mercoledì 17 novembre 2010

Napoli ed il Veneto

Il colera napoletano si sta sviluppando proditoriamente ma sembra

che nessuno voglia preoccuparsene più di tanto, ormai siamo abituati ai disagi di questa città contraddittoria, genio e sregolatezza, osannata e vituperata e forse per questo passibile di unanime condanna.

Che importa se soffre e nostri fratelli, figli come noi, senza colpa debbano subire questa continua maledizione;

quella delle istituzioni che atavicamente approfittano di questa gente, quella dell’altra parte del paese che forse per manifesta inferiorità cerca il riscatto aggredendo e disprezzando per quanto si sono prodotto con le proprie mani.

Non è così, il popolo napoletano ha qualità e potenzialità al di sopra dell’umano, tante volte ha dimostrato quanto vale nella sofferenza e nella capacità di strabiliare per le sue intelligenze che hanno fatto storia nel mondo. Oggi il Veneto soffre, non si aspettava che potesse accadergli quanto succede a popoli meno organizzati, meno ligi, meno preparati, meno ricchi: purtroppo non è così, la malavita organizzata, quella stessa che fa parte di altre realtà, fa affari con le amministrazioni,controlla i suoi politici, sversa tranquillamente materiali radioattivi ed inquinanti, approfitta e fa profitto.

Oggi chiede aiuto, si raccolgono offerte, ma chissà se darebbe la disponibilità delle sue discariche a Napoli, se proporrebbe il suo contributo italiano, se libero dai legacci stupidi e ciechi di cosiddette logiche padane, solidalizzerebbe con i fratelli dell’unità d’Italia: vedrebbe finalmente la verità dettata dalla carità, da quella misericordia descritta nel vangelo che dona serenità e pace.

Questa è forse la colpa che imputo maggiormente a questo governo di superuomini toccati dal Signore, la sacramentazione del denaro che può tutto e che spinge tutto, grazie al quale un uomo fisicamente ridicolo, anziano ed impotente, possa pubblicamente vantarsi delle sue arguzie sessuali. L’abominio della razio comportamentale introdotta in questo paese sull’orlo del disastro economico, ci trasporterà alla distruzione morale, causa dell’annullamento dei valori familiari, fondamento del futuro di uno stato.

Come si è sempre detto i soldi non fanno la felicità ed è vero ma se utilizzati giustamente possono aiutarci ad ottenerla.

Stativi buoni.

Roy

lunedì 15 novembre 2010

L'Italia dell'Harakiri

Ieri abbiamo assistito all'ultimo atto di un campionato mondiale di F1 condotto splendidamente da un pilota con le palle come Fernando Alonso, vanificato dalla visione scellerata di una dirigenza che dovrebbe starsene a casa a fare la calzetta. Neanche per un minuto hanno pensato che bisogna guardare la luna e non il dito che la indica: mentre pensavano stupidamente a marcare anche al cesso Weber, perdevano di vista la matematica dimenticando che l'altro pilota, Vettel, stava vincendo la corsa..!Pieni di sè, hanno buttato alle ortiche un vantaggio che non poteva ammettere una sconfitta e per di più così cocente.
Berlusconi, vincitore delle scorse elezioni con un vantaggio stupefacente, distrugge tutto per una politica insulsa. Chiama politicanti di mestiere gli avversari confermando la sua insipienza: voleva diventare il padrone d'Italia, quasi riuscendoci, senza saper rinunciare agli stravizi ed all'arroganza di potere, perdendo in un sol colpo tutto quanto guadagnato.I professionisti della politica, quando si saranno sbarazzati dell'inconsistente Bersani, vero alleato del primo ministro, non riesco proprio a scrivere con la maiuscola, schiacceranno questo milanese da bere riducendolo in frattaglie così minuscole che non sentiremo più parlare di lui. I sondaggi lo danno vincente, hanno ancora la maggioranza...chiacchere, Berlusconi è finito, se non lo fosse continuerebbe a governare, mentre è con le spalle al muro e si è consumato tutti i bonus.
E' evidente che in questo paese di grandi uomini, noi ragioniamo con i più piccoli scambiandoli per quelli di prima, togliamoci dalle scatole questi signori inetti e ricominciamo.
Stativi buoni.

Roy

venerdì 12 novembre 2010

l'unità d'Italia compie 150 anni

Io mi sento italiano, ma veramente, non so chi lo avverta così profondamente, perchè vedo un'acredine furiosa nelle discussioni, nei dibattiti, in qualsiasi occasione di confronto.
Tutti contro tutti nelle situazioni topiche quando dovremmo essere uniti: un pò come fanno gli americani, mi vedrei impegnato a fare mio il problema altrui e quindi accantonare le antipatie o i preconcetti. La natura e la nostra inconsistenza ci stanno provando da tempo, i problemi sono tanti e quel popolo di bistrattati che risponde al nome, spesso offensivo, di extracomunitari o clandestini, si impegna per noi prima nei lavori umili che nessuno, anche il più povero vuole fare, e poi nel dare una mano per riaggiustare il distrutto: mi riferisco alle frane ed agli alluvioni che stanno provocando morte e distruzione. Ed allora, perchè nessuno vuole risolvere il problema spazzatura napoletano, che non è una colpa campana ma un'esigenza generata da contingenze incomprensibili? L'unione di un paese è la sua disponibilità ad accollarsi come si fa in famiglia, il problema di qualche sua parte: perchè capiamo che a chiunque può capitare un'evenienza veneta, un terremoto, un dramma ma poi non vogliamo che Napoli scarichi la spazzatura al di fuori dei suoi confini? La spazzatura è la peste che descrisse il Manzoni se non viene controllata, ma se un paese libero e forte dimostrasse la propria grandezza, basterebbe spalmare anche un camion per comune d'Italia e non buttare i soldi e la dignità in Svezia o in Germania. Si darebbe così il tempo e la possibilità di organizzare lo smaltimento in loco con quel che si decide, termovalorizzatori, thor od altro, ma senza ansie e guerre sociali.
Pensiamoci e facciamo autocritica, il 150° anniversario sta per arrivare.
Vulimmoce bene.

Roy

mercoledì 10 novembre 2010

vorrei avere la bontà di un cane.

E' di oggi la notizia di una mamma malata di diabete che è morta nel proprio bagno ed è stata vegliata dal bimbo.
La pulizia dell'anima di un bambino gli rende difficile pensare alle brutture della vita: la mamma stava dormendo e lui è rimasto lì con lei. Quest'ometto pulito aveva piacere a godere dei suoi giochi accanto alla sua mamma, perchè non restasse sola in quella strana posizione in terra, forse avrebbe avuto bisogno di lui, e lui era lì. Lo sguardo di uno dei tanti randagi che incontro in strada mi apre il cuore, proprio come quello di un bimbo che attende le decisioni della propria mamma o dell'adulto di turno: il padrone lo picchia e lui gli lecca la mano, qualunque sia la cattiveria che gli facciamo subire la perdona immediatamente ed anzi è pronto ai sacrifici più incredibili per chi lo fa soffrire, ma nulla è più importante per lui della speranza di una carezza, di uno sguardo.
Non dimentichiamo quanti animali abbandonati dalla cattiveria del padrone donano il proprio amore a chiunque lo richieda, quante veglie accanto al cadavere del padrone o quanti giorni all'addiaccio sempre allo stesso posto perchè il suo carnefice lo ha abbandonato. In abbruzzo nel dopo terremoto per giorni e giorni abbiamo visto in tv un cane fermo in attesa accanto ad una chiesa danneggiata, quante volte abbiamo saputo di cani che portati a diversi chilometri di distanza anche dopo mesi di viaggio hanno ritrovato la casa dove avevano riposto il proprio amore, dove come dei bimbi innocenti ed ingenui speravano di ritrovare affetto. La misura degli uomini si ha dalla capacità di essere caritatevoli, solo attraverso la dedizione agli altri siano essi umani o animali o vegetali si percepisce la grandezza: solo l'amore, quello che non chiede per sè ci rende veramente unici.
Vi voglio bene.

Roy

lunedì 8 novembre 2010

la novità: Fini...

Ieri abbiamo ascoltato l'ultima scempiaggine: Fini si erge come il famoso gallo sullo iazzo a salvatore della patria sciorinando cazzate galattiche a difesa di una scelta che altro non è se non la ricerca di nuovi spazi per i propri tornaconto. A questo punto sono seriamente in imbarazzo, l'Italia crolla, le intemperie la fanno da padrone, la cultura viene messa all'angolo, i ladri imperversano, il cognato si intesta una casa di proprietà AN, la gente povera sta sempre peggio e lui..? Lui si propone nuovo primo ministro e chiede al socio Berlusconi di dimettersi.
Ma come, non aveva promesso in tv le sue dimissioni quando si fosse scoperto che il suo degno cognato è il proprietario dell'appartamento a Montecarlo?
Quindi ora dobbiamo, da bravi bambini, associarci alle decisioni di questi signori che ci trattano come ritardati, Bersani continua nella sua inconsistenza, Ventola non si capisce che vuole, Di pietro alla stregua di Bossi sta a guardare perchè comunque vadano le cose diranno " l'avevo detto", Casini è l'ambiguità fatta uomo, un colpo qui uno là e vedrete che cadrà ancora in piedi con quella sua miseranda percentuale che gli consente di perpetrare i propri interessi. Chi altri....ah dimenticavo l'uomo che lavora tanto e quindi dobbiamo concedergli qualche evasione, qualunque sia, perchè lui lavora...
Presidente, ridicolmente dimentica che altri esseri umani, certamente più di lei vorrebbero lavorare senza averne possibilità, lo farebbero senza infingimenti ed una volta a casa starebbero con la propria famiglia e la propria anima.
Stativi buoni.

Roy

domenica 7 novembre 2010

le assicurazioni

Compagnie, alcune importanti, stanno disdettando contratti atavici con clienti che non solo non hanno prodotto sinistri ma che in tempi di vacche magre hanno contribuito a sostenere le imprese stesse.
Questo bel paese, pieno di poesie come Marchionne a capo della Fabbrica Italiana Automobili Torino, grande e capace di retribuirlo come fosse un emiro, deve la propria fortuna ad uno stato prigioniero dei vecchi sindacati che lo ricattavano continuamente, e pertanto elargiva miliardi a pioggia perchè questa azienda non creasse ulteriori problemi al sociale.
Gli Agnelli ci hanno marciato da sempre, non ci hanno mai rimesso un forchettina d'argento per pagare gli stipendi di chi lavorava per la loro "grandezza", mettevano immediatamente tutti in cassa integrazione e ci pensavamo noi a pagare le loro perdite. Non hanno mai avuto a cuore il benessere di qualcuno ma solo ed esclusivamente il proprio: hanno utilizzato le rottamazioni chieste a gran voce per poi aborrirle quando il super manager, sbagliando, ha ritenuto di non averne più bisogno, come per dire noi non abbiamo bisogno di voi, semmai è il contrario. La casta delle assicurazioni ebbe la capacità di rendere obbligatoria l'RCA automobilistica ma solo per l'automobilista alla mercè delle Compagnie che fanno e disfano a proprio piacimento, aumentano i premi, evitano la clientela scomoda, pongono condizioni capestro. Ma come funziona? La legge è uguale solo per gli indifesi? L'utente deve assicurarsi per forza, ma l'impresa può rifiutarsi o imporre ricattatoriamente prezzi inammissibili. E' la vecchia storia di questa nazione abituata a spremere il cittadino figlio di un dio minore, è il drago che ci azzanna e ci arrostisce, un vampiro che succhia e uccide.
Noi subiamo ma se ci rompiamo credo sia giusto ricordarsi di Terzigno.
Stativi buoni.

Roy

venerdì 5 novembre 2010

Il Veneto e Berlusconi

In quest'ultimo fine settimana è accaduto l'apocalisse, il maltempo ha colpito il fortissimo nord, il nord federale che tutto risolve da sé e che, in ginocchio, chiede aiuto come noi poveri meridionali;
certo loro si sono affrettati a chiarire che hanno fatto per bene ogni cosa mentre il governo, lo stesso del governatore Zaia, fino ad ieri ministro, non ha reagito puntualmente. Questi signori più di altri politici e politicanti che si avvicendano nei vari governi, hanno "na facc'ecuorno" come non mai: pensate che Berlusconi ancora caldo del caso Ruby, si è affrettato ad approvare una legge sulla prostituzione...sic! e Zaia che ha schifato fino ad ieri gli extracomunitari, gli stessi che stanno aiutando i nordici sconfitti, e i meridionali sempre pronti alla questua, quest'uomo di governo, si lamenta di se stesso facendo finta di nulla. Ognuno sconfessa quanto ha asserito due minuti prima, e se mi è permesso, vorrei dire che questi ladroni non sanno manco rubare. Li hanno scoperti tutti, si sono creati i problemi da soli ed ancora filosofeggiano.
Il governo nato sotto auspici inimmaginabili, dopo una legge elettorale nefanda da stato dittatoriale, con una maggioranza alla camera mai esistita nella storia repubblicana, è riuscito a scalzare sé stesso da una situazione di potere a prova di bomba: lo stato di grazia era così evidente che si era perso il gusto del rischio e quindi si è voluto creare il nemico dal nulla e distruggere quanto costruito. Ma che bravi, visto che Fini privo d'importanza e visibilità si agitava perchè spogliato del diritto di contare, lo estromettono cruentemente dal PDL creando il martire alla riscossa. Da qui in avanti gli errori sempre più marchiani di Berlusconi che aggiunge acqua bollente all' acqua calda.
Piccolo consiglio: Silviù fai l'ometto, rinnega te stesso se vuoi governare, ma se vai alle urne dopo quanto hai combinato fino ad ora, non sarai mai più nessuno.
Se mi sbaglio lo vedremo.
Stativi buoni.

Roy