L'impiego in qualsiasi settore deve supportare un'esigenza potente di sentirsi utile, di apporto consistente del proprio impegno, di gratificazione costante per l'azienda, se stesso, la propria famiglia. Gli operai che da qulche mese rivendicano il posto di lavoro all'Irisbus, dovrebbero, prima di tutto fare ammenda: perchè mai la Fiat vuole chiudere o dismettere l'unica fabbrica italiana sul territorio produttrice di autobus? Quanto le costerà aprire altrove? E' un'azione valida economicamente? Evidentemente consegnare i pulman quasi gratis alla clientela perchè sempre in ritardo nel rispettare i tempi delle commesse, pagando penali inammissibili, può essere la risposta ai nostri dubbi. Un territorio, quello meridionale, naturalmente predisposto all'agricoltura, al turismo, è stato vituperato da politiche ataviche di intrallazzi: la trasformazione in paese industrializzato anche dove questa avrebbe dovuto essere di altro genere, ha condizionato lo spirito della nostra gente, disturbata da un impegno diverso ed alienante: si è visto solo il tira a campare, lavora il minimo e fottitene del tuo lavoro.
Stativi buoni.
Roy
