ha coronato il sogno di una vita. Dopo di me il nulla. Donare il capoluogo della provincia avellinese alla città di Benevento, senza requisiti e 'spostata' rispetto ai paesi irpini lontani anche 100
chilometri, significa regalare Comuni alle province o perfino alle
regioni limitrofe.
Ritornando ai 'nostri' riuniti che
vigliaccamente non si assumono responsabilità, credo sia d'obbligo
stabilire il grado di disgregazione morale di questi 'signori' mai visti
che hanno goduto sinora di prebende ed onori non dovuti. De Mita ha
ritenuto di incontrare a Roma i vari 'colleghi' Casini, Veltroni,
Buttiglione per presentare l'inutile libro scritto da altri, senza
ricordarsi di una città vituperata; Rotondi ha sempre votato chi gli ha
dato il posto e, quindi, liceat; Iannaccone non riesce a
centrare i problemi, ma devo dire che si impegna; Sibilia, condannato alla
nascita da se stesso, incautamente si è disinteressato di quanto
accadeva sotto il proprio naso nella commissione senatoriale che lo
comprendeva quale componente.
Oggi tutti rispondono nervosamente
della propria manifesta incompetenza cercando di scaricare colpe e
responsabilità, tentando d'utilizzare ancora il popolo, ma senza grandi
risultati. Solo i giornali danno una mano alle amebe, vedi Ottopagine,
ma oramai catalogati, non riscuotono grandi successi: il cittadino
attento non ha più pazienza. I risultati li vedremo alle prossime
elezioni.
Se ora volessimo votare il peggiore, in testa a tutti metterei il sindaco Galasso che
fregandosene del 62% che l'ha scelto, delle prebende demitiane e del
problema capoluogo, ha provveduto al commissariamento di Avellino, come
se fosse Reggio Calabria, rendendo ancora più ragionevole la decisone
governativa di penalizzazione della nostra Città.
Renato Di Maria
Stativi buoni.
Roy