domenica 1 maggio 2011

L'inceneritore di Potenza

Abbiamo seguito in un servizio di 'Striscia la Notizia' a Potenza, qualche giorno fa, i danni che arrecano gli inceneritori, oggi sostituiti, solo nella definizione, dai termovalorizzatori.
In Italia siamo bravissimi nell'imbrogliare anche solo con le definizioni, la realtà: la cameriera è la collaboratrice domestica, lo spazzino è un operatore ecologico, il vigile è un agente di polizia municipale: un ingombrante apparato che brucia i rifiuti, provocando inquinamento in aria ed al sottosuolo, con puzza ed avvelenamento è....un termovalorizzatore...!
Come per le bombe intelligenti, o per le operazioni di pace in Afghanistan, così ci intontiscono con definizioni studiate, per gli idioti, al fine di nascondere la miseranda verità: noi siamo così deficienti da ingoiarci anche le stronzate più macroscopiche. Questi impianti che bruciano non risolvono il problema dei rifiuti, ma servono a produrre voti e soldi a chi li pensa e li realizza Come la camorra degli omicidi crea le discariche, quella dei colletti bianchi, ben più vigliaccamente, i 'termovalorizzatori'. E noi abbocchiamo.
Stativi buoni.

Roy

sabato 30 aprile 2011

L'Italia dei tradimenti

Non bastava quanto fatto nella II^ guerra mondiale: gli italiani diventavano partigiani, le forze governative diventavano filo americane, ma oggi assistiamo alla più deprimevole doppia faccia di tutti i tempi con cambi ed i ricambi di casacca all'ordine del giorno, prostituzioni intellettuali e non solo, rinnegazioni di quello che si è stato o detto con la più indisponente faccia tosta, difesa inoppugnabile, con argomentazioni inedite per valenza e pudore, dell'indifendibile.
Abbiamo una scuola della menzogna, del doppio gioco, dello squallore che ci rende insopportabili al mondo intero: non ultimo il ribaltamento delle posizioni italiane in mezzora di confronto fra Silvio nostro ed il suo clone Sarkozy. Ora subiamo imperterriti le grida d'accusa di un ex terrorista, dittatore e sanguinario qual'è Muammar Gheddafi, quest'estate ricevuto come un papa, con bacio di mano ed inchino di subalternità dal barzellettiere Berlusconi, ma oggi dopo pochi mesi, non anni, gli bombardiamo la casa, gli uccidiamo figlio e nipoti, e, badate bene, senza averne alcun ritorno tangibile: anzi rinunciando, stupidamente, solo per questo insopprimibile impulso di protagonismo fine a se stesso dello scopatore folle, a prebende importanti per la nostra economia, ed anzi importando migliaia di sfollati che non sappiamo dove collocare.
E' come se avessimo un virus che non riusciamo a debellare: quello della vergogna e dell'imbroglio.
Stativi buoni.

Roy

Lettieri candidato in chiesa per paura

Giovanni Lettieri, candidato sindaco di Napoli ieri se l'è vista brutta: giovani facinorosi dei centri sociali hanno tentato di aggredirlo subissandolo di epiteti più o meno indovinati. Certo aborriamo simili comportamenti, anche perchè questo signor nessuno ancora non si è manifestato, se non per la velocità con cui ha guadagnato il portone della chiesa, chiedendo al Signore di salvarlo con la promessa di essere buono in futuro. All'uscita, al sicuro, ha preso coraggio, ed ha parlato di toni e sviluppo, che non hanno capito. Noi capiamo benissimo che Lettieri sarà certamente un altro Caldoro: tutti con un bel vestito e con un'anima nera. Vorrei raccomandare ai giovani che si sono infuriati alla vista di questa nuova invenzione politica della destra, certamente poco lontana da Pasquino: aspettate che facciano come Bassolino prima e Caldoro poi, perchè così finirà, in quel caso la contestazione avrà un significato, adesso li rendete martiri.
Stativi buoni.

Roy

venerdì 29 aprile 2011

Habemus reginam

Qualche miliardo di telespettatori per vedere l'opulenza di un matrimonio che, grazie a Dio, si è dovuto assoggettare al Sacramento. La maestosità di un evento controcorrente, mi è sembrata palesemente fuori posto, i poveri mortali assiepati per bearsi dell'immenso; le manine giunte che si muovevano ritmicamente, secondo copione, salutavano come quelle con la ventosa che si vedevano sui lunotti delle utilitarie: umiliante. Quei signori in Rolls giocavano con il pubblico che cercava di vederli, inimmaginabile solo sfiorarli: sarebbe stato celestiale. Che orrore, i figli di un dio minore disoccupati o con una pensione di 270,00 euro alle prese con il dramma quotidiano della propria esistenza, hanno goduto tanto nell'insulto dello spreco, nell'invidiare una ventinovenne allenata alla caccia di reali, con le labbra piccole di chi ha grosse riserve mentali, e non sempre generose. Spero di non dover più sopportare queste scene offensive e che il Signore ci renda partecipi compiutamente della libertà di uguaglianza.

Stativi buoni

Roy

mercoledì 27 aprile 2011

L'Italia è una colonia francese

Abbiamo un Governo da operetta, il nostro primo ministro ha un’agenda personalissima sulle priorità di questo paese. Ci troviamo improvvisamente antagonisti alla morte con la Francia, abilissima nel far fare all’Europa ciò che vuole, abile ugualmente nel rigirarsi Silvio nostro, al quale, alla pari di una bella donna, basta qualche complimento, e lui cede. E’ abominevole che il capo del Governo abbia una parola così labile: oggi è per il nucleare, un momento dopo contrario, quindi di nuovo favorevole; tuona contro la Francia che ci beffeggia fregandosene dei nostri permessi in linea con l’assunto di Shengen, incontra Sarkozy, gli parla di Draghi e se ne frega dei permessi: la Lactalis, ora, non è conflittuale con gli interessi italiani, alla faccia di Tremonti.

La tragedia è che non abbiamo dall’altra parte del Parlamento un referente degno, ma solo dei malati di acrimonia che, ormai obnubilati dall’odio, non riescono a pensare. Oggi devo assentire con quanto dice Bossi che ci vede colonia francese: badate bene, non lo dice perché ci crede, ma solo perché è stato estromesso dalla decisione di valutare il bombardamento sui libici.

Il barzellettiere ci spiega, da par suo, che uccideremo con dolcezza, quasi non se ne accorgeranno, passeranno dal sonno alla morte, una dolce morte che il baciatore folle di qualche mese fa del ‘terribile’ Gheddafi, vuole proporre come un bene per il suo ex amico. L’ex ‘fratello’ Muhammar non ha fatto niente di diverso di quando ammazzava coloro che tentavano l’imbarco per sfuggirgli: quella era una cura suggerita da Maroni e Berlusconi per risolvere il problema dei clandestini.

Siamo in un mondo di pazzi: quelli veri governano o fanno opposizione, i sani subiscono e si leccano le ferite.

Stativi buoni.

Roy

domenica 24 aprile 2011

Un Vaticano per ricchi

Stanotte nella chiesa di S. Paolo a Roma, i caritatevoli della Santa Sede hanno evitato che i Rom potessero entrare nella chiesa ed anzi li hanno perfino chiusi all'addiaccio per impedire che affluissero all'interno: erano troppi, avrebbero disturbato, erano sporchi...chissà. Il fatto è che mamme e bimbi appena nati hanno pernottato, divisi dai familiari, sotto la pioggia; anche il riparo di una tenda che avrebbe potuto aiutarle, è stato impedito: hanno smontato ogni cosa per evitare qualche danno che avrebbe portato al 'disastro' le finanze vaticane. Alla faccia della solidarietà cristiana e degli appelli papali, predicare è una cosa, agire è un'altra. I missionari che in nome di una cultura evangelica si fanno il 'mazzo' sono ben diversi dalla classe porporata vaticana: gli esempi delle azioni non certamente etiche nella storia di questo Stato Chiesa è nelle cronache quotidiane. 'Armammoci e iatece' si dice a Napoli; il clero ha tuonato contro la nefandezza del rigetto dei fuorusciti africani, ma si guarda bene, come ho già scritto, dall'offrire opportunità. Non devo spiegare le immense disponibilità abitative ed economiche di uno stato che fa cassa con donazioni, elargizioni e lasciti che poi provvede, non sempre legalmente, a far fruttare: ha un cuore di pietra che raramente manifesta doti d'altruismo e carità.

Stativi buoni e tanta Resurrezione.


Roy

lunedì 18 aprile 2011

I consiglieri di Berlusconi

Tutti, nel bene e nel male, danno giudizi e consigli a Silvio Berlusconi. E' singolare come personaggi di ultima fila, o fuori gara, si sentano in diritto di dire come e quando: è la volta dell'esimia nessuno Stefania Craxi, figlia di cotanto padre, ma mai cresciuta a sentire il tono fanciullino della vocina da tredicenne e da quello che ogni tanto dice. Lei ed il fratello 'Bobo', ma guarda tu, lo dice la parola stessa, che cerca di scimmiottare, senza riuscirci, il papà, parlando con inframezzo di lunghe pause, signori nessuno, hanno da valutare l'operato e la capacità aggregativa di uno dei politici più longevi al governo di tutti gli ultimi 150 anni di unità d'Italia. Ognuno di noi, legittimamente, può avere un'idea sui comportamenti, ma credo si farebbe meglio a deglutire due o tre volte prima di profferire amenità: il cavaliere gode ancora di un consenso così esagerato che al solo nominare una sua possibile esclusione alle prossime elezioni, c'è stato immediatamente un aumento dell'astensionismo elettorale. Pertanto, direi a tutti coloro che straparlano, di destra, sinistra o centro di misurarsi la palla e consentire ad un campione olimpionico della gestione dell'immagine di scegliersi da solo i modi ed i tempi per un'uscita di scena.
Stativi buoni.

Roy