lunedì 14 febbraio 2011
domenica 13 febbraio 2011
Casini e le finte signore della piazza
Casini è un altro esempio di grande spirito democratico: insieme a Fini e Bocchino, decide quali sono le volontà degli altri. Non importa se vogliamo che Berlusconi governi, non conta se il 54% degli italiani ha creduto in questo governo: basta, si va a votare, il cavaliere deve andare via. Trovo insopportabile questa arroganza, oltraggiosa la considerazione del nostro cervello, lui e quel gran signore di Fini stabiliscono il giusto ed il contrario, e noi dobbiamo stare a guardare.
Oggi la mobilitazione delle donne contro che cosa? Strumentalmente queste “signore” vogliono utilizzare una ragione inesistente per colpire Berlusconi, come se fosse l’unico ad andare con le donne: se fosse stato frocio, avrebbe avuto grande considerazione, vista la moda imperante del “guai a chi non si adegua con le mode”. Oggi viva i trans e i ricchioni perché di sinistra, le donne che guardando meglio a casa propria, si accorgerebbero che parecchi fidanzati e mariti che oggi pensano stiano a guardarle in TV mentre sfilano, si strusciano tra coperte omosessuali.
Questa è un Italia finta che abbiamo dovuto subire dal dopoguerra in poi, ben venga un ingenuotto come Silvio che almeno dice puttanate, ma pensate.
Stativi buoni.
Roy
mercoledì 9 febbraio 2011
Angiola Tremonti
Stativi buoni.
Roy
domenica 6 febbraio 2011
Siamo tutti con l'anello al naso
Stativi buoni.
Roy
venerdì 4 febbraio 2011
Il Lazio della Polverini
Vergognatevi.
Roy
giovedì 3 febbraio 2011
Frattini e Montecarlo
Ma tant'è, in quest'Italia si guarda il dito che indica la luna. Tanzi viene salvato dalla Cassazione, che è come il Vangelo per i giuristi, perchè anziano e disinteressato alla fuga. Il suo epigono americano, coetaneo, sta scontando 150 anni di carcere, ma il bravo imprenditore parmense ha i santi nell'armadio che lo proteggono e chissà se andrà mai in galera. Nessuno scudo alzato, nessuna manifestazione di Santoro e soci o protesta di donne incazzate perchè Silvio le ha ignorate: nessuno se ne fotte, ma Berlusconi deve pagare, gli piacciono le donne, versa denaro, suo, se ne deve andare. Vorrei rispondere a tutti coloro che chiedono le dimissioni del cavaliere che cosa ne pensano dei problemi da risolvere, sarebbero capaci di prendere in mano la situazione? E se si, perchè non l'hanno fatto quando sono stati al potere? E chi sarebbe il punto di riferimento del governo?
Se Silvio Berlusconi mi leggesse, gli vorrei consigliare di proporre ai suoi denigratori un abbandono comune della scena: per il bene che dicono di volere allo Stato ed il loro altissimo senso del dovere e di servizio, pur di liberare gli italiani da una sciagura qual'è il capo del PDL, Dalema, Di Pietro, Bersani, Franceschini, Rosy Bindi e qualche altro caporione, non perderebbero un istante a dimettersi. Si,lallallero.
Ma saglitivenne.
Roy