domenica 14 ottobre 2012

Pisapia giudice di Formigoni.

Alfano archivia l'esperienza Formigoni«Niente accanimenti terapeutici»
					Evidentemente a Giuliano Pisapia non basta essere Sindaco di Milano vorrebbe anche la conduzione della Procura. Le giuste accuse a Formigoni provenienti da tutte le parti politiche e sociali hanno avuto il sostegno del Sindaco di Milano che chiama la Città alla rivolta contro  il 'celeste' che non ci sta e chiede un esame di coscienza a chi si erge censore. La palla lanciata dal quasi ex Governatore lombardo si rifà  alla vicenda della vendita Sea e all'inchiesta della magistratura su un presunto bando 'su misura' per F2i, il fondo di Vito Gamberale. Ovviamente anche il Roberto nazionale potrebbe rivolgere a se stesso l'appunto:  è il gatto che si morde la coda.
Stativi buoni.
Roy

venerdì 12 ottobre 2012

...Stammo tutti 'ncarcerati

dagospia.comFormigoni azzera la giunta <br />Ma lui resta al suo posto

FORMINCHIONI INOSSIDABILE, CONTINUA A FARE IL PALADINO DELL’ONESTÀ NELLA REGIONE LOMBARDIA - “NON INTENDO RICANDIDARMI. INTENDO BATTERMI COME UN LEONE COME HO FATTO FINO AD ADESSO PER RESPINGERE L'IMMAGINE DI UNA LOMBARDIA CORROTTA” (COME, FACENDOSI PAGARE LE VACANZE AI CARAIBI DA DACCÒ?) - “CIRCOLAVANO DELLE STRANE VOCI, CERTI PERSONAGGI IO NON LI VOLEVO IN GIUNTA, MA HANNO FATTO PRESSIONE I PARTITI”…

Se volevano arrivare a quota zero hanno bisogno di qualche ultimo certificato: la destra ringrazierà Formiconi lo squallido ed il 'vermetto della mela' Angelino nostro.

Maroni, poi, ha già dimenticato i buoni propositi di un mese fa: non gli fanno già più schifo i ladri,  gli inquisiti o condannati come egli stesso, non gli sembra più tanto importante se Roma è ladrina nei confronti di quanto "si firano 'e fà" a Milano. Questo nuovo cerchio magico lombardo è ancora più obbrobrioso del vecchio. I ladroni del Nord non se li vedono proprio quelli del Sud, più improvvisatori, quasi poetici, vedi er Batman che pensa alle merendine ancora prima di 'accomodarsi' in cella, o il consigliere IDV che ha comprato casa come Lusi: i milanesi sono scientifici, rubano con profitto scolastico, dopo aver fatto i compiti e superato esami difficilissimi. Da noi si dimettono, là no. Il 'celeste' Roberto sfida i magistrati, la folla, i giornali: oltre ad essere coadiuvato dall'Alto, beato lui,  dimostra strategie universitarie che noi squallidi meridionali ci sognamo. Loro continuano a rubare a più non posso perchè sanno che anche quando venissero scoperti, alla fine i soldi resterebbero e che fa, se pure,  qualche annetto in galera quando hai chiuso 'affari' per milioni di euro?

Stativi buoni.

Roy


mercoledì 10 ottobre 2012

Non ne posso più

Il Fatto QuotidianoSe l'economista rottama il professore
"Basta con Mario Monti sa solo tagliare"

Luigi Zingales, padovano di 49 anni, bocconiano come il presidente del Consiglio non ha
bisogno di pesare le parole: "Ora serve un governo vero e basta anche con i banchieri come Bazoli"
CONFINDUSTRIA, L'APPELLO DI GIORGIO SQUINZI: "STIAMO MORENDO DI TASSE"
Se l'economista rottama il professore"Basta con Mario Monti sa solo tagliare"
"Mario Monti ha contenuto i danni sull’orlo della bancarotta, ma non parlatemi di bis”. Luigi Zingales, padovano di 49 anni, bocconiano come Monti, non utilizza giochi di parole. Con quella cattedra di economia alla Chicago University, dove insegnava il padre del neoliberismo Milton Friedman, può dire ciò che vuole. È tornato in Italia per lanciare un libro che nel titolo racconta molto: “Manifesto capitalista – Una rivoluzione liberale contro un’economia corrotta" di Giorgio Meletti
Tagliare l'IRPEF e la Sanità ed aumentare l'IVA ci fa solo gridare allo scandalo. Un Governo assistito da Bersani, Casini e Berlusconi che tassa i poveri senza sfiorare i partimoni ingenti, nè tantomeno evitare che coloro che hanno difficoltà nel quotidiano debbano soccombere, è vegognoso, ignobile parimenti ai suoi ossequiatori di partito. Aumentare l'IVA significa che tutti i beni di primo consumo costino di più: come faceva Berlusconi che diceva di non aumentare le tasse dirette per fottere il popolo con le indirette dalle quali non si evade. Ricapitolando: i partiti rubano ed i consiglieri regionali o provinciali o comunali altrettanto; le Regioni più ladre sono quelle del Nord, le evasioni più alte sono nel settentrione d'Italia, Formigoni detto il 'celeste' per la sua aurea d'eternità guadagnata a Comunione e fatturazione, molto cristianamente tenta di ricattare la Lega che vuol far cadere la Regione Lombardia ormai quasi tutta inquisita o in galera, minacciando di far perdere il Veneto ed il Piemonte...?...A parte la carità di cui parla il Vangelo che evidentemente il buon Roberto, casto ed osservante a tratti, ricorda male, ma pensa davvero di essere oltre che 'celeste' anche il capo del PDL?...
Il buon Mariolino De Vanesiis continua intanto per la strada inculcatagli dai suoi padroni del Club Bildenberg, il Parlamento plaude e noi...lo sapete già.
Stativi buoni.
Roy

sabato 6 ottobre 2012

Il povero Cattaneo: assessore sfigato.

Il Fatto Quotidiano

Regioni, l’assessore lombardo Cattaneo protesta: “Troppi tagli, come farò?”

Il titolare alle infrastrutture nella giunta Formigoni: "Non rubo, non ho tesori all'estero. Non so come fare. Dopo i provvedimenti del governo prenderò metà stipendio e sarò senza pensione?". Su Twitter la reazione degli utenti: "Facciamo una colletta?". L'ex ministro Bianco: "Gli ex parlamentari con 4mila euro non ce la fanno"

Caro assessore, comprendo la sua preoccupazione: io senza stipendio le sono vicino. Certo sono uno 'sfigato' se mi leggesse il sottosegretario della Fornero, Martone, spero perciò che non accada: avrei... vergogna. Ho qualche amico laureato da anni che solo ultimamente è riuscito a lavorare saltuariamente, come lo stipendio di € 600,00, anch'esso saltuario. Credo fin troppo alto per uno che non ha serate, inviti a cena, figli in palestra, mogli al club del burraco, un'auto da mantenere, l'a ssicurazione da pagare, un mutuo, che non gli darebbero mai. Ma comprendiamo benissimo il  disappunto di chi ha fatto tanto per il  Paese come lei,  lavorando quasi due giorni a settimana per quasi due ore al giorno sbattendosi dalla 'bouvette' alle sale da bagno, tra una telefonata ed una barzelletta, se non, ancora peggio, dover rientrare in aula improvvisamente, mentre si discorreva con una signorina che chiedeva un incarico, per votare e cambiare le sorti dell'Italia. E poi, viaggi interminabili dal proprio Comune a Roma tutte le sacrosante settimane, con un autista che sbaglia strada continuamente e fa sobbalzare la Mercedes S impedendole di leggere il giornale. Giri pesantissimi nei negozi d'abbigliamento per non mortificare il buon gusto, rapporti con amici ed affaristi nei ristoranti alla moda dove non mi dica, capisco benissimo, menù pesanti difficili da digerire; ma intanto che fare, deve pur rappresentarsi degnamente secondo il lignaggio, ricevere le ansie dei suoi elettori che ormai non fanno neanche più regalini interessanti. La sua mortificazione poi aumenta se non le propongono un affaruccio: significa che non la considerano all'altezza, e che cazzo. Non voglio dilungarmi ulteriormente, onorevole, mi senta disponibile a proporle uno scambio con la mia vita esaltante: sono cattolico e come il Santo Padre il Papa ci insegna, anche Lui insegna solo, grande attenzione ai bisognosi e pronti ad opere di carità.

Torni pure nella sua stalla.

Con deferenza.

Roy

venerdì 5 ottobre 2012

Fiorito: uno specchietto per le allodole. Noi

dagospia.comDagli al Fiorito. Tutti addosso al politico ciccione che s'è fatto i comodi suoi con i soldi pubblici. Bersaglio facile, er Batman, e non solo per la corporatura a dir poco massiccia. La lista della spesa è lì, sotto gli occhi di tutti. Case, auto, oggetti di lusso, segno tangibile delle ruberie che hanno portato in carcere l'ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio.
 Questione di tasse. E di marchingegni contabili studiati da professionisti specializzati in quella che con soave eufemismo viene definito "ottimizzazione fiscale". Se prendiamo i tre maggiori istituti nazionali, Intesa, Unicredit e Monte dei Paschi, si scopre che negli ultimi tre anni l'Agenzia delle Entrate ha contestato qualcosa come 2 miliardi di euro tra imposte non pagate, sanzioni e interessi. Una montagna di denaro, che in tempi di spending review avrebbe fatto davvero comodo. Se poi paragoniamo questa somma alle ruberie contestate nello scandalo della Regione Lazio, perfino il corpulento Fiorito diventa un topolino.
Stativi buoni
Roy

giovedì 4 ottobre 2012

Berlusconi: un malato

dagospia.comGIANPIERO TARANTINIBERLUSCONI-VILLA CERTOSABERLUSCONI-CERTOSA

1- DA NOSTRO INVIATO A VILLA CERTOSA GIAMPI TARANTINI, L'OPINIONISTA CHE CI E' MANCATO -

 2- "NELLA VILLA C'ERA L'ESERCITO. GENTE CHE GIRAVA CON I MOTORINI, SAI TIPO FILM? TIPO QUELLI DELLA MALAVITA, CON I MOTORI DA CROSS, CON I MITRA E LE PISTOLE IN MANO (...) "VI DOVETE SEDERE COSÌ, TRE DONNE E UN UOMO". 

E' MALATO. 

IO MI SONO SEDUTO DI FRONTE A LUI, ACCANTO A ME C'ERA SIMONA VENTURA. 

ACCANTO A LUI CI AVEVA CINQUE O SEI DONNE. CI FA SEDERE E INIZIA A FARE UN DISCORSO DI RINGRAZIAMENTO DELLE DONNE. 

SEMPRE ‘STE CAZZO DI DONNE. 

SESSO, SESSO, DONNE, SESSO, DONNE CHE ROMPEVA I COGLIONI (...) 

E' PAZZO PROPRIO... È MALATO, È UN DITTATORE PROPRIO" - 

Non credo che si possa mai più parlare di un pezzo della storia italiana sporcata da un uomo disturbato che per l'enorme quantità di denaro elargito, ha continuato impunemente a fare il bello ed il cattivo tempo nel Paese. Per la dignità di uno Stato ci converrà glissare quando ci chiederanno notizie inerenti gli anni 1994/2011.

Nessuno aveva immaginato la verità su questo individuo finalmente palesato: siamo stati ostaggi felici e riconoscenti di un maniaco con turbe oggi tanto chiare da sembrarmi impossibile che dopo venti anni, solo ora riusciamo ad aprire gli occhi e vedere il lapalissiano.

A questo punto sorge spontanea una domanda: gli appartenenti al PDL che ancora fanno riunioni per presentarsi alle prossime politiche di primavera condividono il disturbo o la bandiera laziale di Fiorito per  cavalcare la tigre del tornaconto?

Stativi buoni.

Roy

martedì 2 ottobre 2012

L'Italia dei ladri

Il Fatto Quotidiano
Falso in bilancio, gotha dell'imprenditoria chiese la depenalizzazione nel 1997Falso in bilancio, gotha dell’imprenditoria chiese depenalizzazione nel ’97
Tutti pensiamo che il papà, l’ispiratore della legge che fa sparire il reato di falso in bilancio è Berlusconi. In realtà Berlusconi non ha fatto altro che ascoltare quello che la spina dorsale del Paese gli chiedeva” Così esordisce Milena Gabanelli, nella puntata di Report dedicata ai parlamentari indagati e condannati, mostrando una lettera risalente 17 aprile 1997. L’epistola, già pubblicata dal Sole 24 Ore e firmata dalla migliore imprenditoria italiana, contiene un accorato attestato di solidarietà al presidente della Fiat Cesare Romiti, appena condannato per falso in bilancio, frode fiscale, finanziamento illecito ai partiti. Ma soprattutto è una richiesta pervicace di depenalizzazione del falso in bilancio. Milena Gabanelli menziona il passaggio clou della missiva: “si chiede di escludere dal perimetro delle responsabilità operative i fatti che abbiano una rilevanza marginale rispetto alle dimensioni dei conti delle imprese”. E aggiunge: “Si tratta di una solidarietà che diventerà legge. Nel 2003, infatti, la condanna a Romiti sarà revocata perché il fatto non costituisce più reato”. Firmatari della lettera: ben quarantacinque esponenti dell’élite capitalistica italiana, tra i quali Piero Antinori, Antoine Bernheim, Enrico Bondi, Giancarlo Cerruti, Enrico Cuccia, Diego Della Valle, Ennio Doris, Giuseppe Gazzoni, Luigi Lucchini, Achille Maramotti, Alfio Marchini, Vittorio Merloni, Leonardo Mondadori, Letizia Moratti, Giannola Nonino, Umberto Nordio, Sergio Pininfarina, Andrea Riffeser Monti, Aldo Braghetti Peretti, Gianmario Rossignolo, Gianfranco Zoppas

1 ottobre 2012
Milena Gabanelli ha evidenziato con la sua interessante trasmissione che il 10% ricco dell'Italia governa, il 90% restante subisce.
Della Valle attacca la Fiat ma è complice nel chiedere leggi che facciano diventare l'evasione la regola. La Guardia di Finanza  indaga, ferma le auto costose, blocca l'acquisto delle barche, perseguita i piccoli evasori, le aziende medie chiudono, le grandi guadagnano mettendo in cassa integrazione e nel contempo ricattano per avere: l'utile ottenuto pagando tasse su fatturati truccati è a monte, se il falso in bilancio non è un reato, cioè la falsa comunicazione di dati tassabili, perchè si parla di lotta all'evasione? Il marcio è nella collusione tra politica ed imprenditoria. La Confindustria segue l'andamento politico con l'occhio attento ai cazzi propri, specula sulle parole, i consigli, gli allarmi: moriamo di tasse, Monti è buono il lunedì, fa schifo il martedì. E noi che non capiamo niente facciamo il tifo ora di qua ora di là: Squinzi è bravo, Squinzi è cattivo. Siamo sempre e solo al seguito della squadra che si è già venduta la partita. In effetti l'italiano è uno spettatore che non si accorge di aver contribuito di tasca sua alla produzione del film nel quale quando gli va bene resta solo una comparsa.
Stativi buoni.
Roy